Campidoglio: al via la marcia su Roma

Caput Mundi zeppa di manifesti e volantini elettorali. La corsa verso la prima poltrona del Campidoglio è incominciata e l’atmosfera capitolina è già incandescente. Ma fanno gola anche le sedie più in basso e non c’è candidato che non giri come una trottola per accaparrarsi l’ultimo voto. Le promesse si sprecano. Cosi come compromessi e accordi. E non solo.

Roma – Milleottocento candidati consiglieri e ventidue pretendenti al trono di primo cittadino marciano sull’Urbe. Tutti sperano, nessuno escluso, che al di là delle personali preferenze il prossimo sindaco possa rappresentare una guida sicura e competente in grado di riportare Roma agli antichi splendori. Nonostante le luci, poche, e le ombre, tante, dei suoi predecessori. E dei guai che hanno procurato alla città.

Il 3 e il 4 ottobre si saprà chi fra i due “finalisti” andrà al ballottaggio del 17 e 18 ottobre. I favoriti sono quattro: Enrico Michetti, Roberto Gualtieri, Virginia Raggi e Carlo Calenda. Gli altri candidati sono Margherita Corrado, Fabiola Cenciotti, Micaela Quintavalle, Monica Lozzi, Andrea Bernaudo, Paolo Berdini, Fabrizio Marrazzo, Luca Teodori, Rosario Trefiletti, Gilberto Trombetta, Giuseppe Cirillo, Cristina Cirillo, Francesco Grisolia, Gian Luca Gismondi, Paolo Oronzo Mogli, Rodolfo Concordia, Sergio Iacomeni e Elisabetta Camitano. Vediamo il profilo di ciascun candidato.

Enrico Michetti è il candidato del centrodestra, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia-Udc, Lega, Rinascimento e Cambiamo, Partito liberale europeo, Lista Civica per Michetti e Lega. La sua vice sindaca sarà Simonetta Matone.

Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia del secondo governo Conte ed ex parlamentare europeo, è il candidato del centrosinistra a Roma. È sostenuto dalle liste del Pd, Roma Futura, Psi, Sinistra Civica Ecologista, Lista Civica Gualtieri Sindaco, Europa Verde, Demos.

Carlo Calenda, il leader di Azione, è stato il primo a decidere di candidarsi invitando tutto il centrosinistra a valutare tale disponibilità. La sfida non è stata raccolta per i troppi personalismi interni al Pd, che anelava per la candidatura di Nicola Zingaretti, che invece ha preferito continuare a svolgere il mandato di Presidente della Regione Lazio. Potrebbe essere la vera sorpresa. E’ sostenuto anche da Italia Viva.

La sindaca uscente, Virginia Raggi, del Movimento 5 Stelle, ha presentato altre cinque liste civiche di sua ispirazione. Micaela Quintavalle, ex sindacalista di CambiaMenti ed ex autista Atac, è la candidata del Partito Comunista di Marco Rizzo. Fabiola Cenciotti è la candidata del Popolo della Famiglia. E’ pilota d’areo con il grado di primo ufficiale e ha alle spalle oltre 6.500 ore di volo in Alitalia.

Fabrizio Marrazzo, Portavoce Partito Gay per i diritti LGBT+, è il candidato sindaco del Partito Gay. Andrea Bernaudo è il candidato sindaco sostenuto dalla lista Liberisti Italiani. Classe 1970, di mestiere fa il broker immobiliare, ed è laureato in Giurisprudenza. Monica Lozzi, attuale presidente del Municipio VII di Roma è candidata con la lista civica “Rivoluzione Civica”. Lozzi ha lasciato il Movimento 5 Stelle esattamente nel luglio dello scorso anno.

A seguire Paolo Berdini ex assessore all’Urbanistica di Virginia Raggi, è sostenuto da alcune liste della sinistra. Rosario Trefiletti, economista e già presidente della Federconsumatori, è il candidato sindaco di Italia dei Valori. Elisabetta Canitano è la candidata del movimento Potere al Popolo. Margherita Corrado, senatrice di Crotone espulsa dal Movimento 5 Stelle, sarà la candidata sindaca del progetto Attiva Roma. Luca Teodori è il candidato del Movimento 3V, espressamente No-vax.

Gilberto Trombetta è il candidato di Riconquistare l’Italia, formazione sovranista. Giuseppe Cirillo è il candidato del Partito delle Buone Maniere. Cristina Cirillo è un’altra candidata di una lista con Falce e Martello. Rodolfo Concordia corre per i nostalgici della Prima Repubblica con una lista Democrazia Repubblica. Paolo Oronzo Mogli è il candidato, invece, del Movimento Libertas. Sergio Iacomeni corre per una lista che porta il nome dell’imperatore passato alla storia per avere incendiato la città: Lista Nerone. Speriamo che stavolta non appicchi il fuoco.
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