UNIONE EUROPEA: SANZIONI ALLA BIELORUSSIA. PARLAMENTARI ITALIANI GRADITI E NON AL REGIME

Gelo fra Unione Europea e Bielorussia, alle sanzioni potrebbero seguire ulteriori irrigidimenti dei rapporti politici. Alcuni parlamentari italiani sono graditi al regime, altri decisamente no.

Dopo la netta presa di posizione sulle elezioni in Bielorussia del 9 agosto, l’Unione Europea ha deciso di imporre sanzioni economiche al regime di Lukashenko. Il Consiglio Europeo ha deciso all’unanimità imponendo ai quaranta rappresentanti del governo bielorusso (tra cui il ministro dell’Interno Juri Khadzimuratavich Karaeu) importanti restrizioni, tra le quali il divieto di viaggio in Europa e il congelamento dei beni.

Dopo aver già dichiarato che la UE non riconosce la legittimità delle elezioni che hanno visto vincente Alexandr Lukashenko, giudicate prive di legittimità democratica, l’Unione si fa dunque sentire in maniera pesante. Proseguono anche le proteste: il gruppo per la difesa dei diritti umani Viasna rivela oltre cento arresti sparsi tra la capitale Minsk e Brest fino ad estendersi in tutto il Paese.

Alexandr Lukashenko

Nel frattempo continuano anche le fughe: Svetlana Alexievich, ultima leader democratica del Paese e premio Nobel per la Letteratura, è fuggita in Germania il 29 settembre, anche se la versione ufficiale attesta che il viaggio sarebbe stato pianificato precedentemente per via della necessità di cure mediche alle quali la settantaduenne dovrebbe sottoporsi.

Laura Boldrini

Le tensioni crescono sulla scena internazionale e coinvolgono anche l’Italia. Laura Boldrini, Emanuele Fiano e Lia Quartapelle si sarebbero dovuti imbarcare alla volta di Minsk ma è stato vietato loro l’imbarco in quanto non graditi al regime. E’ andata meglio a Pollastrini e Orlando che sono riusciti a raggiungere la Bielorussia, forse più graditi alla dittatura di Lukashenko.

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