L’Italia piange la Sardegna che brucia. Come ogni anno la triste storia si ripete

Dopo i danni incalcolabili alle persone, alle abitazioni, a fauna e flora, occorre un piano antincendio concreto e una volta per tutte. E’ impossibile che ogni anno vadano in fumo migliaia di ettari di territorio per l’inerzia delle istituzioni locali che intervengono sempre troppo tardi. Serve anche un piano di prevenzione e sorveglianza attiva contro i piromani e chi li gestisce.

Cagliari – Quasi ventimila ettari in fumo nella zona di Oristano, nel cuore della Sardegna, ormai devastati dalle fiamme. Il danno ambientale è incalcolabile e a questo si uniscono le sofferenze umane. Centinaia di persone sono state evacuate mentre il fuoco avvolgeva le loro abitazioni.

Il dramma si ripete. Come ogni estate è emergenza e la protezione civile è in prima linea per affrontare questa immane tragedia. Dalla Francia sono arrivati in aiuto due Canadair abilitati allo spegnimento dei focolai ma la situazione, tuttora, rimane critica anche a causa delle condizioni meteo favorevoli al propagare degli incendi.

Nelle zone in cui il fumo si dirada lo scenario è agghiacciante: animali morti nei campi e nelle zone agricole, intrappolati in stalle e recinti. Dal punto di vista paesaggistico rimane un desolante panorama lunare. La cenere copre tutto e si stende dappertutto in zone dove, precedentemente, crescevano lecci, macchia mediterranea e boschi dove animali selvatici, cinghiali, cervi e donnole avevano trovato il proprio habitat naturale.

Il fuoco ha inghiottito tutto nella sua corsa distruttiva, spezzando vite come uno tsunami che non lascia scampo. L’olivastro millenario denominatoSa Tanca Manna”, esemplare di archeologia botanica di Cuglieri, cittadina oristanese, non esiste più e diventa il triste simbolo che ci ricorda come nulla tornerà come prima.

La zona di Scano Montiferru, famosa per i suoi buoi allo stato brado che forniscono la famosa “carne di bue rosso doc” è stata spazzata via dalla furia devastante del fuoco. E’ una corsa contro il tempo per salvare il salvabile, quel poco che rimane nei comuni lambiti dalle fiammeSantu Lussurgiu, Cuglieri, Sennariolo, Tresnuraghes, Magomadas, Flussio, Arzana e Fonni.

L’olivastro millenario di Cuglieri è “perito” nelle fiamme: vogliamo ricordarlo così.

Il fuoco sembra voler inghiottire tutto ciò che incontra lasciando alcune zone senza acqua né corrente elettricaDa tre giorni ormai i Vigili del Fuoco, i volontari, la Protezione Civile lottano per domare le fiamme incontrollabili. Gli occhi di tutta Italia piangono la Sardegna.

Poi sarà il momento dei bilanci e delle inchieste – non si esclude il dolo infatti – perché gli incendi purtroppo vanno a braccetto con la storia della Sardegna. Nel frattempo le autorità regionali hanno dichiarato lo stato di emergenza

Il governatore della Regione SardegnaChristian Solinas, ha chiesto al Governo Draghi una quota del PNRR destinata a un grande progetto di riforestazione delle zone colpite dagli incendi.

Christian Solinas

Ringraziare per gli aiuti esteri come quelli della Francia è doveroso ma forse sarebbe meglio avere aerei antincendio di stanza nell’isola, almeno d’estate. Anche a questo si penserà subito dopo l’allerta che rimane alta. Come ogni anno, purtroppo. Fra il silenzio imbarazzante e colpevole di una certa politica.

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