Dimmi che barba porti e ti dirò chi sei

A seconda dei quartieri nel capoluogo lombardo si cambia taglio di barba. Dietro ogni taglio si nascondono le caratteristiche dell’uomo che lo porta ma anche dell’area metropolitana dove ha trovato origine. La simpatica iniziativa dimostra che arte e creatività tornano alla ribalta dopo il periodo buio della pandemia.

Milano – La società contemporanea è così variegata ed eterogenea che per quanto riguarda il costume spesso manifesta una certa eccentricità. Le Scienze Sociali definiscono il costume in due modi. Il primo consiste nella stessa consuetudine di pensare, frutto dell’abitudine, dell’educazione o del patrimonio tradizionale ed è indicativo dell’agire individuale e collettivo, dei suoi principi e della sua condotta di un gruppo sociale o dell’intera società.

Il secondo riguarda il comportamento predominante nei rapporti sociali, civili e politici, specialmente in quanto oggetto di analisi o giudizio morale. Ebbene queste due spiegazioni calzano a pennello anche per un aspetto all’apparenza banale, ma che è sentore, invece, di un notevole mutamento della società.

 Niccolò Bencini e Michele Callegari fondatori di Barberino’s

Milano, ad esempio, da oggi potrà essere mappata attraverso i diversi “stili di barba“. La recente Fashion Week, la settimana della moda, tenutasi dal 21 al 27 settembre scorsi, ha rappresentato il ritorno in presenza del pubblico, dopo le note vicende della pandemia. Un pubblico che, però, non è accorso in massa come gli altri anni.

Ebbene, la Barberino’s, la famosa catena di barber shop, con diverse sedi in Italia ed all’estero, ha lanciato la curiosa proposta di mappare il capoluogo lombardo secondo i “tagli di barba più gettonati”.

Secondo questa mappatura… sociobarbalogica, il territorio meneghino può essere caratterizzato da sei stili, quasi come vere e proprio carte d’identità di quartiere. E’ come se, una volta individuato lo stile del taglio, si può sapere anche la provenienza, come un navigatore satellitare che ci porta sotto casa della persona che cerchiamo. Ovvero, come raggiungere la meta… per un pelo!

Nel centro della città, nel suo cuor pulsante, troneggia la cosiddetta barba a punta o a coda d’anatra “ducktail beard“. E’ considerato allo stesso tempo audace ed elegante dagli esperti del settore.

In zona Tortona, nell’ex quartiere industriale si è cambiato stile. Questo vasto quartiere si trova alle spalle della stazione ferroviaria di Porta Genova e nei primi anni del nuovo millennio è diventata un polo importante della moda, del design e della fotografia.

Oltre a questo ci sono anche centri di ricerca, laboratori artistici, sale mostra e spazi legati alla cultura. Qui è di tendenza il “pizzetto esteso con baffi” o “basette anche su guancia e sottogola”. Se ci si sposta nei quartieri Isola e in zona Lambrate, domina il taglio “mood Hipster“.

Il termine risale agli anni’40 del secolo scorso e si riferisce ad un movimento giovanile anticonformista di quel periodo. Atra zona, altro taglio. Nel quadrilatero della moda, tra via Montenapoleone e via della Spiga, primeggia il concetto di “barba in ordine“.

Il taglio è corto, ben curato, tipo fighetto, insomma un “must“. Ultima zona per quanto riguarda il trend della barba è la City Life, il complesso residenziale e commerciale nel quartiere Portello, noto anche come Tre Torri. Ebbene qui è in gran voga la “stubble beard“, ovvero la barba dei tre giorni.

Messi all’indice disordine e trasandatezza, la parola d’ordine è “impeccabilità“. Ora, si potrebbe veramente esclamare: “Che barba, Milano!” oppure “Dimmi che barba hai e ti di dirò da quale quartiere provieni“.

Comunque è sicuramente un modo simpatico e creativo per manifestare anche con queste tendenze il fervore culturale che anima le nostre città e l’uscita dal triste periodo pandemico.                                    

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