Delta docet: a breve 4 regioni in giallo

Solo i vaccini non bastano. La loro efficacia contro la variante Delta sembra limitata. Dunque bisogna ricorrere all’uso massiccio delle mascherine, al distanziamento sociale e alla disinfezione dei mezzi di trasporto e dei locali ad alto tasso di assembramento. Se ognuno facesse il proprio dovere sarebbe il virus a rimetterci. Invece, da come è presa, a rimetterci saremo sempre noi.

Roma – Fine settimana all’insegna del gran caldo in diverse città italiane. Oggi primo d’agosto saranno 8 le città roventi da bollino arancione: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Rieti, Roma, Viterbo e Ancona. Oltre alla sofferenza dovuta alla calura estiva, agli incendi ed ai temporali si aggiungono i dati Covid che non rasserenano gli animi.

Ormai siamo nel pieno della quarta ondata di contagi, un po’ come si era preventivato. E lo sapevano tutti che sarebbe accaduto. Si registrano infatti 6.619 nuovi casi e 18 morti, con un tasso di positività stabile al 2,7%. Dalla Fondazione Gimbe arriva l’allarme secondo cui il virus sta circolando più di quanto documentato dai nuovi casi identificati, proprio per l’insufficiente attività di test e tracciamento. Ma anche per i turisti in circolazione e per i rientri dall’estero di persone asintomatiche ma infette.

Comunque l’impatto sugli ospedali rimane basso, e meno male. Infatti a livello nazionale l’occupazione dei posti letto è circa al 3% in area medica e al 2% nelle terapie intensive. Risalgono, in ogni caso, i decessi.

Nell’ultima settimana in tutte le Regioni, eccetto il Molise, c’è stato un incremento percentuale di nuovi episodi di contagio: oltre 150 casi per 100.000 abitanti a Caltanissetta, Cagliari e Ragusa.

Sul fronte vaccini, oltre 2 milioni di over 60 sono ancora senza copertura. L’allarme di Gimbe è anche in vista del ritorno a scuola. Oltre 3 milioni di studenti sono da immunizzare ma non si può puntare tutto sui vaccini. E come si potrebbe? Sarebbe da irresponsabili.

Per le lezioni in presenza bisogna occuparsi dell’idonea areazione e ventilazione dei locali, distanza tra i banchi, programmare lo screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico. Senza contare che le scuole non adeguatamente in sicurezza sono migliaia in tutta Italia.

Inoltre servono nuove regole per i trasporti locali e lo scaglionamento degli orari di ingresso. Anche perché, sottolinea la Fondazione, per gli studenti under 12 non è ancora disponibile alcun vaccino.

Le persone attualmente positive in Italia sono 78.484, mentre quelle in isolamento domiciliare sono 76.560. La regione che registra il maggior numero di nuovi casi di positività è ancora il Lazio con 780, seguita da Toscana con +748, Veneto con +737, Sicilia con +719 e Lombardia con +661.

La situazione è da allarme moderato e serve prudenza. La pandemia, purtroppo, non è ancora alle nostre spalle, come ha affermato Mattarella “..Il virus è mutato e si sta rivelando ancora più contagioso…”.

E’ evidente che più si prolunga il tempo della sua maggiore circolazione, più frequenti e pericolose possono essere le sue mutazioni. Soltanto grazie ai vaccini, alle mascherine ed al distanziamento si potrà contenerlo. Ma queste sembrano parole al vento, a ben vedere la situazione.

Nessuna nazione al mondo è in grado di sopportare un numero di contagi molto elevato e noi non siamo un’eccezione. Anzi.

Oltretutto davanti a chi inneggia alla libertà per resistere al Green pass, molti hanno fatto rilevare, come il Presidente della Repubblica e tanti altri ricercatori, che la libertà è fondamento della nostra Costituzione, ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo. Certo se ci fosse stata una più chiara e puntuale informazione su base scientifica ci saremmo potuti evitare un sacco di errori ma tant’è.

Tutto può essere migliorato ma con il famoso buon senso. Tra l’altro senza attenzione e assunzione responsabilità rischiamo una nuova paralisi della vita sociale ed economica. Gli italiani sembrano aver perduto la consapevolezza dell’emergenza a ciò favoriti da una politica altalenante che ha giocato su restrizioni e allentamenti senza alcun riferimento funzionale su base scientifica che poi è stato alla base di questa nuova ondata di infezioni.

E’ importante ricordare i brutti periodi dei precedenti lock-down, per renderci conto che poco ci vuole per ritrovarsi nella medesima situazione. Se ognuno di noi non collabora. Del resto quanto sta accadendo era non solo facilmente prevedibile ma, sotto certi punti di vista, anche scontato.

Considerando l’efficacia dei vaccini, il numero dei soggetti immunizzati, l’andamento del piano vaccinale ed il comportamento tipico della maggior parte degli italiani. Parametri questi che dovevano far riflettere per tempo. Parlare di chiusure adesso è da folli con l’economia a terra, i rincari del prossimo mese, le scadenze tributarie e i debiti col Fisco alle porte.

Mentre le riforme che servono ed i sostegni economici sono stati rinviati a data da destinarsi. Come siamo contenti.

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