Occhio alla Delta: se dilaga tutti a casa

Se abbassiamo la guardia con la mutazione più pericolosa del virus finiamo di nuovo ai domiciliari. E sarebbe la fine per la nostra economia e per la tanto sospirata ripartenza. Occorre spingere sui vaccini tradizionali ma anche su quello italiano di cui non si è più parlato. In caso di assembramenti su la mascherina.

Roma – Ancora troppo pochi gli italiani immunizzati. Dunque il pericolo è tutt’altro che scampato. Le nuove restrizioni che stanno adottando Regno Unito ed altri Stati come l’Australia dimostrano che le parole lockdown e zona rossa non sono affatto retaggio del passato.

Anzi potrebbero ben presto tornare ad essere il presente ed il futuro attesa la recrudescenza dell’epidemia con alcune varianti, soprattutto quella Delta, la più pericolosa. Se questa mutazione prendesse piede potrebbe provocare il ritorno della mascherina anche all’aperto e nuovi lock-down e zone rosse “mirati” in singole zone ove insistono focolai particolarmente attivi e con numerosi contagi.

Infatti si parla già di “quarta ondata” prevista per il prossimo ottobre ma speriamo di evitare l’ennesima chiusura in casa. Sarebbe la fine dell’economia del disastrato Bel Paese.

Purtroppo, rileva il monitoraggio della Fondazione Gimbe, ancora oggi circa 7 milioni di over 60 sono parzialmente o totalmente esposti al rischio di malattia grave e che non hanno contratto adeguata copertura contro la variante Delta.

Occorre, dunque, accelerare e rimodulare le vaccinazioni, anticipando le seconde dosi e chiedendo all’Aifa, per esempio, di estendere l’approvazione dell’eterologa a questa fascia d’età. Peraltro si continua a rilevare una progressiva diminuzione dei tamponi che, è utile ribadire, sottostima il numero dei nuovi casi.

Il 31 luglio scade lo stato di emergenza. Verrà prorogato?

Al 30 giugno il 57% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino ed il 31% ha completato il ciclo vaccinale, mentre l’86,7% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali.

Puglia, Umbria e Lazio hanno superato il 90%, la Sicilia si ferma al 76,2%. Proprio in quest’ultima regione al 30 giugno vi sono stati 137 nuovi casi di Covid, 4 morti e 279 pazienti dimessi o guariti. Nell’isola si contano 3.885 positivi e di questi 151 sono ricoverati in regime ordinario, 18 in terapia intensiva e 3.716 sono in isolamento domiciliare.

Il campo dei furbetti è sempre molto largo ma non tanto da riuscire a determinare un cambiamento utile per il bene comune e sé stessi. Lo stesso ragionamento vale per tutti coloro che non hanno ancora voluto fare il vaccino. Comportamento egoistico se vogliamo se non esistono buone ragioni sanitarie per non immunizzarsi.

In questi casi bisognerebbe avere il buon senso di non frequentare ambienti chiusi, e con persone fragili, senza essersi sottoposti agli opportuni accertamenti. Insomma se proprio si vuole rischiare che non si metta a repentaglio la salute degli altri. Meglio cambiare aria, come si dice, che essere definiti “untori“.

In questa prima settimana di luglio l’attenzione sembra stia venendo meno. Complici la calura, le prime ferie, i viaggi, le vacanze, e la voglia di sentirsi liberi dopo mesi di limitazioni e sacrifici: “…Non ci sono alternative alle restrizioni per arginare la diffusione del virus…”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo all’Adunanza solenne di chiusura dell’anno accademico dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

In questi casi indossiamo la mascherina

Infatti se la variante Delta del Covid-19 si diffondesse anche in Italia in maniera rapida e incontrollabile, il governo sarebbe costretto ad intervenire immediatamente con i cosiddetti mini-lockdown chirurgici e locali, per impedire un nuovo attacco virale.

Purtroppo bisogna stare attenti in periodi così caldi come quello che si sta attraversando, infatti quasi tutti gli ambienti al chiuso sono climatizzati e proprio per questo, onde evitare di fare entrare aria torrida, non avviene la circolazione d’aria necessaria per ottenere un ambiente sanificato.

Mario Draghi imporrà un nuovo lock-down in autunno?

Già in agosto, se la situazione dovesse segnalare un aumento di contagi, diverse regioni potrebbero tornare in zona gialla, arancione o addirittura rossa. Sarebbe un colpo durissimo per la ripresa e per il turismo, ovviamente, ma come ha detto Draghi non ci sono alternative e la ragione è dalla sua parte.

Il Governo è pronto a tutto perché ora si sa come muoversi per limitare i danni. Gli italiani che hanno così tanta voglia di trasgredire e infrangere le regole, soprattutto i giovani, sono pronti ad ogni evenienza?

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