Commercio dell’immigrazione: tolleranza zero

Le mafie transnazionali che si occupano di immigrazione illegale fanno affari d’oro anche su internet. La criminalità dunque si adegua ai tempi e cambia strategie di marketing. Di contro anche il contrasto alla devianza organizzata non è da meno. Occorre sinergia e cooperazione fra le Nazioni per combattere un fenomeno che rischia di sfuggire di mano.

Roma – La criminalità cambia strategie e si aggiorna. Le mafie stanno al passo con i tempi e utilizzano modalità di comunicazione fino a qualche anno addietro inimmaginabili. Considerata la diffusione di certe dinamiche che inneggiano alla violazione delle norme statali, è stata avviata un’azione contro il traffico di persone migranti dalla Bielorussia alle frontiere dell’Unione. Sono stati individuati, in questo modo, 455 account sui social media che favoriscono l’immigrazione irregolare, attraverso la vendita on line di documenti d’identità, passaporti e visti contraffatti o, addirittura, di servizi di trasporto illegale.

Bielorussia – Migranti al confine con la Polonia

Con questa operazione su larga scala il Centro Europeo per il Traffico di Migranti (EMSC) di Europol, insieme all’Unità di Riferimento Internet dell’Unione Europea (EU IRU), ha coordinato l’azione di contrasto contro il traffico di esseri umani in Bielorussia, coinvolgendo anche le autorità di Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Polonia e Germania.

Il fulcro delle attività è stata la raccolta di contenuti e dati sui social media che promuovono i servizi di immigrazione per i cittadini di Paesi terzi, in particolare del Medio Oriente e dell’Africa Subsahariana.

“…Dal momento in cui la rotta bielorussa è fortemente pubblicizzata alle persone migranti sui social media e sulle applicazioni di messaggistica istantanea ciò, inevitabilmente, rappresenta un fattore di attrazione significativo…” – spiega una nota di Europol.

Tant’è che i 455 account sono stati segnalati ai fornitori di servizi online, con la richiesta di esaminarli per violazione dei termini di servizio. Peraltro “l’uso improprio di queste piattaforme online” da parte dei trafficanti è considerato un fattore decisivo per il grande aumento delle partenze e degli attraversamenti irregolari delle frontiere dell’Unione.

Il regime particolarmente severo che il legislatore ha previsto per il contrasto alle migrazioni illegali (clandestine), si desume dal trattamento sanzionatorio. Infatti, la fattispecie base di cui all’art. 12, co. 1, sanziona la condotta di chiunque – in violazione delle disposizioni del T.U.I. – promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato, ovvero compie atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso, con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa di 15.000 € per ogni persona favorita.

E’ indubbio che non è illegale solo l’ingresso clandestino in senso classico, come per esempio quello effettuato eludendo i controlli di frontiera, attraverso impervi sentieri o nascosto nella stiva di un’imbarcazione piuttosto che nel doppio fondo di un automezzo, ma pure quello apparentemente legale, compiuto utilizzando documenti falsi.

Ciascuno Stato deve, pertanto, adottare sanzioni appropriate, per le condotte di favoreggiamento illegale, nei confronti di chiunque intenzionalmente aiuti una persona che non sia cittadino di uno Stato dell’Ue ad entrare o a transitare nel territorio di uno Stato membro in violazione della legislazione di detto Paese, relativa al transito o al soggiorno degli stranieri.

Le organizzazioni criminali hanno profitti tra i 4,7-6 miliardi di euro ogni anno, che derivano dallo sfruttamento del traffico illegale dei migranti. Il costo sostenuto per ogni individuo, vittima di traffico, generalmente può raggiungere i 20 mila euro.

Sul fronte ispezioni, è necessario che gli Stati membri concentrino i propri sforzi nei settori economici a maggior rischio, coprendo un numero significativo di aziende del settore, ripetendo le ispezioni a intervalli regolari.

Si dovranno, altresì, effettuare valutazioni dei rischi sullo sfruttamento, includendo anche nuovi ambiti economici anche il lavoro delle piattaforme multimediali.

Insomma una volta scoperte le modalità e le coperture internazionali che possono favorire la domanda e l’offerta dell’immigrazione irregolare, con i sistemi di tracciamento esistenti, si può arginare il fenomeno del traffico illegale degli esseri umani.

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