ROMA – TRASFORMISMO? LA “COERENZA” DELLA POLITICA ITALIANA

La storia italiana si ripete: da Minghetti a Conte, passando per destra e sinistra con una disinvoltura disarmante. Oggi anche i grillini applaudono i "voltagabbana" definendoli "costruttori". Imperativo categorico conservare la poltrona.

Roma – Ieri si chiamavano “responsabili” oggi “costruttori” ma la sostanza non cambia, l’Italia è nata trasformista e morirà trasformista. Correva infatti l’anno 1882 e il leader della destra storica Marco Minghetti si alleava con il leader della sinistra storica Agostino De Pretis, dopo che entrambi avevano isolato le ali estreme dei rispettivi schieramenti, per creare un grande centro liberale che governerà l’Italia sino all’avvento del fascismo.

Questa operazione politica venne chiamata trasformismo e non fu sicuramente un caso che il primo ministro italiano traesse la sua forza non dal fatto di essere il leader del partito più votato ma dalla sua capacità di elargire favori e regalie ai singoli parlamentari.

Benito Mussolini, il più grande trasformista della storia italiana

Il più grande trasformista della storia italiana è stato, senza dubbio alcuno, Benito Mussolini che da uomo di sinistra antimonarchico e anticlericale seppe trasformarsi nell’alfiere della destra fascista diventando il primo sostenitore del re e della chiesa cattolica, solo ed esclusivamente per mantenere e conservare il potere.

Non dobbiamo quindi stupirci più di tanto se Giuseppe Conte è passato dall’alleanza con la destra sovranista e anti-europea di Matteo Salvini al governo di coalizione tra Cinque Stelle e Partito Democratico, ovvero con un partito europeista e sensibile ai diritti civili delle minoranze.

Il premier Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo

Il nostro “Giuseppi” ha illustri predecessori ma non possiamo certo apprezzare la “compravendita di parlamentari in corso che vede protagonista proprio il premier. Il governo dell’advocat  ha ottenuto dalle Camere una fiducia risicatissima e si appresta, parole del suo presidente, ad allargare l’attuale maggioranza.

Sembra di essere tornati ai tempi di Scilipoti e Razzi quando Denis Verdinioffriva la luna a chiunque fosse disponibile ad appoggiare il moribondo governo Berlusconi.

I primi deputati e senatori hanno già risposto positivamente, come per esempio Sandra Lonardo e Maria Rosaria Rossi, non a caso sotto l’abile regia di Clemente Mastella, il Leopoldo Fregoli dei trasformisti contemporanei che nella sua carriera è sempre passato con estrema disinvoltura da destra a sinistra e viceversa.

Clemente Mastella

Ma a stupire sono quei politici di centro-destra che accusano di compravendita l’attuale centro-sinistra, quando poco di più di dieci anni fa erano proprio loro a cimentarsi in operazioni analoghe. Dobbiamo però sottolineare che grillini e piddini hanno invece rivalutato i cosiddetti “voltagabbana” chiamandoli costruttori e lodando il loro senso dello Stato, quando appena nel Dicembre del 2010 minacciavano di rivolgersi alla Procura della Repubblica e di ricorrere al Capo dello Stato davanti ai “cambi di casacca” in Parlamento.

Potrà sembrare strano ma tutto quello che sta oggi avvenendo è perfettamente legittimo, sono infatti le regole di una repubblica parlamentare che si fonda sul bicameralismo perfetto e che probabilmente hanno ormai segnato il loro tempo.

Il bicameralismo è perfetto?

Eppure poco più di quattro anni fa abbiamo avuto la possibilità di riformare la seconda parte della nostra Costituzione ma abbiamo votato quasi tutti no, ascoltando proprio quei politici di centro-destra che da circa vent’anni proponevano una riforma analoga.

Tuttavia nel Dicembre del 2016 era importante “sbarazzarsi di Matteo Renzi e gli interessi degli italiani sono ancora una volta passati in secondo piano. Chi è causa del suo male non pianga quindi troppo…

 

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