La sexy-cabina dei desideri proibiti

L’installazione conta migliaia di consensi e pare che il successo abbia superato le aspettative degli organizzatori. Poi un guasto avrebbe bloccato l’andirivieni di estimatori dell’erotismo psicologico che sarebbero andati in bianco. La cabina a luci rosse sarà di nuovo accessibile a breve.

Bologna – Non c’è che dire il mondo è bello perché è vario. Nel senso che esiste una molteplicità di idee, di opinioni, di usi e di costumi, che a volte provocano stupore, quando ci si trova di fronte a “genialate” che al primo impatto non possono che essere giudicate prima strampalate e poi divertenti. Cosa è successo di tanto eclatante da lasciare molti a bocca aperta?

E’ successo che ai Giardini Margherita di Bologna – il parco pubblico più grande della città, una vera oasi di verde nel caos cittadino, intitolato alla Regina Margherita di Savoia venuta a visitare la città nel 1878 – è stata aperta al pubblico la “stanza degli orgasmi”. Si tratta di un’opera d’arte installata nella Serra Madre, la nuova area delle Serre dei Giardini Margherita.

L’artefice della realizzazione è l’artista Norma Jeane, un personaggio stravagante che ha scelto di chiamarsi col vero nome di Marilyn Monroe essendo nata il giorno della morte della diva statunitense, il 5 agosto 1962. Dell’artista si conosce poco, non si presenta alle sue performances perché non vuole essere identificata, preferendo comunicare con le sue opere o tramite gli organizzatori. In questo caso MAMbo (Museo Arte Moderna di Bologna) e Kilowatt (cooperativa di Promozione culturale).

L’installazione, il cui vero nome è Orgasmatron Redux, subito ribattezzata la stanza degli orgasmi, è un accumulatore orgonico realizzato in base ai principi originali di Wilhelm Reich. Quest’ultimo è stato un medico e psicanalista, allievo di Sigmund Freud e noto per la famosa teoria dell’energia orgonica, un tipo di energia che permea l’intero cosmo e anche gli esseri viventi, il cui blocco sarebbe causa di diverse malattie. Per dovere di cronaca c’è da dire che la teoria non è stata mai riconosciuta dalla comunità scientifica ed è stata confinata nelle cosiddette pseudoscienze.

L’installazione orgasmica è dotata di un impianto audio a due canali opposti che trasmette toni binaurali calibrati per la stimolazione di beta-endorfine che provocherebbero l’abbandono erotico. L’istallazione, molto simile ad una cabina da lido balneare, è quotidianamente impregnata di androstenone, androstenolo e copuline, ovvero il complesso feromonico maschile e femminile. L’interno è provvisto di una panca, di una cuffia e l’ambiente è continuamente illuminato da una luce rossa che serve a stimolare il sistema endocrino e la libido dei visitatori.

Può accedere nel luogo della “perdizioneuna persona alla volta per un lasso di tempo non superiore ai quindici minuti. La visita è gratuita, ma chi vuole abbandonarsi al “piacere” deve prenotare entro 24 ore prima della performance. In base ai decreti emanati dal Governo, chi desidera partecipare agli eventi di spettacolo che si svolgono ai Giardini Margherita, deve essere in possesso del Green Pass, rilasciato anche dopo una sola dose di vaccino, eventuale guarigione dal virus nei sei mesi precedenti o tampone molecolare.

Le ultime notizie che ci giungono dal fronte ci informano di un guasto verificatosi alla struttura. E’ stato necessario interrompere le visite: per molti è stato come un coitus interruptus! Ovviamente nella Santa Apostolica Cattolica Nazione italiana non potevano mancare polemiche anche stucchevoli, tipiche in un Paese in cui vige il motto “vizi privati, pubbliche virtù“.

L’autrice dell’opera, attraverso l’entourage degli organizzatori dell’evento, pare abbia dichiarato che la sua installazione rappresenta un modo alternativo per avvicinarsi all’erotismo attraverso un approccio ludico. Inoltre potrebbe essere molto utile per ricavarne vantaggi per alcune patologie, soprattutto in ambito neurologico. Restiamo in fiduciosa attesa del responso della Scienza. Bacchettoni a parte.

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