Tu rubi e io pago: da Nord a Sud sgraffignare il RdC è un gioco da ragazzi

A Palmi 177 migranti denunciati: percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto. In Piemonte altri furbetti intascavano di frodo ma le stesse cose succedono praticamente in tutto il Bel Paese. I soldi non verranno mai restituiti allo Stato e a pagare saranno sempre i soliti cittadini per bene.

Reggio Calabria – L’operazione “Tentazione” coordinata dalla Procura di Palmi si è definitivamente conclusa con la denuncia a piede libero di 177 migranti della tendopoli di San Ferdinando.

Gli stranieri rischiano pene detentive sino a 6 anni. Si tratta di braccianti agricoli, sfruttati dai caporali nelle campagne della Piana di Gioia Tauro, che sono stati denunciati per illecita percezione del reddito di cittadinanza poiché non possedevano i requisiti per ottenerlo.

Operazione Tentazione brillantemente conclusa dai carabinieri

La normativa italiana, unico caso in Europa, esclude dal sostegno economico chi non sia residente nel nostro paese da almeno 10 anni di cui due in maniera continuativa. La scoperta dell’illecito è avvenuta in maniera fortuita.

I carabinieri erano intervenuti in un Caf di San Ferdinando a seguito di una segnalazione di una lite che aveva coinvolto un migrante. Giunti sul posto, e compreso i motivi del dissidio, i militari si erano resi conto che lo straniero lamentava la mancata percezione del beneficio ingenerando negli uomini dell’Arma il sospetto che vi potessero essere altri migranti in una situazione irregolare.

Dopo aver verificato insieme al nucleo Ispettorato del Lavoro la posizione di 200 beneficiari del reddito di sostegno, con un’attenta analisi documentale sulle domande dei percettori, hanno segnalato alla Procura di Palmi i 177 braccianti africani che vivono quasi tutti nella locale tendopoli e avevano indebitamente ottenuto gli emolumenti.

Denunciati 177 braccianti privi dei requisiti per ottenere il RdC

Il danno erariale ammonta a 140.590,64 euro ma grazie all’intervento tempestivo dei militari si è evitato che l’amministrazione dello Stato venisse alleggerita di oltre mezzo milione di euro che sarebbe stato incassato senza che i titolari ne avessero diritto.

Quelli in Calabria non sono ovviamente i soli “furbetti” del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei partito di Beppe Grillo. Quasi contemporaneamente a Vercelli il Comando provinciale dei carabinieri ha scoperto 100 persone che incassavano il sussidio senza averne diritto.

Su 3.000 richieste ne hanno controllate 1.000 ed il 10% è risultato irregolare. Addirittura un cittadino straniero, un romeno di 29 anni, risultava trasferito in Italia dal paese d’origine il giorno precedente alla presentazione della domanda ed è poi ripartito una volta ultimata la richiesta. Un’azione alla Arsenio Lupen che stava quasi per riuscire.

L’uomo, infatti, avrebbe lasciato la tessera a qualcuno che in provincia di Vercelli potesse provvedere a ritirare i soldi e non è chiaro se il cittadino comunitario se li facesse spedire su un conto all’estero o se di quel reddito beneficiasse qualcun altro in Italia.

Sarà ora compito degli investigatori scoprirlo. Gli indebiti percettori sono stati tutti deferiti alla Procura di Vercelli e rischiano pene che variano dai 2 ai 6 anni di reclusione per “aver reso o utilizzato documenti o dichiarazioni false o attestanti cose non vere al fine di procurarsi un illecito profitto ai danni dello Stato Italiano”.

In base a quanto accertato questi squallidi personaggi hanno causato alle casse dello Stato un danno complessivo di 400.000 euro. L’Inps avrà ora il compito, una volta bloccata l’erogazione, di recuperare le somme e non sarà cosa facile.

GdF di Siracusa che ha contrastato l’illecita percezione del RdC

La verifica sarà progressivamente estesa a tutte le richieste presentate ed il numero dei cialtroni è destinato a salire. Lo scorso novembre il comando provinciale della Guardia di Finanza di Siracusa aveva individuato ben 76 soggetti che nel corso del 2020 avrebbero percepito il beneficio senza averne diritto.

Di questi 24 lo incassavano per aver omesso di dichiarare prescrizioni di natura penale e 52 per false o incomplete dichiarazioni. Sarebbe necessario effettuare le opportune verifiche a monte delle erogazioni perché è evidente come il sole la carenza dei controlli preventivi.

La maggior parte delle somme erogate risulta poi di difficile, se non impossibile, recupero e a pagare sono sempre i cittadini onesti. Si era parlato infatti di modificare le regole di richiesta del RdC ma, evidentemente, a qualcuno fa comodo che le cose rimangano cosi.

                                                                                 

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