MAMMA BACIA IL FIGLIO: MULTA DA 400 EURO

L’educatrice sociale avrebbe invitato i due congiunti a distanziarsi e ad indossare le mascherine ma non riuscendo nell’intento la solerte guardiana ha chiamato i carabinieri che hanno redatto la contravvenzione alle norme anticontagio.

REGGIO EMILIA – Chissà che cosa avrà provato l’educatrice sociale che ha denunciato ai carabinieri mamma e figlio che si baciavano. Soddisfazione? Appagato senso del dovere? In tempi di pandemia tutto è possibile. Persino aggravare la situazione di una famiglia ormai disgregata dalla carta bollata e che tenta di conservare almeno gli affetti più profondi. Quelli di una madre verso un figlio sottratto dalle istituzioni e che non vedeva da quattro mesi.

Il giardino della Dimora d’Abramo di Reggio Emilia dove è avvenuto l’incontro protetto fra madre e figlio a cui ha dovuto assistere, per dovere d’ufficio, l’educatrice della cooperativa incaricata di portare il bambino di 9 anni (già affidato ad una famiglia) a colloquio con la mamma naturale.

Appena l’uno ha intravisto l’altra, all’ingresso dell’hotel comunale “Dimora d’Abramo” di Reggio Emilia, mamma e figlio si sono corsi incontro e poi baci e abbracci dopo tanti mesi di isolamento. In tempi normali la cosa sarebbe stata normale ma in piena fase 3 le regole sono ancora regole e vanno rispettate.

Dunque che cosa sono questi toccamenti a distanza non regolamentare? E per di più senza mascherine? La solerte educatrice, testimone oculare di un “fatto increscioso” ha ritenuto opportuno chiamare il 112 per richiedere una pattuglia radiomobile in via Normandia n. 26, sede della struttura di accoglienza prescelta per l’incontro protetto. Una volta arrivati i militari la zelante dipendente della cooperativa che aveva il compito di controllare l’incontro fra madre e figlio (per altro già affidato dal tribunale dei Minori ad altra famiglia), ha raccontato i fatti accaduti e ai carabinieri non è rimasto altro che elevare contravvenzione di 400 euro (che diventano 280 se pagati entro un mese) per il mancato rispetto della distanza sociale.

i carabinieri hanno multato la donna per la mancanza di distanza sociale e per non aver indossato la mascherina.

La vicenda ha fatto il giro della città in tempo reale grazie alla denuncia dell’avvocato Elisa Fangareggi, presidente di Time4life, una fondazione che si occupa di bimbi in condizioni di povertà sociale ed economica. La professionista, che assiste la donna multata sotto il profilo legale, ha riferito che la mamma in questione non è stata allontanata dal figlio per soprusi o violenze in ambito familiare ma perché i servizi sociali non l’hanno ritenuta una madre adeguata a svolgere il proprio compito genitoriale. Una spiegazione che oggi fa sorridere anche numerosi esperti e magistrati minorili:

”…Da ragazza madre aveva soltanto chiesto aiuto ai servizi sociali – racconta Fangareggi – perché non riusciva a conciliare la cura del bambino con i turni di lavoro. Sulla base di una presunzione di inadeguatezza, il bambino è stato sottratto alla madre e spedito in una casa di accoglienza…”.

Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo.

Adesso la stessa donna rischia di non rivedere mai più il figlio, giudice permettendo, a seguito di quell’incontro protetto “movimentato” che si dovrebbe svolgere ogni settimana ma che rischia l’annullamento per il mancato rispetto della distanza fra madre e figlio.

In buona sostanza l’educatrice appena si sarebbe accorta che i due si baciavano e accarezzavano sarebbe intervenuta chiedendo il rispetto delle norme vigenti ovvero distanza di almeno un metro ed uso delle mascherine. Dopo aver tentato di evitare successivi contatti fra i due congiunti ma, evidentemente, non riuscendoci la brava assistente ha chiamato i carabinieri che non hanno fatto altro che il proprio dovere.

l’avvocato Elisa Fangareggi, presidente della fondazione Time4life che difende i bambini disagiati in tutto il mondo.

Il bambino, di 9 anni, pare fosse anche lui senza mascherina dunque ne dovrebbe rispondere il tutore, anche sotto il profilo della sanzione pecuniaria. Ma c’è di più:

”…La mamma in questione non ha alcun precedente penale – aggiunge Fangareggi – non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti, è semplicemente e discrezionalmente ritenuta inadeguata. Detti servizi stabiliscono ormai da anni che può incontrare il suo bambino solo un’ora a settimana. In periodo di Covid 19 le visite sono state annullate e sostituite da sterili e difficoltose videochiamate. Lo scorso 10 giugno, finalmente, il grande giorno: la donna avrebbe rivisto il figlio dopo 4 mesi e fremeva alla sola idea di poterlo di nuovo avere per un attimo tra le braccia. Poi tutto il resto che non ha senso…”.

L’avvocato Fangareggi avrebbe chiesto informazioni al presidente della Dimora d’Abramo Luigi Codeluppi che pare abbia rinviato al portavoce la dichiarazione della cooperativa, da cui dipende l’educatrice, che non avrebbe inteso prendere posizione nell’incresciosa vicenda. L’ultima parola spetta ai servizi sociali: la mamma rivedrà ancora suo figlio?

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