Pronto il Sostegni-bis. Solo dilazioni, nessun taglio ai balzelli

In assenza di riforme autentiche qualsiasi provvedimento per la ripartenza potrebbe dimostrarsi inefficace se non dannoso. Il Fisco batte di cassa con l’estate alle porte e prima o poi dovremmo pagare tutto, euro su euro. Nel frattempo dilaga la disoccupazione

Roma – Slitta al 30 settembre il termine per il pagamento del primo acconto Irap cancellato l’anno scorso dal decreto di maggio.

La proroga è stata confermata dal ministero dell’Economia e riguarda anche la ulteriore dilazione di un mese per il congelamento della riscossione che ferma fino al 31 maggio il pagamento delle cartelle e i quasi 40 milioni di atti del Fisco, fino ad oggi bloccati dalle regole per l’emergenza.

Tasse alle stelle. Cosi è impossibile ripartire

Da giugno, nei piani del governo, le notifiche dovrebbero ripartire ma con criteri selettivi per evitare di colpire nella fase delicata della ripartenza le attività economiche più collassate dalla crisi. Dunque è probabile che le categorie che hanno sofferto di più riceveranno le buste verdi per ultimi. Non si parla di annullamento, beninteso.

Lo slittamento della riscossione è oggetto di accese discussioni politiche ma certamente sarebbe auspicabile che, invece di prorogare mese per mese, ogni pagamento venisse rinviato almeno fino al 31 luglio, data in cui ufficialmente si conclude lo stato di emergenza. Oggetto di valutazione anche la data del 30 giugno che sembra quella più accreditata.

La riscossione comunque quando ripartirà sarà effettuata con notifiche scaglionate per anzianità di atto.

Il comunicato del Mef, riguardante i versamenti dell’Irap, è arrivato a poche ore dalla scadenza, quando si presume che una quota non irrilevante delle aziende interessate abbia ormai definito il pagamento.

Nessun taglio, solo dilazioni nel tempo

Con non pochi problemi determinati dalle difficoltà di calcolo sugli sforamenti dei limiti agli aiuti di Stato, modificati più volte in corso d’opera. Si fa dunque strada, come accennato, una nuova sospensione della riscossione.

Il rinvio vero e proprio, il secondo della serie dopo che il decreto 104/2020 aveva previsto il termine del 30 novembre senza sanzioni né interessi, sarà contenuto con tutta probabilità nel decreto “Sostegni-bis”, che è atteso in Consiglio dei Ministri entro questa o al massimo la prossima settimana.

Secondo indiscrezioni, molto attendibili, il provvedimento arriverà in possesso di ogni ministro entro
giovedì prossimo
, superando così l’ipotesi iniziale di emanare un decreto separato a inizio settimana da dedicare esclusivamente alla riscossione.

La nuova sospensione, è opportuno sottolineare, interessa sia i pagamenti degli atti fiscali già ricevuti sia le cartelle bloccate ormai da oltre un anno, cioè da quando, l’8 marzo del 2020, il diffondersi della crisi
dovuta al virus aveva spinto il governo Conte-2 a sospendere la riscossione.

E’ in arrivo, per fine settimana, anche un nuovo pacchetto di aiuti con il nuovo stop alle cartelle esattoriali,
interventi su Imu e Tosap e proroga del blocco degli sfratti.

Oltre al nuovo congelamento delle cartelle esattoriali per quanto riguarda le tasse, il decreto legge in arrivo dovrebbe intervenire anche sul taglio dei costi fissi.

In particolare tra questi, l’Imu di giugno, la proroga dell’esenzione Tosap e Cosap sull’occupazione del suolo pubblico e il taglio dei costi fissi sulle bollette. Altro argomento assai dibattuto.

Il Governo lavora anche al congelamento della norma che prevede per le dichiarazioni dei redditi da presentare quest’anno (quelle relative ai redditi 2020) la possibilità di detrarre determinati oneri, come le spese mediche, veterinarie o scolastiche, solo se sono state effettuate con pagamenti tracciabili, vale a dire assegni, carta di credito o Bancomat.

Solo per chi paga elettronicamente sono pronti gli importi detraibili sulla sanità

Il decreto dovrebbe confermare anche l’esenzione dal pagamento del canone Rai per le strutture ricettive e per servizi di ristorazione. Infine ammontano a 22 miliardi gli stanziamenti per le indennità alle attività che hanno registrato perdite per causa dei lockdown.

Sui criteri di accesso agli indennizzi, che saranno parametrati sulle perdite, si valutano varie opzioni tra le quali quella di replicare la soglia minima del 33% di perdite di fatturato, oppure abbassare l’asticella al 20%. Infine si potrebbe optare di calcolare le perdite effettive guardando non più al fatturato ma al bilancio.

Se si continuerà di questo passo ovvero senza vere riforme e con investimenti irrisori la ripartenza, senza strategie opportune, non solo sarà impossibile ma, addirittura, dannosa.

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