L’Italia ancora in alto mare per Agenda 2030

Come al solito siamo in coda alle ultime posizioni per quanto riguarda l’attuazione degli obiettivi previsti dall’Onu per l’Agenda 2030. Sostenibilità, tutela ambientale, cambiamenti climatici, biodiversità per l’Italia sono soltanto parole oppure occasioni politiche per passerelle e simposi. Nulla che riguardi i piani di fattibilità ovvero non c’è niente di concreto.

Roma – L’Italia in forte ritardo nell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU. La notizia non ci stupisce più di tanto in quanto siamo abituati, da anni ormai, a subire aspre rampogne e sanzioni di qualche organizzazione internazionale su qualunque tema inerente la nostra situazione sociale. E’ il caso dell’Agenda 2030 dell’Onu, in cui siamo in colpevole ritardo nel raggiungimento degli obiettivi fissati.

Agenda 2030 Onu

Si tratta di un programma d’azione per i cittadini, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai Governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Esso riguarda 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande progetto attuativo per un totale di 169 target. E’ stato avviato nel 2016 per concludersi nel 2030, almeno questo è stato l’impegno sottoscritto da tutti i Paesi.

Gli obiettivi comuni riguardano questioni importanti, tra cui la lotta alla povertà, l’abolizione della fame ed il contrasto al cambiamento climatico. A constatare il ritardo del nostro Paese è stato il secondo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile “I territori e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile“.

Presentazione del rapporto ASviS

L’Alleanza è nata nel 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università Tor Vergata di Roma, per far crescere la consapevolezza sull’importanza dell’Agenda 2030. Nonostante l’impegno delle istituzioni locali nel progettare e nel realizzare piani strategici in linea con l’agenda 2030, l’analisi ha confermato il forte ritardo, acuitosi con la pandemia, nell’attuazione dell’Agenda 2030 ed evidenzia l’aumento nel nostro Paese delle disuguaglianze economiche, sociali ed ambientali.

Dallo studio condotto sull’andamento degli ultimi anni qualche segno di vitalità, tuttavia, è emerso. Oltre l’80% delle Regioni e delle Province autonome, infatti, hanno raggiunto o mostrato trend positivi per quanto riguarda le coltivazioni biologiche. Il 60% ha raggiunto o ha evidenziato miglioramenti al raggiungimento della riduzione dei tempi di giustizia. Più del 50% ha registrato livelli promettenti per il calo della mortalità per malattie non trasmissibili ed anche nell’abbandono scolastico.

Invece, per quanto riguarda i dati relativi alla riduzione degli incidenti stradali e delle disuguaglianze del reddito disponibile, il 50% delle Regioni e delle Province autonome mostrano forti criticità. Poi è tutto un elenco di note dolenti, tra cui: il 60% non centreranno i target relativi alle energie rinnovabili, all’incremento del tasso di occupazione, all’aumento della spesa per la ricerca e sviluppo ed alla riduzione dei rifiuti prodotti.

In più dell’80% si è assistito ad un andamento negativo per quanto riguarda l’efficienza delle reti idriche, per la quota di giovani che non studiano e non lavorano (i cosiddetti NEET – Neither in Employment or in Education or Training) e per le emissioni di gas serra. E non è finita qui. Oltre il 95% dei territori esaminati ha evidenziato un andamento negativo per l’efficienza energetica. Per non parlare degli obiettivi relativi alla protezione delle aree marine e alla riduzione del consumo di suolo.

Nessuna Regione o Provincia autonoma ha registrato un trend in linea con quanto prefissato. La politica nazionale e mondiale è solerte quando si tratta di incontri al vertice, summit e quant’altro o quando si tratta di firmare accordi. Lo è molto meno, se non del tutto latitante, quando si tratta di concretizzare gli impegni assunti.

Se guardiamo a quella di casa nostra, meglio stendere un velo pietoso. I nostri politici sono impegnati, nell’insieme, a salvaguardare le proprie rendite di posizione. Mentre il Paese avrebbe bisogno di riforme e soprattutto di serietà. Un proverbio partenopeo recita: “…Chi va per questi mari, questi pesci piglia…”. Ad indicare l’ineluttabilità delle scelte che ognuno compie.                           

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