Si torna alla normalità ma il virus c’è ancora

Si aprono i locali rimasti chiusi per troppo tempo o che hanno funzionato a scartamento ridotto. E con perdite economiche straordinarie. Non è però un liberi tutti poiché abbassare la guardia alle soglie dell’inverno può essere assai pericoloso. la mascherina bisognerebbe indossarla dappertutto anche per mettersi al riparo dall’influenza che nei locali pubblici trova gioco facile nell’infettare le persone.

Roma – Cambiano le regole e i numeri per gli accessi nei luoghi pubblici. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un Decreto Legge contenente le disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni ed in materia di protezione dei dati personali. Le nuove disposizioni entrano in vigore da oggi 11 ottobre.

Le principali novità approvate dal Governo sono che in zona bianca si torna alla piena capienza del 100% per i luoghi di cultura come cinema e teatri. Per le discoteche l’asticella sale, invece, al 50% al chiuso e al 75% all’aperto, per lo sport 60% al chiuso e 75% all’aperto. L’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

La capienza deve essere rispettata utilizzando tutti i settori e non solo una parte, al fine di evitare il verificarsi di assembramenti in alcune aree. “Finalmente tutta la cultura ricomincia a vivere” scrive su Twitter il ministro della Cultura Dario Franceschini, proprio al termine della riunione di Governo. Comunque nelle strutture museali è stata eliminata la distanza interpersonale di un metro. Come andrà? Si vedrà.

Dario Franceschini

Nei locali al chiuso, peraltro, deve essere garantita la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria e restano fermi gli obblighi di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie previsti dalla vigente normativa, eccezion fatta per le discoteche quando si balla. Sono state anche inasprite le sanzioni nel caso in cui non vengano rispettati dai gestori i nuovi limiti percentuali delle presenze, rispetto alla capienza delle strutture.

Il decreto infatti prevede che a partire dalla seconda violazione, commessa in giornata diversa, si applichi la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni. In ogni caso la percentuale delle capienze, precisa il testo, può cambiare in base all’andamento dell’epidemia.

Il decreto, votato all’unanimità in Consiglio dei Ministri dove erano presenti anche i rappresentati della Lega, allenta così la stretta anti-Covid, riportando al 100%, in zona bianca, determinati spazi rimasti per troppo tempo vuoti con enormi perdite economiche. Dal calcolo degli spazi al chiuso per le discoteche sono esclusi i dipendenti dei locali. Per esigenze organizzative il datore di lavoro potrà chiedere di verificare il possesso del Green pass in anticipo rispetto all’inizio del turno di lavoro.

In caso di richiesta da parte del datore di lavoro, derivante da specifiche esigenze organizzative volte a garantire l’efficace programmazione del lavoro, si legge testualmente nel decreto, “I lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni sul Green pass con un preavviso necessario a soddisfare le predette esigenze organizzative”.

Musei Vaticani

In zona gialla le attività sono svolte esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, che per il personale e l’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

La capienza consentita non può essere, in ogni modo, superiore al 50% di quella massima autorizzata. Inoltre è stata potenziata la competenza del Garante al fine di prevenire la diffusione di materiale foto o video sessualmente espliciti, a tutela dei minori per il reato di “revenge porn.

Revenge porn

In particolare le norme prevedono esplicitamente che “chiunque, compresi i minori ultraquattordicenni, abbia fondato motivo di ritenere che immagini o video a contenuto sessualmente esplicito che lo riguardano, destinati a rimanere privati, possano essere oggetto di invio, consegna, cessione, pubblicazione o diffusione senza il suo consenso, può rivolgersi, mediante segnalazione o reclamo, al Garante, il quale, entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta, provvede ad intervenire…”.

Un primo passo verso la normalità ma rimangono da fare ben altre cose per risalire la china la cui inclinazione permette a stento di rimanere in equilibrio. Si attendono con ansia giorni migliori.

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