DIFFICOLTA’ PER GLI STUDENTI: LA DIDATTICA ON LINE NON VA.

Un dialogo più approfondito con i dirigenti ministeriali eviterà che l’intero anno scolastico possa essere compromesso. I dati emersi del questionario sono un monito e dovrebbero far riflettere

Circa il 40% degli studenti lombardi riscontrano evidenti difficoltà nel proseguire la didattica online. Il 75,3% non sta svolgendo da casa tutte le discipline ma solo alcune e sembrerebbe che solo il 24.7% stia in pari con il programma scolastico. Sono questi alcuni degli sconfortanti dati emersi da un questionario redatto e diffuso dall’organizzazione studentesca sindacale Unione degli Studenti. Gli studenti che hanno risposto alle domande in merito alla Smart-school sono 10.000, di cui molti preoccupati per i prossimi esami di maturità. L’organizzazione ha comunque promesso battaglia al fine di migliorare il percorso dell’apprendimento e ha incontrato, per via telematica, i dirigenti del ministero dell’Istruzione per maggiori chiarimenti:

”…La nostra inchiesta – racconta Ludovico Di Muzio, responsabile Comunicazioni per UdS – nasce appunto per dare voce agli studenti della Lombardia che come primi hanno subito l’emergenza del COVID19. Il questionario è stato diffuso lo scorso venerdì su Istagram e in breve tempo, grazie all’enorme risposta, siamo arrivati a una campionatura di 10.000 studenti. L’introduzione della didattica telematica è piena di criticità, che in ultima analisi complicano l’apprendimento e la stessa funzionalità. Gli studenti risentano direttamente della fragilità dell’impianto scolastico e chiedono maggiori risposte. Abbiamo contattato il ministro Are, in meritò alla mancanza di tablet e degli altri apparecchi funzionali per il proseguimento dei corsi. Inoltre, abbiamo chiesto maggiore chiarezza in merito al programma alternanza scuola-lavoro e al procedimento delle prove invalsi. Al momento, però, c’è poca chiarezza e tutto sembra molto confuso. Vorremmo chiedere alle istituzioni di ascoltare il disagio degli studenti e che provvedessero a redigere una nota con delle linee guida chiare soprattutto per quanto riguarda le valutazioni all’utilizzo uniforme delle piattaforme, almeno all’interno delle stesse classi. Attualmente le scuole permettono l’utilizzo di diverse piattaforme telematiche, compromettendo il diritto allo studio e creando un enorme confusione. In quanto rappresentanti degli studenti, cercheremo di avere un dialogo più approfondito con i dirigenti ministeriali per evitare che l’intero anno scolastico possa essere compromesso e per trovare insieme una soluzione. I dati emersi del questionario sono un monito, e dovrebbero far riflettere…”.

Alleghiamo i risultati dell’inchiesta:

LUCI E OMBRE SULLA DIDATTICA A DISTANZA – UDS LOMBARDIA

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