Giochiamo al contagio? Dai, alitami in faccia

Il gioco di quattro pazzi scriteriati sta prendendo piede pericolosamente sulla scorta di vecchie credenze popolari prive di riscontri scientifici. Ma per ottenere il Green pass non sarebbe meglio vaccinarsi o, al limite, farsi un bel molecolare da 72 ore? C’è invece chi intende sfidare le istituzioni e violare la legge, siano pronti anche a pagarne le conseguenze.

Mi infetto, guarisco ed ottengo il Green pass! Ci sarebbe quasi da ridere se la cosa non fosse tragica. E un po’ come il detto popolare “tagliarsi le palle per fare un dispetto alla moglie”. Solo che qui non si tratta di fare dispetti ad una singola persona, bensì provocare danni alla collettività.

In tutta Europa si sta pensando a nuove restrizioni considerato il rialzo dei contagiati a causa della variante Omicron del Coronavirus che si sta dimostrando molto attiva nell’infettare le persone ma non più pericolosa di altre mutazioni. Il Governo italiano ha introdotto il Super Green pass con ulteriori restrizioni, visto il peggioramento dei dati. Ed invece che cosa si è inventato il variegato arcipelago dei No-vax?

Astuti come un branco di volpi, hanno messo in scena l’assurdo spettacolo dei “Corona party“, feste o riunioni organizzati attraverso gruppi Telegram e WhatsApp col motto: “Cercasi positivo da invitare alla festa“.

E’ successo a Bolzano qualche settimana fa e l’obiettivo di queste persone con il cervello in tilt era quello di contagiarsi per poi guarire dunque ottenere il sospirato certificato verde, senza sottoporsi al vaccino. La convinzione è basata sul fatto che contrarre il Sars-Cov-2 in forma leggera, senza gravi ripercussioni per la salute, non avrebbe ricadute nemmeno sui contagi. Una convinzione da matti e priva di riscontri scientifici obiettivi.

Per fare questo diversi giovani e non si sono riuniti per infettarsi in attesa della negatività e poi, una volta guariti, richiedere alle autorità sanitarie l’agognato oggetto dei loro desideri: il certificato verde.

Sembra che il fenomeno sia arrivato in Alto Adige dalla Germania e dalla non lontana Austria, dove un uomo di 55 anni è morto dopo essersi ammalato durante un “Corona party”.

A tal proposito Patrick Franzoni, vicecoordinatore dell’Unità Covid di Bolzano, ha lanciato l’allarme sul fenomeno dimostrandosi assai preoccupato: “…Ci sono giovani ragazzi, anche in età scolare, che si incontrano con positivi e cercano di acquisire l’infezione, non pensando che il virus è pericoloso anche nei bambini e nei giovani…”.

Patrick Franzoni

Le conseguenze possono essere letali ed anche un bambino è ricoverato in terapia intensiva. Non si è trattato di un caso isolato ma di questa sorta di “raduni del pericolo e dell’azzardo” organizzati sia nel capoluogo della provincia autonoma che in altre zone del Sud Tirolo.

L’epidemia si è aggravata su tutto il territorio. I numeri in rialzo attestano la risalita dei contagi un po’ in tutte le regioni italiane. Per questi motivi la provincia autonoma di Bolzano da oggi, lunedì 6 dicembre, torna in zona gialla.

Nella confinante Austria il ritmo dei contagi giornalieri è stato molto sostenuto, tanto è vero che è stato introdotto il lockdown per i non vaccinati esteso poi, visti i numeri, a tutta la popolazione.

Roma, 9 ottobre 2021: manifestazione dei No-Green pass a piazza del Popolo

E’ il primo Paese europeo ad adottare una misura così estrema. D’altronde la situazione si sta complicando non poco in Europa e la decisione del Governo italiano col Super Green pass va in quella direzione, anche se in maniera più moderata.

Lungi da noi qualunque tentativo di cacciarci in questa sorta di ginepraio che è diventato lo scontro tra Pro-vax/Green pass e No-vax/Green pass, ci preme sottolineare, invece, la deriva a cui si va incontro con scelte così estreme.

Perché non pensare di farsi il tampone ogni 72 ore e poter usufruire lo stesso del Green pass anche se limitato come arco di tempo? Anche questa poteva essere una scelta, certo più scomoda ma meno pericolosa. Sembra invece che per certe persone giocare con la morte sia diventata una consuetudine irrinunciabile.

Ma non solo. C’è anche chi ha voluto lanciare il guanto di sfida, che sotto certi aspetti si sta spettacolarizzando grazie alla rete, frutto di un’inesorabile concezione nichilista della vita. Tutto per mostrare il disprezzo che si ha nei confronti del Mondo in genere ed in particolare delle sue Istituzioni e dei suoi valori.

Per dimenticare, forse, la disperazione di cui si è portatori, che scaturisce dalla volontà di violare regole e leggi. Sia che si tratti di giovani adulti o di giovanissimi, qualche interrogativo ce lo dobbiamo porre per tentare di comprendere certe scelte assurde, folli ed irrazionali. Ma che non sono casuali.                             

 

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