Addio cartellino, cerco ciò che mi piace

Sono centinaia di migliaia i lavoratori che hanno presentato le dimissioni volontarie dalla propria occupazione. Una volta liberi tentano di mettere a frutto diplomi, lauree e specializzazioni cercando altri impegni professionali. Del resto la manodopera specializzata è sempre molto ricercata e sono in aumento anche le partite Iva. Il futuro appare incerto in diversi settori produttivi.

Roma – E’ molto difficile raccapezzarsi sugli avvenimenti della società odierna. Nemmeno il tempo per una parvenza di idea, che immediatamente si viene smentiti. Questo aspetto è particolarmente reale se si considera la categoria lavoro. Conosciamo sulla nostra pelle la crisi scatenatasi con la pandemia, che ha avuto tra i suoi effetti la disoccupazione o la cassa integrazione per molti lavoratori. A causa del lockdown, ha subito una forte accelerazione lo smart working.

Smart working (lavoro agile): lavorare comodamente da casa

Ma si è anche assistito ad un fenomeno particolare negli USA, una tendenza che si sta estendendo anche in altri Paesi, conosciuto come Great Resignation o Big Quit: le dimissioni dal lavoro, quelle con la “D” maiuscola perché ti travolgono la vita, perché rappresentano the big change, “la svolta”, l’occasione di lasciare il “posto fisso in cambio di qualcosa di diverso, che ti consentirà di migliorare la qualità della vita.

Secondo una visione per certi versi edulcorata, lo smart working, una forma di lavoro quasi sconosciuta in Italia, all’apparenza ha migliorato alcuni aspetti, azzerando i tempi degli spostamenti casa-lavoro, migliorando le relazioni interne alla famiglia ed il tempo dedicato alla cura del figlio e del coniuge. Per questi motivi la casa è diventata il fulcro degli interessi familiari.

Con lo smart working il tempo che si risparmia negli sposamenti casa-lavoro si trasforma in lavoro.

Tuttavia recenti ricerche hanno dimostrato che lo smart workinglungi dall’essere la panacea – in realtà è fonte di disturbi di varia origine psicosomatica e di forte confusione perché non si sa mai quando inizia il tempo del lavoro e quello del non lavoro. Comunque i licenziamenti volontari hanno raggiunto un numero considerevole.

Nonostante ci sia carenza di figure professionali molto richieste dalle aziende, quali operai specializzati, falegnami, idraulici, ingegneri, abbiamo assistito ad una crescita del popolo delle Partite Iva, i lavoratori autonomi, e di dimissioni volontarie.

In Italia solo l’ultimo trimestre 2021 oltre 500 mila persone hanno optato per le dimissioni volontarie

Il Ministero del Lavoro ha diffuso gli ultimi dati relativi al terzo trimestre di quest’anno. Ebbene quasi mezzo milione di persone ha optato per le dimissioni volontarie, in aumento dell’85% rispetto all’anno scorso. Questo è successo non per dedicarsi all’inattività, ma per cercare una soluzione più consona a determinate esigenze.

La Banca d’Italia ha parlato di 770 mila unità alla fine di ottobre, 40 mila in più rispetto al periodo prima della pandemia. Il settore più colpito da questo fenomeno per il 90% è stato l’industria, più caratterizzato dall’operazione “timbrare il cartellino“. La fuga dal posto di lavoro si è più sviluppata nel Nord Italia che al Sud.

Con lo smart working sale il numero delle partite IVA in Italia 

Negli USA si è assistito ad un rapido sviluppo della Great Resignation. Forse il motivo può essere ricercato in un mercato del lavoro più dinamico e flessibile rispetto al nostro. Ma anche e soprattutto perché oltre Oceano è più facile trovare nuovi lavori.

Il punto più alto delle dimissioni è stato toccato nello scorso mese di aprile, restando insolitamente elevate, fino a raggiungere il record di 10,9 milioni di posti di lavoro nuovi alla fine di luglio. I più colpiti da questo fenomeno sono stati i dipendenti che si sono trovati in mezzo al guado della carriera, con un’età tra i 30 e 45 anni e che nel 2021 hanno registrato un aumento del 20% rispetto al 2020

Una domanda sorge spontanea: potremo mai sperare in una Great Resignation o Big Quit che dir si voglia, dei politici nostrani? Il Popolo italiano ringrazierebbe sentitamente.                                   

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