MANTOVA – AUMENTO DEI CONTAGI NEI MACELLI E ALLEVAMENTI INTENSIVI. ALLERTA SANITARIA.

Strano aumento di contagi tra il personale dei mattatoi, salumifici e allevamenti intensivi nel Mantovano. L'allerta sanitaria è alta e si tenta di circoscrivere e isolare i focolai.

Mantova – Torna la paura da Covid in Nord Italia. Come avevamo anticipato qualche settimana fa, gli allevamenti intensivi e i presunti mattatoi lager potrebbero diventare terreno fertile per una nuova propagazione del virus, nel frattempo mutato a suo vantaggio una trentina di volte. Così, dopo Germania e Brasile, anche l’Italia ha il suo focolaio localizzato in alcuni macelli e salumifici del mantovano. Al momento sono 68 i dipendenti contagiati, mentre le aziende coinvolte sono 5. L’ultima in senso cronologico è localizzata a Viadana. Gli uomini delle squadre Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), su segnalazione dell’Ats Valpadana, sono intervenuti per sottoporre a tampone 26 dipendenti dopo che uno di loro era stato ricoverato in ospedale con febbre alta.

Il ministro Roberto Speranza

Alla fine, gli esiti prodotti dallo screening hanno portato alla scoperta di 5 nuovi casi positivi, di cui 3 sarebbero lavoratori di una cooperativa impiegata nel salumificio. A preoccupare le autorità sanitarie sarebbe il fatto che la maggior parte dei Covid-positivo risulta essere asintomatico. Bisognerà tracciare ora una mappa per capire quali possono essere stati gli ultimi incontri tra le persone contagiate e il resto della comunità, in modo da circoscrivere il più possibile il cerchio della virulenza. I tecnici della Ats hanno comunque precisato che a seguito di attente indagini non risulterebbero esserci violazioni nei protocolli di sicurezza. Ciò nonostante, proprio il prefetto mantovano, Carolina Bellantoni, ha evidenziato la necessità di intensificare la presenza delle Forze dell’Ordine nelle attività di vigilanza e di controllo sulle prossime misure di isolamento. Secondo Bellantoni sarà fondamentale coinvolgere attivamente anche i sindaci per far sì che la contenzione, ove necessario, venga condotta in maniera regolare.

I mattatoi nel mirino del virus nel frattempo mutato una trentina di volte a suo vantaggio

Al momento le attività produttive compromesse in questa nuova ondata sarebbero il salumificio Gardani, con 11 casi di positività tra i dipendenti; il macello Ghinzelli, il più vulnerabile con 41 casi; il salumificio Rosa, con 6 casi; il salumificio Fratelli Montagnini e il macello Martelli di Dosolo, con 5 casi ciascuno. Nonostante la potenziale pericolosità della situazione, il volume del lavoro delle salumerie e dei macelli non è calato significativamente. Tranne che in qualche raro caso, le attività di produzione sono continuate senza grandi intoppi.  

“…Noi eravamo consapevoli – ha spiegato il ministro Speranza – che saremmo andati incontro a una stagione di obbligata convivenza con il virus. Il Covid- non è stato sconfitto, c’è ancora e dobbiamo essere cauti. I focolai ci sono, ci saranno e continueranno ad esserci. Il nostro compito sarà quello di essere veloci, incisivi e determinati per condurli nel minor tempo possibile alla normalità. Bisogna continuare a monitorare con tutte le energie. Tutti gli scienziati concordano sul fatto che sia necessario continuare a tenere elevato il livello d’attenzione. Precauzioni come le mascherine, il costante lavaggio delle mani e il distanziamento sociale sono elementi fondamentali in questa fase. Non dobbiamo scordarci i sacrifici che abbiamo dovuto affrontare per far abbassare la curva epidemiologica. Bisogna dare tesoro della lezione per non sbagliare ulteriormente…”.

Allevamenti intensivi: danni alla salute dell’uomo e degli animali.

Per quanto concerne le pene per i trasgressori, il ministro non sembra avere dubbi: l’arma da adottare è la persuasione:“…Ad oggi se una persona positiva non rispetta le norme è punibile a con 18 mesi di carceri. Stiamo valutando – ha continuato il leader di Articolo Uno – come implementare le pene per chi si mostrasse reticente alle limitazioni. Da parte mia credo che la chiave per vincere questa partita sia la persuasione. Se siamo riusciti ad abbassare la curva dei contagi a questi livelli è senza dubbio grazie ai controlli, ma ciò è potuto accadere anche per il fatto che la gente sia convinta. È fondamentale far capire che la battaglia ancora non è ancora vinta, e solo tramite il rispetto delle regole potremo abbandonare anche questa fare…”.

Gli allevamenti intensivi hanno causato già molti danni alla salute di uomini ed animali.

Nel frattempo gli strani casi della diffusione dei virus nei macelli e negli allevamenti aumentano i dubbi e le proteste dei movimenti animalisti e ambientalisti. Le presunte condizioni disumane a cui sarebbero costretti gli animali creerebbero un binario preferenziale per la moltiplicazione del virus, che in ambienti chiusi e bui troverebbe il suo habitat ideale. Inoltre, la limitata mobilità e le continue situazioni di stress a cui sarebbero sottoposte le bestie, abbasserebbe loro il livello immunitario. Gettando un occhio alla corte della Merkel possiamo notare come tra i dipendenti dei mattati teutonici i contagi abbiano superato le 1.300 unità. Ciò nonostante nel Nord Reno Westfalia, il nuovo epicentro tedesco, le autorità competenti hanno preferito non dichiarare il lockdown regionale. Inoltre, il rischio che la continua trasmissione del virus da animale ad animale crei presto i presupposti per una nuova Zoonosi più forte e più mortale non appare una ipotesi così remota. Vigilare sul rispetto dei diritti degli animali, oggi più che mai, appare fondamentale per tutelare anche il benessere dell’uomo.

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