In certi ambienti Terrazza Sentimento era il tempio dello sballo

Le feste e le serate con musica a tutto volume erano note a molte persone, specie a quelle che vivono la Milano di notte. In tutti i sensi. Partecipare ai conviviali di Genovese era considerato un privilegio riservato a quelli di un certo giro, sempre più allargato. Sesso, soldi e cocaina gli ingredienti principali che non dispiacevano a nessuno. Nemmeno a chi ha preso le distanze dal ricco imprenditore sempre più nei guai.

Milano Un’altra pesante tegola si è abbattuta sulla testa di Alberto Genovese, 44 anni, l’imprenditore bocconiano di origini partenopee arrestato il 6 novembre dell’anno scorso per violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e spaccio di droga in danno di due giovani donne.

Dopo i giudici del Riesame di Milano anche la Cassazione ha confermato il sequestro di 4,3 milioni di euro a carico del proprietario di Terrazza Sentimento, accusato anche di reati fiscali a margine dell’inchiesta principale per la quale la Procura milanese ha chiesto il processo con udienza preliminare in corso di svolgimento.

La decisione degli Ermellini ha sostanzialmente rigettato il ricorso della difesa contro il provvedimento del Riesame. Nell’aprile scorso, di contro, il Gip Tommaso Perna aveva respinto la richiesta di sequestro preventivo della somma, avanzata dai Pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini, di concerto con l’aggiunto Letizia Minnella, sulla base di una presunta evasione fiscale relativa agli anni 2018-2019.

I pubblici ministeri che si occupano di reati alle fasce deboli hanno chiesto il procedimento penale nei confronti dell’ex numero uno delle società start-up italiane, con l’accusa di avere usato violenza, dopo averle rese incoscienti con un mix di alcol e droghe, una modella di 18 anni, durante un festino svoltosi nella terrazza del suo lussuoso appartamento in centro a Milano il 10 ottobre 2020, e una di 23 anni, sua ospite in un noto e lussuoso resort di Ibiza, nel luglio dello stesso anno.

Terrazza Sentimento in centro a Milano

Il 27 luglio scorso, dopo otto mesi di custodia cautelare a San Vittore, Alberto Genovese è stato posto ai domiciliari, con l’obbligo del braccialetto elettronico con Gps, presso una clinica privata dove l’uomo ha iniziato il percorso di disintossicazione ammettendo la sua dipendenza da cocaina.

Anche in questo caso a disporre la scarcerazione dell’imprenditore è stato il Gip Perna che ha accolto l’istanza dei legali di fiducia di Genovese, gli avvocati Luigi Isolabella e Davide Ferrari che, precedentemente, se l’erano vista respingere per ben due volte. Lo scorso 2 novembre, davanti al Gup Chiara Valori, si è aperta l’udienza preliminare del processo a suo carico che poi è stata aggiornata al prossimo 28 gennaio.

Il lungo rinvio si è reso necessario per consentire a Genovese di scegliere la tipologia di giudizio al quale vorrà sottoporsi, ovvero ordinario o abbreviato, e per valutare la richiesta risarcitoria avanzata dalla presunta vittima diciottenne pari a circa 1 milione e mezzo di euro a fronte delle terribili sofferenze causate da quella tragica nottata in cui la giovane avrebbe rischiato la vita.

Alberto Genovese ai domiciliari

Quanto accadeva a casa di Genovese era cosa nota in certi ambienti della Milano bene. Ma anche della Milano che spaccia droga ad ogni ora del giorno e della notte. Personaggi famosi, del jet set, del mondo dello spettacolo ma anche giovani con in tasca un bel po’ di quattrini sapevano che a Terrazza Sentimento ci si divertiva e quando arrivava l’ora lo sballo non mancava di certo.

Anche altre ragazze avrebbero denunciato Genovese per gli identici reati per i quali si procede con l’udienza preliminare ma poi starà ai magistrati inquirenti valutare se si tratta di denunce genuine e non temerarie o, addirittura, pretestuose.

Insomma in casa Genovese ci si divertiva sino all’alba tra schiamazzi e rumori molesti che pare alcuni condomini avessero già segnalato senza ottenere riscontri. Ovviamente bere superalcolici e ballare facendo l’alba a due passi dal Duomo meneghino e subire violenza sessuale e quasi quasi finire al Creatore sono due cose ben diverse:

Giulia Napolitano

” …Sono stata a casa sua una volta per un’ora – ha detto in tv Giulia Napolitano, 22 anni, modella – non lo conoscevo personalmente né mi aveva invitato lui. Ero a Milano per fare degli shooting. Una mia amica che mi ha ospitato in quei giorni mi ha chiesto di accompagnarla ad una festa. Avendo lavorato in questo ambiente, già mi rendevo conto che non stavamo andando a Gardaland. Questa ragazza fa la escort e cercava solo la droga, che era nei piattini“.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa