Sviluppo sostenibile? Il grande bluff

Anche in questo settore ce la passiamo male. L’Agenda dello Sviluppo sostenibile è stata siglata da coloro che l’hanno reso insostenibile. Come dire che medico e paziente sono la stessa persona. Per non parlare dei macroscopici conflitti d’interesse mentre tutti i Paesi del mondo soffrono il post-pandemia. Che c’entra sino ad un certo punto.

Roma – Nel settembre 2015 i governi di 193 Paesi dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, il Sustainable Development Goals (SDG), un programma d’azione comune che prevede 17 obiettivi da raggiungere. Per lo Sviluppo Sostenibile questi obiettivi rappresentano mete importanti che riguardano tutti i Paesi, nessuno escluso.

I temi sono la povertà, la fame, il diritto alla salute e all’istruzione, l’accesso all’acqua e all’energia, il lavoro, la crescita economica inclusiva e sostenibile, il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente, l’urbanizzazione, i modelli di produzione e consumo, l’uguaglianza sociale e di genere, la giustizia e la pace.

Agenda per lo Sviluppo Sostenibile

Sembrava di ascoltare la lettera di Natale che i bambini di una volta leggevano ai propri genitori elencando una serie di buoni propositi per l’anno che stava per arrivare. Buoni propositi che cadevano nel vuoto, perché difficilmente avrebbero realizzato. Ma tant’è.

Ora i grandi sapientoni dell’ONU hanno presentato un rapporto del centro studi dal titolo Sustainable Development Solutions Network (SDSN) – Rete di Soluzioni per lo Sviluppo Sostenibile – in cui viene evidenziato che il Covid-19 ha frenato il programma di detto sviluppo.

SDSN Canada – Sono oltre 1.300 le Istituzioni nel mondo che collaborano per lo Sviluppo Sostenibile

Noi, invece, comuni mortali senz’arte né parte, eravamo convinti che il virus lo avesse accelerato, guarda un po’. Comunque, secondo il rapporto, c’è stata per la prima volta una battuta d’arresto dal 2015 dovuta in gran parte all’aumento del tasso di povertà e di disoccupazione scaturita dall’emergenza sanitaria che si è poi trasformata in crisi economica e sociale.

In particolare i Paesi in via di sviluppo hanno manifestato una bassa capacità di procacciarsi finanziamenti sul mercato. I Paesi ad alto reddito, al contrario, si sono indebitati per far fronte alle emergenze della pandemia.

Rapporto Onu – Rappresentazione del reddito dei Paesi del mondo

Gli esperti dell’ONU suggeriscono che per riprendere il cammino verso lo sviluppo sostenibile, i Paesi più poveri hanno bisogno di un significativo aumento dello spazio fiscale e di finanziamenti dalle banche multilaterali di sviluppo.

In modo da sostenere istruzione per tutti, copertura sanitaria universale, energia pulita e industria, agricoltura e infrastrutture sostenibili, accesso diffuso alle tecnologie digitali.

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri

Infine cosa ha partorito il florido intelletto di questi eminenti studiosi? Hanno avuto la bizzarra idea di sostenere che, nel breve termine, causa il differente spazio fiscale delle varie nazioni, la probabilità di ripresa dei Paesi ricchi sia maggiore di quella dei Paesi poveri.

Meno male che ci hanno informato. Noi eravamo già pronti a puntare tutti i nostri grami risparmi scommettendo sulla ripresa immediata dei Paesi poveri! Per fortuna che l’abbiamo saputo, altrimenti ci saremmo trovati con le braghe di tela. Guarda tu che roba.

La povertà dilaga – File interminabili alla Caritas

Ora, che l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile sia stata firmata da coloro che l’hanno reso “insostenibile“, sa tanto di presa per i fondelli. Oltre al danno, la beffa. Come se l’assassino indagasse sui reati commessi da sé stesso.

Un conflitto di interessi e/o di attribuzioni grande come un grattacielo. Oppure è un caso raro, ma qualche volta succede, che il paziente ed il medico siano la stessa persona. Comunque stiano le cose la situazione è davvero al limite della sopportazione. Interessa forse a qualcuno?                                             

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