Recovery per 248 miliardi di euro. Nelle previsioni tutto fila liscio

I giovani, l’occupazione, la digitalizzazione e il Mezzogiorno rappresentano le priorità per uscire fuori dal tunnel. Subito dopo le riforme del Fisco e Pubblica amministrazione. Ma non basta

Roma – Mario Draghi presenta il Recovery Plan alla Camera evidenziando i risvolti umani che provengono dalle missioni progettuali:

“…Sbaglieremmo tutti a pensare che sia solo un insieme di progetti – dice il Premier tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l’aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria azienda e l’ansia dei territori svantaggiati. Nell’insieme dei programmi c’è il destino del Paese, la sua credibilità...”.

Mario Draghi

In pratica nel Pnrr c’è la misura di quello che sarà il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale, la sua credibilità e reputazione come una delle fondatrici dell’Ue e protagonista del mondo occidentale. È questione non solo di reddito e benessere ma di valori civili e sentimenti che nessun numero e nessuna tabella potrà mai rappresentare.

Lo ha chiarito il Presidente del Consiglio illustrando alla Camera il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) su cui è stato raggiunto sabato sera l’intesa di massima con la Commissione europea, grazie all’impegno in prima persona dello stesso primo ministro.

Draghi è poi entrato nel merito del programma, ovviamente molto articolato, che prevede uno sviluppo veloce dell’economia nazionale considerata anche l’enorme quantità di denaro su cui si potrà contare, se tutto andrà bene “…L’accelerazione della crescita può essere superiore a quanto riportato nel Pnrr – ha aggiunto Draghi – se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitività della nostra economia. Nel complesso potremo disporre di circa 248 miliardi di euro...”.

Precedenza all’occupazione giovanile sfiancata dalla pandemia

Il Presidente ha concluso il suo intervento ponendo l’accento su giovani, il Sud e la concorrenza, dicendo di essere certo che “l’onestà, l’intelligenza ed il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità e gli interessi costituiti”.

Il primo obiettivo del Recovery, ha continuato Draghi, è riparare i danni della pandemia che ha colpito gli italiani più dei nostri vicini europei, il Pil è sceso giù dell’8,7%, così come i giovani e le donne hanno sofferto di più il calo dell’occupazione.

Solo le misure di sostegno hanno un po’ attenuato l’impatto sociale ma questo è stato avvertito più dalle fasce più deboli. Comunque oltre al Pnrr da 191,5 miliardi ed al Piano complementare da 30,6 miliardi, ha detto Draghi, verranno stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche. Sempre che il meccanismo funzioni come un orologio.

Inoltre è previsto il reintegro delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, utilizzate nell’ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. La crescita del Mezzogiorno rappresenta l’altro aspetto prioritario trasversale al Piano.

Il potenziale del Sud in termini di sviluppo, competitività e occupazione è tanto ampio quanto è grande il suo divario dal resto del Paese. I giovani saranno tra i principali beneficiari di tutto il Piano.

Gli investimenti e le riforme sulla transizione ecologica creeranno principalmente occupazione giovanile. La “produzione” di opportunità per i giovani nel mondo del lavoro sarà anche l’effetto naturale degli interventi sulla digitalizzazione che, tra l’altro, consentiranno di completare la connettività delle scuole.

Nessun taglio al Superbonus al 110%, con buona pace del M5s, così la misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari. È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l’ambiente. Nonostante le difficoltà delle imprese per accedervi e l’eccessiva burocrazia che ha frenato gli entusiasmi in uno con l’impossibilità di reperire per tempo i materiali previsti dal disciplinare.

Per il futuro il Governo si impegna a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’Ecobonus per il 2023. Sul lavoro 22 miliardi, il maggiore focus su Gap di genere, infatti la quinta Missione è destinata alle politiche attive del lavoro e della formazione, all’inclusione sociale e alla coesione territoriale.

Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione ed i contatti con la Commissione europea sono affidati al ministero dell’Economia e delle Finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito tra l’altro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell’attuazione del Piano.

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