Se Draghi molla sono dolori per tutti

Per carità di tratta solo di congetture ma Draghi potrebbe abbandonare il suo incarico in qualsiasi momento e non per partecipare alla corsa per il Colle. Qualora la malaugurata ipotesi prendesse corpo la situazione politica potrebbe precipitare dunque i partiti della maggioranza farebbero bene ad assumersi le responsabilità che hanno votato in Parlamento, specie per Il Next Generation Eu.

Roma – In attesa che l’emendamento omnibus, da inserire nella legge di Bilancio, venga esaminato in Senato l’interesse generale della politica e dell’informazione è puntato verso il Quirinale. E spunta anche un’ipotesi sorprendente: Draghi che si dimette da Presidente del Consiglio e non per fare il Capo dello Stato. Nessuna spiegazione sul seguito, ovviamente. Una cosa è certa: le diverse forze politiche che costituiscono la sua maggioranza sono la più ampie della storia repubblicana, un vero record. Una coalizione sulla carta davvero estesa ma senza dubbio la meno coesa di sempre.

Mario Draghi

L’attuale manovra economica, il PNRR, le continue tensioni tra i partiti, i ministri non tutti all’altezza dell’incarico, e forse una grande stanchezza stanno facendo lievitare la tentazione di un clamoroso addio a Palazzo Chigi da parte del premier dopo l’approvazione della legge di Bilancio.

Evenienza questa neanche valutata dai leader politici, presi soltanto dalla frenesia di volersi considerare padri putativi del futuro Presidente della Repubblica, non considerando per nulla la possibilità che Draghi possa abbandonare anzitempo l’incarico di primo ministro.

Giorgia Meloni – Enrico Letta

In ogni caso l’attuale Premier è indicato da molti come il candidato più autorevole per la Presidenza della Repubblica, ma nessuno nei fatti lo sponsorizza apertamente, pur osannando la sua competenza e le altre doti che un po’ tutti gli riconoscono. Insomma solo cabaret ed ammiccamenti fra i capi dei diversi schieramenti che sono divisi su tutto. Certo è che se immaginiamo il duo Meloni-Letta come l’architrave dell’asse per arrivare a un accordo di ampio respiro sul Quirinale, stiamo freschi.

Molti comunque vogliono l’ex Presidente della Bce a Palazzo Chigi solo come “pannicello caldo” e per lavorare a testa bassa, pronti a defenestrarlo se ce ne fossero le condizioni politiche. Potrebbe, pertanto, lasciare anzitempo il suo mandato oppure subito dopo l’elezione di un nuovo capo dello Stato. E sarebbe una iattura, specie in questo tragico momento.

Sergio Mattarella

Questa per certi versi drammatica evenienza sembra sul serio realistica proprio alla luce degli obiettivi raggiunti e di quelli che si avviano verso la conclusione e che, peraltro, sono stati alla base del mandato conferito da Mattarella. In questo caso bisognerebbe pensare, addirittura, ad individuare due persone, il nuovo Capo dello Stato ed un nuovo Premier. E qui la vicenda si complica e non poco. Inevitabile e giustificabile, pertanto, la confusione istituzionale che aleggia un po’ dappertutto.

Oltretutto le urne anticipate sarebbero comunque dietro l’angolo, poiché a provocarle non sarebbe, nel caso vi fossero le condizioni, l’elezione di Draghi al Quirinale ma il fatto che senza l’attuale Premier, è improbabile che il Governo sopravviva nella sua forma attuale.

I leader della maggioranza

Peraltro superata la vicenda “Quirinale” ci sarebbero ugualmente fibrillazioni nella maggioranza, persino se Draghi rimanesse primo Ministro. Oltretutto al di là delle tante ipotesi “quirinalizie” prospettate, ci sono pochi potenziali candidati in grado di ottenere il necessario sostegno di due terzi in Parlamento.

Comunque la verità nascosta è che un Presidente della Repubblica come Draghi potrebbe diventare un candidato temibile e troppo autorevole per qualunque futuro Presidente del Consiglio. E poi, diciamoci la verità, il centrodestra questa volta non si lascerebbe sfuggire l’occasione per sistemare un proprio “esponente d’area” al Quirinale, come è stato fatto precedentemente dal Pd e dalla sinistra.

Il Governo Draghi

In ogni caso l’Italia, prima o poi, dovrà comunque fare a meno di Draghi alla guida del Governo. Alla fine i partiti dovranno pur assumersi la responsabilità e la gestione del piano Next Generation EU che hanno votato in Parlamento. Tanto Draghi potrebbe rimanere Presidente del Consiglio solo per un altro anno, non per sempre. E questo è un dato di fatto.  

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