Salvini si offre, si sottrae ma non attrae

Sul nucleare Capitan Matteo sfida Draghi per indurlo a prendere una posizione chiara ma dovrà vedersela con i 5S e con il Pd storicamente contrari all’energia nucleare. Del resto i primi cittadini del centro-destra che si sono premurati di trovare un sito per l’eventuale costruzione di una centrale atomica sono davvero pochi dunque si prevedono battaglie in tempi brevi.

Roma – Salvini provoca e prepara la tempesta. Il nucleare è il suo nuovo campo di battaglia. Capitan Matteo pare sferrare saette anche al Premier per dare il colpo di grazia al Governo, ormai traballante nonostante le assicurazioni di coesione del buon Brunetta.

Tanto movimentismo per nulla. Così il leader leghista, fra giravolte continue, contraddizioni ed incontri con amici e nemici, continua a fare l’equilibrista, come da qualche anno a questa parte. I risultati ottenuti, però, sono deludenti su tutti i fronti. Insomma Salvini, balli propiziatori a parte, si offre, si sottrae ma non attrae. Proprio il “Kaos” perfetto.

Matteo Salvini

In ogni caso sono gli investimenti green, compresi i piani della Commissione Europea per classificare gas e nucleare, a dividere non solo l’UE ma anche l’Italia. Trattasi della bozza di tassonomia trasmessa ai Governi a fine anno il vero oggetto della discordia, che include gli investimenti, verso centrali nucleari e a gas, per contribuire alla decarbonizzazione.

Salvini, schierandosi a favore del nucleare per abbassare i costi delle bollette, invoca le piazze tentando di mettere improvvisamente faccia al muro Draghi. Si consumerebbe, in tal modo, la presunta vendetta per l’obbligo vaccinale. Obbligo che lo stesso Brunetta ha definito come provvedimento approvato all’unanimità. Il buon Matteo decida che cosa fare. Da quale parte stare, una volta per tutte.

Mario Draghi

Comunque la domanda che il leader leghista pone è chiara: “…Draghi che posizione ha riguardo il nucleare e la bozza della UE?..”. Ma sorge spontaneo, a questo punto, chiedersi: “cui prodest?” Insomma a che cosa giova, in questo momento, saperlo e qual è il vantaggio a cui si tende, conoscendo le diffidenze che vi sono sul nucleare?

Finora, del resto, il parere del Governo sull’inserimento dell’energia atomica nella tassonomia verde Ue è desumibile esclusivamente dalle parole del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, a favore di questa tipologia energetica ben prima che la questione entrasse di prepotenza nell’agenda politica.

Roberto Cingolani

Il Salvini di oggi, però, assomiglia tantissimo a quello che attaccava in continuazione e su tutti i possibili fronti di conflitto gli alleati del Movimento 5 Stelle nel primo Governo Conte, che poi infatti precipitò nel vuoto grazie alla volontà del Carroccio.

Al netto delle possibili conseguenze a lungo e medio termine di certo la sortita di Salvini ha provocato l’immediata reazione dei grillini e del Pd, fortemente contrari all’energia nucleare. Non vi è alcun dubbio che il leader leghista stia sfidando Draghi a prendere una posizione, pur sapendo che la maggioranza è divisa su questo delicato argomento.

Matteo Salvini e Mario Draghi

Insomma il capo della Lega sembra stia cercando lo scontro. Del resto appare chiaro che quando cerca di pungolare il Premier ed i partner della maggioranza più sugli elementi divisivi che su quelli comuni, tende a percorrere una strada sdrucciolevole e pericolosa.

Infatti Salvini pare avere due obiettivi: portare il Presidente del Consiglio a esprimersi una volta per tutte sul punto e certificare l’ennesima spaccatura netta all’interno della maggioranza che regge l’esecutivo dell’ex Presidente della Bce.

Energia nucleare e gas naturale: è pronta la bozza Ue per includerle tra le fonti green

Comunque il “Capitano” è del parere che “l’Italia ha bisogno di gas e nucleare pulito”. Questo, in pratica, il nodo della battaglia che Salvini intende portare avanti, anche a colpi di referendum, nonostante i precedenti risultati referendari sul nucleare, la mancanza di un deposito per le scorie e l’elevatissimo costo per la costruzione delle centrali, nonché la tempistica necessaria per realizzarle.

Al di là delle parole i sindaci della Lega e quelli di tutto il centrodestra pronti a trovare spazi per una centrale nei loro territori sono davvero pochini. Anche se molti sostengono il bisogno di nuove tecnologie per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, altri sono del parere di respingere, sic et simpliciter, il documento Ue. Il balletto continua ma la dipendenza italiana per la produzione di energia è un problema da risolvere. E subito.

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