Passa il processo civile ma non è una riforma

Diverse le novità, specie quelle per la tutela delle donne, dei minori e che riguardano la bigenitorialità. Si promettono processi veloci e nuove regole per la mediazione e negoziazione. Semplificazioni e ricorso al digitale garantirebbero velocità e tempi brevi. Entro fine anno la Guardasigilli parla dell’approvazione delle leggi di delegazione per la riforma del civile, penale e Csm. I soliti conti senza l’oste. Quest’ultimo si chiama Pnrr e ciò che l’Europa vuole da noi prima di mettere mani al portafogli.

Roma – Processo civile, si cambia. Al Senato è stata approvata la riforma dell’importante settore della Giustizia. Su 231 parlamentari 201 hanno votato si e 30, invece, sono stati per il no. Sul provvedimento il Governo ha posto il voto di fiducia, onde evitare infruttuose perdite di tempo. Ora passerà alla Camera per l’approvazione definitiva.

Processi più brevi, dunque, fino al taglio del 40% della durata, semplificazione dei riti, potenziamento della mediazione per fornire risposte più veloci alle esigenze quotidiane dei cittadini e favorire l’attrazione degli investimenti stranieri, nonché introduzione di un tribunale per la famiglia ed i minori, con più tutele per le donne vittime di violenza. Sulla carta sembra un grande passo in avanti ma sarà proprio cosi?

Intanto i punti cruciali del provvedimento sembrano in linea con gli impegni assunti dal Governo con l’Europa nel Pnrr. Dunque vedremo nell’immediato futuro se le novità introdotte funzioneranno. Nella Legge delega entrano, tra le misure principali, le nuove regole in materia di mediazione e negoziazione, una maggiore efficienza dei procedimenti con il ricorso al digitale.

Con il via libera di Palazzo Madama in prima lettura si delinea un primo tassello della riforma della giustizia ideata da Marta Cartabia, in attesa che arrivi il via libera anche alla delega penale.

“…Ormai è una corsa contro il tempoha ripetuto il ministro Cartabia – infatti sulla durata dei processi il Governo si gioca tutto il Recovery, non solo i 2,7 miliardi del PNRR destinati alla giustizia ma anche i 191 miliardi destinati a tutta la rinascita economica e sociale italiana…”.

Pertanto è ovvio: “…Chi si sottrae al cambiamento si dovrà assumere la responsabilità di mancare un’occasione decisiva per tutti – ha evidenziato la Guardasigilli con i capigruppo delle Commissioni Giustiziaentro la fine del 2021 devono essere approvate le leggi di delegazione per la riforma del processo civile, penale e del Csm“. Entro fine anno? Difficile, se non impossibile con una spada di Damocle come quella del Pnrr e dei suoi 42 punti cardine di cui dovremo rispondere all’Europa.

Insomma una interessante corsa ad ostacoli, che speriamo non produca più danni di quelli che negli ultimi anni sono stati prodotti dai vari Governi precedenti all’attuale. Come abbiamo detto fra le le novità di maggior rilievo è stata prevista l’istituzione di un unico tribunale, per famiglia e minori, che si occupa di separazioni, divorzi e affidi, indipendentemente dal fatto che il minore sia nato dentro o fuori dal matrimonio. Un traguardo importante che dovrebbe arrecare benefici sia ai figli che ai genitori ormai separati.

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Si prevedono tribunali circondariali e, quale organo centrale, un tribunale distrettuale. I tribunali per i minorenni non sono soppressi, ma trasformati in queste nuove articolazioni centrali, per valorizzare le loro specializzazioni. Insomma si spera anche nella nuova formazione dei magistrati minorili senza la quale qualsiasi innovazione diventerebbe inutile.

Altra importante novità contenuta nella riforma riguarda l’esclusione del ricorso da parte dei consulenti alla teoria della sindrome da alienazione parentale (Pas). In tal modo, seguendo anche le Convenzioni internazionali, si intende garantire il superiore interesse del minore, che dovrebbe prevalere sul principio della bigenitorialità, oggi tanto di moda e di cui è tanto ricca la giurisprudenza.

Poi c’è la valorizzazione delle forme di giustizia alternative, con incentivi che potrebbero potenziare l’utilizzazione della mediazione, negoziazione assistita ed arbitrato. Per quanto riguarda le semplificazioni vengono stabilizzate le innovazioni telematiche introdotte durante l’emergenza Covid, cioè le udienze gestite per iscritto o da remoto tramite rete telematica.

Altre novità nel processo di primo grado riguardano l’ordinanza immediata di accoglimento o di rigetto, reclamabile e non idonea al giudicato. Per quanto riguarda l’appello, invece, è prevista la restrizione delle possibilità di sospendere l’efficacia della sentenza di primo grado. Ulteriori semplificazioni anche per i giudizi in materia di lavoro. Il resto è poca roba, a dire la verità.

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