Nonsolointernet. Tra fisico e digitale per ricominciare daccapo. Dopo la pandemia

Ci occupiamo spesso di argomenti che riguardano il web perché riteniamo che una maggiore informazione aiuti ad essere più responsabili. Ormai Internet rappresenta in nostro futuro. Dopo il morbo che ci ha afflitti dobbiamo guardare avanti e la rete può aiutarci in senso positivo nei molteplici settori del quotidiano.

Pisa – Nello splendido scenario della città della Torre pendente, si è svolto dal 7 al 10 ottobre scorsi l’undicesima edizione del Festival di Internet. Uno dei principali momenti di approfondimento sul tema dell’innovazione organizzati in Italia, in quest’epoca di rapido cambiamento.

Il tema di quest’anno è stato #Phygital, crasi tra i termini inglesi physical e digital (fisico e digitale), uno switch off/on, un reset per ricominciare da zero e re-immaginare il futuro dopo lo shock della pandemia.

L’evento è stato organizzato da Fondazione Sistema Toscana in collaborazione con Regione Toscana, Provincia, Comune, Camera di Commercio e Università di Pisa, Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore, e Festival della Scienza.

Claudio Guia direttore del festival #Phigital 2021

Dieci aree tematiche scandagliate attraverso decine di incontri. Si è parlato di Legal tech con la sezione “Digital Law” dedicata al Diritto nella dimensione digitale ed alle ripercussioni di una vita quotidiana sempre più connessa e, soprattutto, si è inteso riflettere sul Diritto presente e futuro e sulle regolazioni nazionali e sovranazionali.

Altro tema il “Paritalk“, in cui si è discusso del “maschilismo dei dati“, di “femminismo onlife“, di inclusività degli spazi urbani e dell’attivismo attraverso la musica. Il termine onlife è un neologismo frutto di una contrazione linguistica tra online e offline e sta ad indicare la dimensione vitale, relazionale, sociale e comunicativa, lavorativa ed economica, vista come risultato di una continua interazione tra la realtà materiale ed analogica e la realtà virtuale e interattiva.

Si è parlato di Cybern-erttica illustrando “moral machine”, una piattaforma per una prospettiva umana sulle decisioni morali assunte dall’intelligenza artificiale. Interessante il lavoro del Centro di Ricerca E. Piaggio dell’Università di Pisa che ha sviluppato un androide dalle fattezze di un bambino, capace di reagire alle emozioni.

Altra tematica “Democrazia in rete“, in cui si è indagato su come lo Stato possa raccogliere le sfide del cambiamento e governarlo senza cedere o farsi scalzare da entità sovranazionali di natura privata, come in parte sta già avvenendo. Inoltre un aspetto tanto dibattuto è stato quello dell’interazione tra fisico e digitale nella fruizione degli spazi cultura, come ad esempio i musei.

Sempre a cavallo tra la dimensione fisica e quella digitale non poteva mancare il tema “Restare svaghi“, con l’intrattenimento e la leggerezza. Un viaggio nel futuro attraverso performance, proiezioni cinematografiche ed installazioni interattive e un totem tecnologico con mixer ed impianto audio a disposizione degli artisti professionisti e non che si sono succeduti.

Inoltre una particolare attenzione è stata riservata al mondo food.Gusto e digitale“, qui siamo nella fantascienza. Tecnologia e digitale estendono le percezioni sensoriali che sono misurabili con tutti i crismi della Scienza. L’esperimento collettivo è stato effettuato dal vivo in due appuntamenti dedicati al gusto.

Il cibo e le percezioni sensoriali

Altro soggetto “Arte e installazioni“. Il concetto di fisico e digitale si è realizzato con l’opera di live painting (pittura dal vivo) dell’artista newyorkese Gaia, al secolo Andrew Pisacane, il cui significato più autentico risiede nella sincronia temporale tra la realizzazione grafica e la performance artistica. Nato a New York ma di origine italiane, Gaia è stato inserito da Forbes tra i 30 Under30 che cambieranno il mondo. 

Gaia

Per l’intera durata del festival è stato possibile immergersi in un mondo sommerso grazie ad una particolare installazione interattiva a cura di Domestic Data Streamers, un team di esperti transdisciplinari che hanno pensato di trasformare i dati grezzi in esperienze partecipative. Con un retroterra culturale frutto di media e interaction design, il gruppo si è districato tra arte, scienza e big data per esplorare e creare nuovi linguaggi di dati.

Una delle installazioni interattive

Indubbiamente tutte tematiche che riguardano i cittadini di oggi e, soprattutto, quelli di domani. Averne consapevolezza e conoscenza è un tentativo, speriamo non vano, di non restare stritolati dai tentacoli della tecnologia avanzata che ormai è diventata una piovra nel vero senso della parola. Non ci resta altro da fare che affidarci alla buona sorte.                                    

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