Forza con le riforme: il tempo stringe

Da oggi parte la batosta del Fisco mentre Mario Draghi sollecita l’area di governo per risolvere i gravi problemi del Paese con la stessa “determinazione” con la quale si sarebbero formulate le proposte. Obiettivamente nessuno ha dimostrato entusiasmi ma adesso le priorità sembrano essersi spostate verso le urne delle amministrative. Sarà dura tenere i leader seduti tra gli scranni a risolvere le necessità degli italiani finiti in un mare di guai.

Roma – Il clima politico diventa rovente. Da oggi, primo settembre, si vivrà una stagione difficile e nevrotica per gli appuntamenti e le prossime scadenze parlamentari. Molti i provvedimenti in attesa di essere approvati, primi fra tutti quelli connessi al PNRR. Ma ancora non si parla di date.

Mario Draghi

Proprio Draghi, al rientro dalla pausa estiva, ha effettuato il cosiddetto sollecito sulla linea dell’utente desiderato: “…Il governo dovrà mettere in campo la stessa determinazione avuta in precedenza per affrontare le sfide e soprattutto le risposte che bisogna dare ai problemi urgenti e gravi del Paese, in particolare a quelli che riguardano il lavoro e la sicurezza”. Come dargli torto, ma speriamo che dalle parole si passi ai fatti. E subito perché il tempo stringe.

Tra le priorità c’è sempre la questione pandemica per nulla superata, poi il lavoro ed il capitolo scuola con la riapertura in presenza, seguono a ruota gli interventi per le aziende in crisi, la riforma degli ammortizzatori sociali, l’agenda del Pnrr, la delega sulla riforma fiscale, la delega sulla concorrenza e altri provvedimenti rimasti colpevolmente i stand-by. Insomma le problematiche sono tante, tutte delicate ed anche un giorno di ritardo potrebbe causare guai enormi.

Il Governo, peraltro, dovrà anche affrontare altri due temi scottanti e “sensibili” quali il reddito di cittadinanza e quota 100. Il primo è uno storico cavallo di battaglia del M5s, il secondo è un baluardo della Lega. Entrambi da rivedere e correggere e pure di fretta.

C’è poi il capitolo delicatissimo della giustizia, non solo la riforma penale ma anche quella del processo civile, all’esame di palazzo Madama. Il Ddl Zan è anche tra le questioni che attende di essere portata a termine, e non priva di polemiche. Sul versante referendum, quello sull’eutanasia sta provocando tensioni sociali non indifferenti.

Comunque il nervosismo elettorale certamente non aiuta a rasserenare l’atmosfera politico già abbastanza nervosa. Infatti non aiutano le competizioni amministrative nei Comuni più importanti come Roma, Torino, Milano, Napoli e la Regione Calabria dove, in quest’ultimo caso, i candidati alla carica di Presidente sono Roberto Occhiuto, Amalia Bruni, Luigi de Magistris e Mario Oliverio.

I calabresi saranno costretti a ritornare al voto ed eleggere un nuovo Governatore, dopo appena un anno a causa della scomparsa prematura di Jole Santelli (centrodestra), eletta il 26 gennaio 2020 con il 55% dei consensi, ma deceduta il 15 ottobre dell’anno precedente, dopo appena 9 mesi di governo.

Pertanto la campagna elettorale per le amministrative da una parte e i lavori parlamentari che si annunciano fitti dall’altra, promettono brutto tempo per tutte le forze politiche. Nel mese di agosto i leader ed i principali esponenti dei partiti non hanno certo riposto le armi. Con l’afa che impazzava hanno prevalso polemiche, ripicche, scambi di accuse, richieste di dimissioni di sottosegretari e ministri. Di tutto e di più.

Adesso tutti gli occhi puntati verso la Calabria dove il centro-destra si schiera compatto con Occhiuto che avrà il pieno sostegno anche di FdI. Il centro-sinistra, invece, è molto variegato e per nulla unito. Per rendersene conto è sufficiente ricordare che Amalia Bruni è a capo di una coalizione imperniata sull’asse PD-M5S.

Luigi De Magistris, ancora sindaco di Napoli, si presenterà con un suo movimento denominato “DeMa” (acronimo del suo cognome) e con alcune liste civiche e di sinistra. Mentre Oliverio, che è stato un esponente storico del Pci-Pds e poi nel Pd ha deciso di scendere in campo autonomamente, nonostante sia di qualche giorno fa l’invito rivolto a tutto il centro-sinistra di ricomporre lo schieramento per essere veramente competitivi. Richiesta lasciata cadere nel nulla da tutti i protagonisti in campo. 

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