Primarie: Gualtieri e Lepore in pole position

Grande partecipazione di pubblico nelle due città ma durante le elezioni vere e proprie le sorprese potrebbero sconvolgere le previsioni. Stando cosi le cose Lepore passerebbe al primo turno a Bologna, a Roma Gualtieri la spunterebbe al ballottaggio. Ma chi può dirlo?

Roma – Roberto Gualtieri e Matteo Lepore sono i due candidati sindaco dei Dem che hanno vinto la sfida delle primarie rispettivamente a Roma e Bologna. L’ex ministro dell’Economia sbaraglia la concorrenza e vola su percentuali che superano il 60%. Risultato analogo per Lepore che partecipava però ad una corsa, sostanzialmente a due, con l’esponente di Italia Viva Isabella Conti, che fino all’ultimo ha coltivato speranze di vittoria.

Matteo Lepore e Roberto Gualtieri

Così Matteo Lepore si afferma con il 59,6%, mentre la sindaca di San Lazzaro, Isabella Conti, si è fermata al 40.4%. L’affluenza è stata alta, circa 26.369 i voti validi.

Contento Enrico Letta che ritiene di avere vinto la prima scommessa, cioè quella di avere riempito i gazebo con migliaia di persone. Tanto più che “in epoca Covid si è avuta una affluenza da pre-Covid”, ha detto il segretario del Pd alla luce dei numeri ottenuti nelle due città che mostrano una gran voglia di partecipazione.

Sotto i tendoni, tutti rigorosamente all’aperto, si sono recate infatti circa 45mila persone nella capitale e 25mila nel capoluogo emiliano.

Oltre le previsioni a Roma, dove cinque anni fa e in condizioni totalmente diverse parteciparono 50mila elettori, e con un’asticella fissata alla vigilia intorno ai 30-35mila consensi per decretare il successo, mentre a Bologna ci si aspettava qualcosa in più.

In particolare nel 2016 le primarie che avevano incoronato Roberto Giachetti, poi sconfitto da Virginia Raggi, avevano visto la partecipazione di 43mila elettori.

Comunque l’ex ministro dell’Economia Gualtieri ha vinto con il 62%, seguito da Giovanni Caudo al 15,1%, Imma Battaglia al 7,2%, Paolo Ciani al 6%, Stefano Fassina al 5%, Tobia Zevi al 2,8% e Cristina Grancio all’1,1%.

Roberto Gualtieri candidato sindaco di Roma e Virginia Raggi attuale prima cittadina

“E’ andata come speravamo, con una partecipazione alta. Siamo contenti – ha detto Gualtierie personalmente sono soddisfatto per la fiducia che mi è stata accordata. Da domani tutti uniti, lavoreremo per rilanciare Roma. Molti parlavano di flop delle primarie, invece non c’è stato, la partecipazione è un segnale di grande voglia di cambiare la città…”.

Ma non sono mancate le polemiche, infatti Caudo ha denunciato code sospette e problemi sull’identificazione ai seggi. Tutta roba da verificare, ovviamente

Mentre Letta non ha voluto rispondere alla polemica sollevata dal Pd di Roma, il quale ha postato su Fb un fac-simile della scheda, in cui vi è soltanto il nome di Gualtieri barrato da una x, mentre gli altri non sono nemmeno scritti. Ma tant’è.

Da parte di Lepore, a Bologna, un semplice “grazie, da domani si parte e sarà una bellissima storia, da scrivere insieme, senza lasciare indietro nessuno. Anche Isabella Conti contenta per la straordinaria affermazione ha affermato che “il sogno proseguirà unendo le nostre forze a quelle dei nostri ex avversari, il Pd, ora divenuti fratelli“. Tutti contenti, dunque, e certi di spuntarla quando sarà il momento.

In ogni caso nella città delle Due Torri Lepore ha il merito di essere il primo candidato sindaco del Pd appoggiato da una lista del Movimento 5 stelle. E speriamo che serva a qualcosa.

Nettamente diversa la situazione a Roma, dove Gualtieri non avrà vita facile. I sondaggi addirittura lo proiettano al ballottaggio ma la strada per il voto è ancora lunga e Carlo Calenda pesca voti nello stesso bacino.

Roberto Gualtieri e Carlo Calenda

Senza contare che, nonostante l’assenza di attacchi frontali, almeno per il momento, i 5 Stelle sono tra i principali avversari in città.

In ogni caso si è chiusa una fase preliminare e se ne riapre un’altra ben più importante, quella delle alleanze non dichiarate e trasversali, che consentirà di acclamare un sindaco per le città di Roma e Bologna. Si conclude così il capitolo delle primarie che genereranno due storie, dal finale assai diverso.

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