Affitti in rialzo ma ancora troppo nero

E’ cambiata l’offerta e la richiesta a causa della pandemia. Gli affitti per gli studenti sono ancora troppo cari e l’evasione fiscale è in netto aumento. Ci sono proprietari di locali fatiscenti che in barba a tutte le regole affittano solo in “nero” e non si curano di manutenzione e servizi. Occorrono più controlli e sostegni per gli studenti più bisognosi.

Roma – In ripresa il mercato degli alloggi in affitto per studenti. L’anno passato ha segnalato una dura recessione del mercato degli affitti per gli studenti fuori sede. Questa situazione, indubbiamente, è stata favorita dal lockdown imposto per le note vicende sanitarie e dal ricorso alla didattica a distanza. Ora, pare, che questo settore sia protagonista di un forte sviluppo, con una graduale diminuzione dell’offerta ed un’attesa di canoni in risalita.

Una recente analisi condotta dal sito Idealista – uno dei portali specializzati nella vendita, acquisto e affitto di immobili in Italia e all’estero – ha preso in esame 18mila immobili di quasi tutte le province italiane. Dall’analisi é emerso che da agosto le visite agli annunci per stanze in affitto sono aumentate mediamente del 176% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

In particolare è risultato che le preferenze di ricerca vanno essenzialmente in direzione della stanza singola con un maggiore interesse verso altri servizi, come la sanificazione dell’aria o la domotica oltre ad una marcata attenzione al risparmio energetico ed alla presenza di elettrodomestici. La richiesta degli studenti è, dunque, più selettiva, dovuta al fatto che a causa del Covid è aumentata l’offerta di alloggi liberi.

Alloggio provvisto di domotica

A stabilire il prezzo rimane comunque l’attrattività della città. Milano rappresenta, per gli studenti e per i neo laureati, ancora oggi, il polo di massima attrazione italiano. Per questi motivi i prezzi nel capoluogo meneghino raggiungono una media di 464 euro per una singola stanza che risulta essere quello più alto tra le maggiori città italiane, dove la media si aggira sui 352 euro al mese.

In dettaglio: Roma segue a ruota la città lombarda. Qui la media si attesta per una stanza singola sui 407 euro mensili. Poi seguono Venezia e Firenze con 378 euro, Bergamo con 359 e Bologna con 358. Reggio Calabria risulta la città più economica tra quelle analizzate, dove una stanza in media costa 184 euro al mese.

Secondo gli esperti del settore il mercato degli affitti universitari sta tornando alla normalità grazie al Green Pass e le maggiori aspettative sulle possibilità di frequentare in presenza le lezioni. La convivenza con altri coinquilini dello stesso sesso non risulta essere una condizione necessaria nella scelta di un’abitazione. Infatti, è l’ultima motivazione (7%) che guida la ricerca di un alloggio.

Altre esigenze fondamentali, fra le altre, rilevate sono: la vicinanza all’università ed ai mezzi pubblici. Un aspetto nuovo, rispetto agli anni precedenti, è la ricerca di avvelarsi di un professionista del settore sia da parte dell’offerta che della domanda. Questo, per sommi capi, è il quadro generale che risulta dai dati a disposizione, che non fanno altro che fotografare la realtà prima e dopo la pandemia.

A questa situazione devono dare una risposta netta e chiara le Istituzioni. Nel senso che tutte le città dovrebbero attuare una politica abitativa a favore delle fasce più deboli della popolazione. E gli studenti vi rientrano a pieno titolo. Perché la gran parte di loro non può permettersi di alloggiare negli studentati, costruiti dalle grandi lobby immobiliari del settore, che propongono prezzi molto alti.

Inoltre un altro aspetto vergognoso, almeno finora, è stato l’enorme numero di affitti in nero in locali non a norma, che hanno alimentato un mercato fuori portata da qualsiasi controllo fiscale. Queste sono le risposte da dare nel rispetto del diritto allo studio, sancito dalla nostra Carta Costituzionale. La speranza è che la pandemia abbia dato una spinta non solo per la ricerca di maggiore sicurezza, ma anche di equità e giustizia sociale.                 

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