L’unica cosa diabolica era il progetto criminale per eliminare Laura. Per soldi

Il presunto piano messo a punto dal terzetto, e da eventuali complici se ci sono, rea quello di eliminare l’ex vigilessa perché diventata ormai un ostacolo ai progetti degli indagati. Laura era in forte attrito con le due figlie e con Mirto che pare se la intendesse con le due sorelle. Il movente rimane soltanto uno: il patrimonio di Laura Ziliani e gli indizi raccolti dagli inquirenti lo proverebbero.

Temù – Il presunto piano diabolico organizzato per uccidere Laura Ziliani si sta sgretolando giorno dopo giorno. La strategia per eliminare l’ex poliziotta della Locale avrebbe previsto anche tutta una serie di depistaggi per sviare le indagini.

Qualcuno ha fatto ritrovare la scarpa della Ziliani, uno dei tanti depistaggi

Ma gli impedimenti hanno solo ritardato, e di poco, l’attività investigativa che, di contro, si arricchisce di nuovi particolari assai interessanti. Prima dell’arresto di Paola e Silvia Zani e del cantante lirico Mirto Milani, che con entrambe sorelle avrebbe avuto rapporti ancora da chiarire, gli investigatori avevano in mano diversi indizi, alcuni dei quali giocheranno un ruolo fondamentale in dibattimento.

Fra questi ve ne sono alcuni che vale la pena evidenziare: il più interessante riguarderebbe una mail anonima nella quale si fa cenno ad un vicino di casa che ”avrebbe preso sulle spalle una signora priva di sensi dalla loro macchina”, la vettura sarebbe quella in uso alle due sorelle Zani.

A questo particolare segue la rivelazione di un vicino di casa che “avrebbe seguito con un cannocchiale i due che vanno a posizionare qualcosa nel bosco, quando se ne vanno l’uomo va a vedere e trova la scarpa della Ziliani”. Ma c’è molto di più: la terza sorella, Lucia, aveva appreso della sparizione della madre dalle sorelle e da Mirto che lei chiamava “il coniglio“.

L’arresto di Silvia Zani nella sua casa di Brescia

“…Le mie sorelle avevano trattato molto male la mamma, soprattutto Silvia – diceva Luciasi arrabbiavano spesso con lei, dicevano che lei non le manteneva”.

A parlare in atti c’è anche la madre della vittima, Marisa Cinelli di 82 anni, che racconta ”di un forte litigio occorso alcuni mesi prima della sua sparizione tra la figlia Laura e Mirto Milani, scaturito proprio dalle sgradite ingerenze del secondo nella gestione del patrimonio familiare. Mirto peraltro attualmente gestisce insieme alla madre Mirna gli averi della famiglia Zani-Ziliani come se fossero i suoi”.

Per attualmente s’intende dopo la scomparsa di Laura e prima del suo arresto. Poi gli investigatori spostano la loro attenzione sul giovane soprano, considerato la mente dell’omicidio: “Su un canale di – Crime – Mirto ha fatto ricerche su come uccidere la gente, piante velenose, crimini perfetti, serial killer, torture e anche le due sorelle risultavano iscritte ad un canale di Youtube denominato Troucrime che a dire della stessa indagata Paola aveva contenuto informativo”.

Mirto MIlani

Di seguito anche le stesse circostanze del ritrovamento del cadavere rappresentano un ulteriore elemento di prova a carico degli indagati. Il vestiario della Ziliani al momento del suo ritrovamento rimanda al suo abituale abbigliamento notturno, a riprova del fatto che costei, una volta giunta nell’abitazione di Temù ed essersi cambiata per trascorrere la notte del 7 maggio, non è mai uscita viva dalla casa di vicolo Ballardini.

La notte fra il 7 e l’8 maggio scorsi, Silvia Zani, in concorso con la sorella Paola e Mirto Milani, avrebbe somministrato alla madre il bromazepam (principio attivo contenuto nel Lexotan), sostanza di cui i tre avevano la disponibilità. A questo punto il Pm Caty Bressanelli chiedeva al Gip Alessandra Sabatucci si spiccare un ordine di custodia cautelare per il terzetto che i carabinieri eseguivano presso le abitazioni degli indagati.

Caty Bressanelli, il Pm che coordina le indagini sulla vicenda

Gli inquirenti accerteranno che alcune settimane prima dell’arresto, e ben sapendo di essere indagate, le due sorelle Zani si facevano ricoverare nel reparto di psichiatria di due ospedali diversi. Paola Zani finirà all’ospedale di Montichiari dove rimarrà ricoverata per due settimane mentre la sorella Paola trascorrerà in corsia, ma agli Spedali di Brescia, poco più di una settimana.

Un altro trucco per chiedere, qualora le cose si fossero messe male, una perizia psichiatrica durante la detenzione cautelare? Se così fosse il disegno criminoso diventerebbe diabolico ma anche troppo fantasioso dunque claudicante sotto il profilo difensivo:

”…L’aria che si respirava nella famiglia era abbastanza agitata – afferma il sindaco Giuseppe Pasina Laura aveva anche paura del comportamento e del carattere molto determinato delle figlie, che volevano raggiungere il loro obiettivo: avere tutto per loro il patrimonio materno. Mentre noi cercavamo Laura loro bevevano tranquillamente il caffè al bar…”.

Giuseppe Pasina

Poi c’è l’aspetto a luci rosse della vicenda: Laura Ziliani avrebbe saputo da tempo che entrambe le figlie avevano una relazione sentimentale con Mirto. Non approvando di certo il triangolo la donna pare abbia avuto diversi momenti di attrito con le figlie e con lo stesso futuro genero che evitava di incontrare.

La dipendente comunale dunque poteva costituire un ostacolo al rapporto morboso che si era instaurato fra i tre giovani e il fatto in sé diventerebbe un movente se non fosse che i soldi rappresentavano il vero obiettivo delle due sorelle, di Mirto e dei suoi genitori che avrebbero preso possesso dell’azienda familiare della Ziliani il giorno dopo la sua scomparsa.

Laura Ziliani sarebbe uscita morta dalla sua casa di vicolo Ballardini 11

Poi c’è la pista delle messe nere e del satanismo. I tre pare frequentassero una setta con sede in provincia di Brescia ma anche questa ipotesi sembra traballare. L’obiettivo di chi ha eliminato l’ex vigilessa erano i suoi soldi. Il resto sono solo ipotesi per allungare il brodo e stimolare la fantasia di quanti seguono la triste vicenda che ha portato a morte la povera donna.

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