Allarme Bucatino: aumenti entro Natale

Diminuiscono le esportazioni di pasta con l’Inghilterra per via della Brexit dunque aumenteranno i prezzi di rigatoni e pennette sino ad un buon 20%. Vanno su anche le spese accessorie che riguardano i trasporti ed il prezzo dei carburanti. Insomma speriamo di poterci gustare la solita Amatriciana in santa pace. Non se ne può più.

Roma – Una grave notizia ha sconvolto la quotidianità già travagliata dei cittadini italiani alle prese con tutti i problemi che sappiamo per colpa di quell’infido onnipresente agente virale. La Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza ed assistenza dell’agricoltura nazionale, ha lanciato l’allarme pasta gettando nel panico chi fa uso di uno degli alimenti principali della dieta mediterranea.

Il fatto è che la Brexit ha provocato un calo della quantità di pasta esportata dall’Italia. In pratica si è perso per strada un pacco di pasta su quattro. Una tendenza che, qualora venisse confermata, farebbe crollare una grossa fetta di esportazioni.

E’ di questi ultimi giorni la notizia che la Brexit ha prodotto scarsezza di benzina e cibo. Tant’è che il premier britannico Boris Johnson si è dichiarato disposto a concedere un visto temporaneo a 5mila camionisti per distribuire le scorte ed evitare lunghe file ai distributori e agli ormai vuoti supermercati.

Pare che abbia coinvolto anche l’esercito per dirimere la questione ma non basta. Egoisticamente si potrebbe affermare che sono problemi degli inglesi: sono voluti uscire dall’UE, che se la cavassero da soli. Ed invece no, qui casca l’asino. Con la Brexit, l’Italia ha già registrato un calo del 2% per l’esportazione di cibo e bevande Made in Italy.

A rendere problematico l’export ci sono una serie di problemi, tra cui segnaliamo le difficoltà amministrative e burocratiche per via delle nuove procedure doganali e l’aumento dei costi di trasporto a causa di ritardi e maggiori controlli. Secondo Coldiretti l’Italia rischia di perdere 3,4 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari Made in Italy verso il Regno Unito, rischiando un crollo fino al 27%.

Ettore Prandini presidente Coldiretti

Il mercato inglese occupa il quarto posto tra i partner commerciali per cibo e bevande, dopo Germania, Francia e USA. Ma non finisce qui. Questa situazione provocherà un rincaro anche per i consumatori italiani. Gli aumenti potrebbero crescere entro Natale fino a 20 centesimi di euro al pacco.

Per contrastare l’aumento di prezzo e la situazione in atto, Coldiretti ha proposto una strategia per una maggiore produzione di grano duro locale. Questo perché il nostro Paese importa circa il 40% del grano di cui ha bisogno. Un aspetto che fa lievitare notevolmente il costo di un chilo di ottimi spaghetti.

Sappiamo tutti che la pasta per noi italiani è quasi una religione. Guai a chi ce la tocca, saremmo disposti ad armarci di forchetta, cucchiaio e coltello e partire per chissà dove pur di difendere il sacrosanto bucatino. Il fatto è che ce la gustiamo a pranzo o a cena, al sugo o in bianco e nelle svariate modalità di cui è ricca la gastronomia italiana.

A questo riguardo il presidente della Fipe Modena (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Luca Marchini ha dichiarato senza mezzi termini:

“…I prezzi sono aumentati non solo per questo prodotto – ha aggiunto Marchini – ma anche per altri e spesso in modo spropositato. L’aumento dei costi di produzione inciderà sulle tasche di chi fa acquisti per la casa, ad uso privato. E anche sul food cost ovvero l’insieme dei costi di gestione, produzione, conservazione e servizio necessari al ristoratore affinché il cibo raggiunga il consumatore. Cercheremo di non innalzare il prezzo del piatto…”.

Luca Marchini

Qui in Emilia, terra in cui vivo e lavoro – ha evidenziato il presidente Fipe – la pasta per tradizione è quella all’uovo, fatta però con grano tenero. E qui ci sono tanti mulini che in questo territorio stanno lavorando egregiamente privilegiando, a volte in modo esclusivo, produzioni locali o quasi. Questa potrebbe essere la formula magica per tornare ad un acquisto responsabile e sostenibile nel tempo…”.

Nella concreta speranza di poterci gustare un buon piatto di Amatriciana senza problemi.                                                               

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