Pro-vax e No-vax: basta con questa lagna!

Il mondo pare diviso in due ma ormai abbiamo visto che il vaccino, le cure precoci a casa in uno con mascherine e distanziamento, rappresentano le uniche armi efficaci che abbiamo contro il virus la cui recrudescenza è sotto gli occhi di tutti nonostante il colore “bianco” che stanno mantenendo anche le regioni candidate al “giallo” se non peggio. Ovviamente per non compromettere la stagione estiva: non siamo fessi.

Roma – In una società in cui impera la divisione tra pro-vax e no-vax dobbiamo fare l’orecchio anche a domande del tipo: ”Le hanno forato le ruote? Rovinato la carrozzeria dell’auto? L’hanno inseguita? Insultata? Aggredita?”. E non stupiamoci se sono le forze dell’ordine a rivolgerle a quella che ormai sembra una classe lavorativa “a rischio”: i medici di famiglia.

Emocromo, test sierologico, esami diagnostici per testare le funzionalità renale. Sono alcuni degli esami pretestuosi richiesti dai no-vax, gratis e via Pec, ai loro medici di base per ottenere l’esenzione dalla vaccinazione dunque un documento equipollente al Green pass, con tanto di minacce di denuncia in caso di minima reazione avversa al vaccino, corredate da argomentazioni tipiche di chi è contro il siero anti-Covid e, cosa ancora più grave, dal sostegno di associazioni e studi legali.

Un modus operandi segnalato da Silvestro Scotti, segretario della Fimmg – uno dei sindacati dei medici di famiglia – e ormai così diffuso da alzare il livello di attenzione delle Questure.  In realtà le esenzioni dalla vaccinazione saranno possibili soltanto in alcuni casi – come risulta dalla circolare 35309 del 4 agosto 2021 del Ministero della Salute – e, salvo ulteriori disposizioni, potranno essere rilasciate direttamente fino al 30 settembre 2021 dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai medici di Medicina Generale o pediatri di Libera Scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2 nazionale.  

Tra le principali controindicazioni o precauzioni figurano la reazione allergica grave dopo una dose di vaccino o qualsiasi componente del vaccino, la gravidanza se dopo consultazione medica si decida di rimandare l’inoculazione del siero, la sindrome di Guillain-Barré e la miocardite/pericardite.  

Pare, invece, che nel testo che gli assistiti inviano ai medici si parli genericamente di ”gravi reazioni allergiche e autoimmuni” e che si inserisca anche la “sindrome di Ade” che provocherebbe danni gravi a coloro che hanno già gli anticorpi e, nonostante questo, ricevono una dose.

Secondo gli esperti i rischi di sviluppare quest’ultima sindrome sarebbero pressoché nulli, in quanto i vaccini vengono somministrati a migliaia di persone che hanno già avuto la malattia e, in virtù di questo, devono fare una sola somministrazione.

“…Se noi firmiamo un certificato di questo tipo per una patologia o un fattore di rischio che non è stato indicato dal Ministero commettiamo un falso ideologico…” ammette Scotti. Ed è proprio cosi.

Sempre secondo il segretario della Fimmg, le maggiori pressioni avvengono da parte di genitori di figli adolescenti molto probabilmente appartenenti a quella famosa fascia di cinquantenni-sessantenni non ancora vaccinati. Ma a questi si aggiungono il personale scolastico e i lavoratori della sanità, spesso più confusi dei no-vax stessi.

“…Tutti questi esami richiesti – prosegue Scotti – non possono essere fatti a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), sarebbe inaccettabile. Se il cittadino vuole farlo può farlo a spese sue. Le minacce dei no-vax non hanno margine. E comunque non c’è nessun problema, se questa è la pressante richiesta, si può fare una prescrizione su foglio bianco e se l’assistito vuole può fare le sue analisi a pagamento. Non rifiuto la prescrizione a un paziente rispetto a un suo dubbio, ma è chiaro che, alla luce della mia cultura scientifica, non autorizzo a trasferire il costo di questa esigenza sul SSN…”.

Insomma cosa non si farebbe pur di non farsi immunizzare. Ovviamente con la pretesa di non mettere mano al portafoglio.

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