Salvini vuole rifarsi in Sicilia senza la Meloni

I due sembrano ai ferri corti ma è tutta una farsa. Non tanto da parte della Meloni quanto da quella di Salvini che un giorno s’inventa la parte da collante del centro-destra per poi criticare aspramente l’opposizione. Proprio lui, il leader del Carroccio, il re del double face.

Roma – In Sicilia è vera emergenza. Praticamente un disastro. Scuole chiuse a Catania, Messina, Siracusa ed Acireale. Decine i voli dirottati o annullati presso lo scalo etneo. Resta alta l’allerta maltempo in tutta l’isola e nei prossimi giorni non si prevede nulla di buono. Il colore di pericolo arancione rimane nella maggior parte dell’Isola mentre diventa rosso tra Messina e Catania.

Così mentre fiumi di fango e smottamenti, cedimenti, allagamenti e strade in tilt, soprattutto della parte orientale della Regione, mettono a dura prova i siciliani, anche nei partiti di destra gli eventi tellurici degli ultimi giorni, mettono a repentaglio la tenuta della coalizione. Insomma mala tempora currunt, in cielo, in terra e nei palazzi della politica.

Pur mostrandosi apparentemente compatto, nelle scorse ore, il centrodestra rischia di fare i conti con nuove tensioni al fulmicotone. Infatti nonostante Salvini, da provetto federatore, da una parte cerca punti in comune che legano a doppia mandata una coalizione scricchiolante e litigiosa, dall’altra rischia di rompere l’idillio con Giorgia Meloni dicendone un sacco e una sporta sulla leader di Fratelli d’Italia.

“…Un centrodestra troppo litigioso e diviso non va bene: siamo qui per unire, non per imporre – afferma il leader della Lega chi critica, chi bisticcia e polemizza, sbaglia…”. Alla faccia della caciocavallo, avrebbe detto Totò parlando di coerenza.

Giorgia Meloni

E subito dopo che cosa balza in mente al grande stratega ed unificatore del Carroccio? Critica pure la politica di FdI e non la finisce più. Infatti un audio di Matteo Salvini, mentre parla ai suoi parlamentari riuniti a Roma, conferma (si fa per dire) il clima affettuoso anzichenò che lui stesso ha contribuito a fomentare:

“…E ovvio che abbiamo un centrodestra nel Governo e uno all’opposizione ha ripetuto Salvini – però c’è modo e modo di stare all’opposizione. Si può concordare una quota comprensibile di rottura di cogl…… dall’opposizione, che però vada a minare il campo Pd e 5 Stelle e non sia fatta scientemente, come è accaduto negli ultimi mesi, per mettere in difficoltà la Lega e il centrodestra…”, si sente nell’audio dalla viva voce di don Matteo. Insomma la farsa continua ma si stanno stancando in tanti.

Matteo Salvini

Dopo l’audio in cui Salvini dava una ripassata alla Meloni e mentre Renato Brunetta sferrava un attacco alle forze sovraniste della coalizione, il leader della Lega con disinvoltura continuava a fare il predicozzo a tutti, sostenendo che il centrodestra troppo litigioso e diviso non va bene e sbaglia chi critica. Ed è per questo che bisogna unire e non dividere. Una gabbia di matti, in parole povere.

Parole che, pronunciate proprio da Salvini, non solo sembrano una provocazione agli alleati ma un’offesa alla intelligenza degli italiani. La lezione dell’astensione di massa alle amministrative purtroppo non ha ancora lasciato il segno, così la pantomima continua ancora a colpi di slogan trasformandosi in lagna:“…Il centrodestra ha il dovere di essere unito e compatto per vincere prima in Sicilia e poi a livello nazionale…”, ripete sino alla noi il comandante Salvini. Va da sé che in Sicilia, maltempo permettendo, la strada è tutta in salita per la Lega e zeppa d’ostacoli.

Elsa Fornero

Intanto nonostante le barricate promesse a tutti se il Governo, di cui fa parte anche la Lega, avesse toccato Quota 100, il leader del Carroccio è costretto a fare un “big stop” ed una inversione di marcia sostenendo che l’importante è non tornare alla Legge Fornero.

In ogni caso Quota 100 non verrà rinnovata. Lo ha annunciato Mario Draghi, sottolineando che adesso occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era considerata una normalità. E alla fine si tornerà alla Fornero, ci mettiamo la mano sul fuoco.

Il Presidente del Consiglio impone ritmo ed agenda ai partiti, mentre parlando del Patto di Stabilità, ha affermato che davanti c’è ancora un anno per discutere di revisione. C’è tempo per maturare punti di vista che siano realistici e maggiormente condivisi. Tempo? Ancora tempo? Gli italiani non possono più aspettare.

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