MILANO – RICHIESTA SCARCERAZIONE PER I TRE COMMERCIALISTI DELLA LEGA: NON C’ENTRANO.

I tre professionisti non rispondono alle domande dei giudici. I soldi della Lega rappresentano l'obiettivo comune degli inquirenti milanesi e genovesi e prima o poi ne verranno a capo. Salvini: li cercano dove non ci sono.

Milano – Lega, nuove segnalazioni dal mondo bancario. Si infittisce l’inchiesta milanese sui tre contabili della Lega Nord accusati di peculato e turbativa d’asta, ovvero Alberto Di Rubba, direttore amministrativo al Senato per Lega ed ex presidente della Lombardia Film Commission – fondazione controllata dalla Regione per promuovere progetti cinematografici. La stessa Film Commission a cui la “defunta” Lega Nord aveva venduto il capannone di Cormano ad un prezzo ritenuto gonfiato per drenare 800mila euro di fondi pubblici. Poi ci sono Andrea Manzoni, revisore contabile alla Camera e Michele Scillieri, che ha scelto di non presentarsi all’interrogatorio davanti al Gip di Milano Giulio Fanales avvalendosi della facoltà di non rispondere. Nei guai c’è anche suo cognato Fabio Barbarossa, che ha fatto la stessa scelta senza presentarsi.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco sta prendendo la medesima direzione di quella aperta dai magistrati genovesi che indagano sui famosi 49 milioni spariti. Dalle prime battute è già emerso il caso dell’ex direttore della filiale Ubi di Seriate (Bergamo), Marco Ghilardi, che non aveva segnalato operazioni sospette sui conti di Di Rubba e Manzoni e che per questo veniva licenziato dall’istituto. Sull’onda di questo primo risultato in Procura sono arrivate numerose segnalazioni, anche da parte del Nucleo di polizia Economico finanziaria della Guardia di Finanza e dall’Uif di Bankitalia alert, su movimentazioni anomale dello stesso genere.

«Nessun soldo illecito incassato», hanno ripetuto i commercialisti durante gli interrogatori nei quali hanno cercato di dribblare domande sui “soldi alla Lega“, mentre l’avvocato Piermaria Corso ha annunciato che depositerà un’istanza al giudice per chiedere la revoca degli arresti domiciliari. Davanti al giudice per le indagini preliminari Giulio Fanales e al Pm Stefano Civardi, Di Rubba ha cercato di dare giustificazioni sotto il profilo contabile per ogni operazione contestata, spiegando che i 178mila euro versati dalla società Andromeda, riconducibile a Scillieri, in favore della Sdc, riferibile a Di Rubba e Manzoni, sarebbero la “commissione” per la vendita di un altro immobile di proprietà di una famiglia bergamasca.

Una linea questa già avanzata ad inizio settembre da Manzoni che aveva parlato appunto di “un’operazione immobiliare di un terreno in alta Val Seriana, intestato ai Testa“. Da quanto si legge nell‘ordinanza del giudice per le indagini preliminari, il suo racconto però è apparso “talmente confuso da risultare radicalmente incomprensibile“. Gli inquirenti sono convinti di avere prove solide e l’inchiesta milanese si muove sempre più alla ricerca di presunti ‘fondi neri‘ del partito:

“…Sono anni che cercano soldi dove non ci sono soldi – ha detto Matteo Salvini innumerevoli volte – in Svizzera, Panama, Lussemburgo. I soldi alla Lega li danno i cittadini con il 2 per mille, gli imprenditori che ci aiutano, gli eletti. Io sono tranquillo…”. Intanto i magistrati cercano anche laddove in molti ritengono ci siano soltanto cartacce. Ma non divaghiamo e torniamo al punto.

I soldi non ci sono: sono tranquillo…

Ma chi sono i tre indagati? Di Rubba è un commercialista di 41 anni, laureato a Bergamo dove ha tuttora uno studio che si aggiunge a quello di Clusone. Il suo curriculum è decisamente ricco: oltre ad essere il revisore contabile del gruppo al Senato, Di Rubba ha lavorato anche per la Banca Popolare di Bergamo ma, prima ancora, la sua attività si era concentrata soprattutto in realtà che hanno a che fare con acqua e ambiente come la Severn Trent Italia (depurazione acque reflue), La Biodepuratice, l’Iseco (ambiente), la Baltea Impianti (depurazione acqua) e, nel gennaio 2019, è stato presidente della Sin Spa, (Sistema informativo nazionale) per lo sviluppo dell’agricoltura.

Il famoso capannone di Cormano

Nel suo curriculum – finito agli onori della cronaca a seguito della sua candidatura al consiglio di amministrazione della Rai – non mancano anche altri incarichi più vicini alla politica come quello di amministratore unico della Edizioni Erbia e di Pontida Fin, definita la “cassaforte immobiliare” della Lega Nord, senza tralasciare il consiglio di amministrazione di Radio Padania.

Manzoni è il revisore contabile del gruppo Lega alla Camera e, anche lui, è un commercialista con studio sia a Bergamo che a Brescia e Clusone. Dopo il dottorato in marketing, ha lavorato fianco a fianco a Michele Scilleri, 57 anni, che poi è il terzo indagato. Scilleri, 57 anni, anch’egli commercialista ha uno studio in via Privata delle Stelline 1 a Milano, sede legale della Lega per Salvini Premier, il nuovo partito nazionale creato da Matteo Salvini dopo la chiusura della storica Lega Nord.

Film Commission di Regione Lombardia. L’ennesimo scandalo.

 

 

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