Vince l’astensione, il resto va al centrosinistra. Gli altri in colpevole coda.

E’ andata male al centrodestra che comunque pare affermarsi a Roma, Trieste e in Calabria. Beppe Sala ha lavorato bene a Milano e potrebbe confermarsi sindaco già alla prima tornata. Fortemente ridimensionato il M5S. La politica è ai minimi storici.

Roma – Vince il partito degli astensionisti. Il Centrosinistra acchiappa tutto il resto. Dopo un weekend televisivo e giornalistico depurato dalle notizie politiche a causa del silenzio elettorale si è arrivati alla resa dei conti. Da queste colonne lo avevamo detto da mesi: gli italiani sarebbero rimasti a casa. Cosi è stato.

Comunque nel primo giorno di votazioni, domenica 3 ottobre, si è registrata un’affluenza in calo di oltre 19 punti percentuali (19,8). Infatti il dato complessivo dei votanti alle ore 23, rilevato dal Viminale per le elezioni comunali, è stato del 41,65%. Nel 2016 era stato del 61,49%, ma si votava un solo giorno, a differenza di questa tornata elettorale in cui si è potuto votare un giorno in più.

Oggi dopo le 15 già le prime proiezioni davano come primo partito quello del Non voto con oltre il 50%. Roba mai vista. Il resto è normale cronaca politica: il centro-sinistra vince un po’ ovunque e i grillini non arrivano al ballottaggio.

Passano così al primo turno i candidati sindaci di Milano, Bologna e Napoli, tutti con il centrosinistra. Al ballottaggio vanno le città di Roma, Torino e Trieste. La sfida sarà tra le due principali coalizioni. La Regione Calabria riconferma l’orientamento di centrodestra, dopo la morte prematura di Jole Santelli.

Comunque nel rapporto tra gli italiani ed il voto, l’astensione ha prevalso, confermando una disaffezione alla politica sempre più in aumento. Lo Stato o meglio la ragion di Stato non sempre convincono, almeno per la mancanza di uniformità e logicità dei provvedimenti che sorreggono alcune decisioni politiche.

Infatti, a differenza del possibile ballottaggio, non bisognava avere, in questa tornata elettorale, il Green pass per andare a votare. La decisione di non rendere indispensabile il certificato verde per accedere al seggio risponde ad un indirizzo politico chiaro: non intaccare il diritto di voto per ogni cittadino prescritto dalla Costituzione, indipendentemente dal suo stato immunologico.

Chiaro però che la pandemia è ancora in corso e non si può negare che queste elezioni potrebbero fare da volano per il contagio nel caso in cui si abbassasse la guardia. Così come per gli elettori, infatti, neanche per i rappresentanti di lista è valso l’obbligo di Green pass che scatterà, invece, al ballottaggio per presidenti di seggio e scrutatori, in ragione del nuovo decreto che ha esteso l’obbligo di certificato verde a partire dal 15 ottobre a tutti i lavoratori pubblici e privati.

Passiamo ai numeri delle proiezioni: a Milano se il risultato fosse confermato Beppe Sala passerebbe al primo turno con il  57,4% (coalizione 57%), Luca Bernardo 32,1% (coalizione 33%), Layla Pavone 3% (coalizione 2,8%),  Gianluigi Paragone 3,0% (2.8), altri 4,5% (4.1%).

A Bologna capeggia Matteo Lepore, appoggiato tra gli altri da Pd e M5s, al  60,1%, seguito dal candidato di centrodestra Fabio Battistini al  30,7%. La copertura del campione è del 29% E a Napoli con una copertura del campione del  31% il candidato del centrosinistra Gaetano Manfredi è al  62,9% mentre il candidato del centrodestra Catello Maresca è al 22,2%. Antonio Bassolino è all’8,3% e Alessandra Clemente è al 5,3%.

A Torino la terza proiezione vede in pole position il centrosinistra con Stefano Lo Russo al 44,2% mentre il candidato di  centrodestra Paolo Damilano al 38,3%. La candidata di M5s ed Europa  Verde Valentina Sganga è all’ 8,7% mentre Angelo D’Orsi (Sinistra  anticapitalista-Rifondazione comunista- Dema democrazia autonomia, Pci, Potere al Popolo) è al 2,7% (copertura del campione 27%).

A Trieste in base alla terza proiezione del Consorzio Opinio Italia per Rai, con una copertura del campione del 31%, il sindaco uscente di centrodestra, Roberto Dipiazza, è al  46,8% mentre il candidato di centrosinistra Francesco Russo è al 30%. Riccardo Laterza è al 9,3%.

Mentre a Roma secondo la terza proiezione Enrico Michetti, candidato di  centrodestra, è al 30,6%, il candidato di centrosinistra, Roberto Gualtieri è al 26,9%. Il leader di Azione Carlo Calenda è al 19,6%  come la sindaca uscente Virginia Raggi al 19,6% (copertura del  campione 19%).

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