Sul web corre la rabbia. E altrettanta incertezza per il futuro

Se n’è parlato in un convegno ma i cittadini chiedono interventi concreti. Sicurezza innanzi tutto e lotta alle mafie con metodologie adeguate e certezza della pena. Ormai la criminalità organizzata utilizza l’alta tecnologia ed è sempre più difficile coglierla in fallo. Cooperazione giudiziaria e di polizia potrebbe essere una strategia vincente.

La sicurezza sociale, intesa come quell’insieme di interventi ad opera delle Istituzioni pubbliche tendenti a tutelare i cittadini da condizioni di pericolo e di rischio, è uno dei problemi più sentiti dalla cittadinanza.

E’ vero che ci troviamo in una situazione emergenziale per via dell’arcinota malattia e dunque salute pubblica ed il lavoro carente dovrebbero essere argomenti prioritari. Tuttavia l’insicurezza che si avverte in ogni strato della popolazione ed estesa a livello globale è un tratto strutturale delle società avanzate.

Sul tema si è tenuto lo scorso 7 ottobre un convegno a Palazzo dei Congressi nello splendido scenario di Taormina, in Sicilia, dal titolo “Sicurezza, innovazione e complementarietà“. Sono intervenuti i rappresentanti della Polizia di Stato, società civile e aziende che operano nel settore. Ospite d’onore Lamberto Giannini, Capo della Polizia, nonché direttore generale della Pubblica Sicurezza.

Lamberto Giannini

Quest’ultimo ha manifestato molta preoccupazione per la violenza che circola nel web ed in particolare sui social:

“…La situazione ed il periodo sono piuttosto delicati – ha detto Giannini – con una narrativa sul web allarmante. Molti cybernauti traducono la preoccupazione in rabbia anti-sistema e si uniscono spesso opposti estremismi. Ma chi vuole manifestare dissenso può farlo rispettando le regole. Il web non dà l’immediata percezione dei numeri e di cosa può accadere. Non è semplice vagliare e discernere, alcuni sono dei bluff. A posteriori è molto facile dire che tutto era noto, perché era scritto…”.

Simona Branchetti

L’evento, per la cronaca, è stato moderato dalla giornalista del Tg5 Simona Branchetti. Poi si è discusso di formazione, collaborazione, rinnovamento collegati alla necessità di un supporto tecnologico sempre più avanzato. E’ intervenuto il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero De Rao che pur dando l’importanza che merita l’innovazione ha messo in guardia tutti dai suoi pericoli:

Federico Cafiero de Raho

“…Sicuramente l’innovazione è molto importante – ha aggiunto De Raho – la Polizia di Stato tra l’altro sta per varare una nuova direzione centrale contro il cybercrimine mettendo insieme le competenze della polizia scientifica e quelle dell’odierna polizia postale. Un vero e proprio polo tecnologico. Inoltre, è necessaria la collaborazione tra le Forze dell’Ordine e la Magistratura dei diversi Paesi

…Le mafie, infatti, hanno assunto la caratteristica di comunicare nel globo abbattendo le frontiere e le distanze. Se si vuole contrastarle efficacemente, è necessaria la collaborazione di tutti i Paesi affinché si attrezzino per impedire loro di svolgere le attività criminose, soprattutto quelle che si infiltrano nell’economia legale e globale

Anche perché questa strategia distrugge o indebolisce fortemente l’economia delle imprese sane. Bisogna garantire a quest’ultime di poter liberamente operare, impedendo alle varie mafie di infiltrarsi nel tessuto del mondo. Non è solo un problema di un Paese solo, ma è esteso al globo intero...

…Per questi motivi ho parlato di armadio digitale in cui inserire le informazioni di tutti gli Stati, perché ciò che può essere utile in un Paese è, probabilmente, presente in un altro e così via. Se si riuscisse a creare una cooperazione giudiziaria e di polizia capace di condividere in pieno le conoscenze avremmo una marcia in più contro le mafie…”.

Quasi tutti gli interventi sono giunti alla medesima conclusione ovvero di come sia importante l’attività sociale ed educativa per le quali si sta investendo molto in iniziative di formazione, iniziando dai più piccoli. Quindi sicurezza come risultato di un impegno comune e di complementarietà.

Il convegno si è concluso con il concerto della Banda Musicale della Polizia di Stato, dedicato alla giornata internazionale della non-violenza, celebrata dall’ONU il 2 ottobre e che si svolta nella splendida cornice del Teatro Antico di Taormina.

La musica c’è stata, se ci fossero stati pure i tarallucci e vino, sarebbe stato un tipico spettacolo all’italiana. Nel senso che tutto finisce in maniera accomodante. Piuttosto c’è da dire che le varie mafie si combattono con i fatti e non coi convegni, seppure interessanti.

Soprattutto, con la certezza della pena per chi si è macchiato di crimini efferati e non. Perché finora si è avuto sempre poco rispetto per le vittime. Non vendetta, ma equità nella giustizia.

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