Le false scaramucce contro Lamorgese

Ma chi la sposta Luciana Lamorgese? Non certo gli sproloqui del suo compagno di governo Salvini, men che meno le accuse della Meloni. I due leader della destra fanno finta di darsele di santa ragione ma forse qualche sassolino dalla scarpa Fratelli d’Italia se lo leverebbe volentieri dopo le batoste Rai e Copasir. La campagna elettorale incombe e qualsiasi giochetto va bene pur di racimolare voti.

Roma – Lamorgese nel mirino di Salvini e Meloni. Motivo? Quello solito: i continui sbarchi, i dati da incubo sull’immigrazione ed il rave illegale che si è svolto per sei giorni vicino al lago di Mezzano nel Viterbese. Per questi motivi la leader di FdI minaccia di presentare una mozione di sfiducia contro il ministro degli Interni.

Più che un’azione politica sembra più uno spot elettorale che lascia il tempo che trova. Infatti le possibilità che la mozione possa essere votata sono ridotte al lumicino, se non si troveranno alleati con cui fare fronte comune.

I recenti accadimenti avvenuti nel Lazio mostrano in tutta la propria gravità come localmente non si è riusciti a garantire sicurezza, decoro e rispetto dei divieti e delle leggi a tutela della salute, al fine di evitare l’espandersi del contagio tra i cittadini.

In questo caso non si può dare l’esclusiva responsabilità ad un ministro ma ai tanti rappresentanti delle forze dell’ordine, delle istituzioni regionali e della magistratura che, pur sapendo, non sono intervenuti per sospendere il raduno abusivo. Eppure vi era stata anche la morte di un giovane partecipante al rave ma, nonostante questo fatto gravissimo, nessuno è stato in grado di ripristinare la legalità.

Insomma migliaia di persone possono tutto, in questo strano Paese: come possiamo dimenticare quel povero ristoratore denunciato per violazione delle norme anti Covid a seguito di un blitz di una decina di poliziotti dentro il suo ristorante?

In ogni caso le vere finalità di tutto questo bailamme sono squisitamente elettorali, proprio per l’atteggiamento di Giorgia Meloni, la quale come era già accaduto con la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza, cerca di mettere in difficoltà la Lega.

Salvini, infatti, da molto tempo perseguita il suo successore del Viminale, sia per i rave che per i continui sbarchi di migranti. Ma è ovvio che il capo del Carroccio non si può muovere come vorrebbe, fa parte del Governo. Non dimentichiamolo.

La riprova del bombardamento leghista si ricava da una delle ultime dichiarazioni del leader leghista: “…Rave party con morti e feriti che durano giorni – aggiunge Salvini – orde di baby gang che terrorizzano da tempo la riviera romagnola e non solo, dopo navi francesi e tedesche, anche una nave con bandiera norvegese lascerà 322 immigrati in Italia. Lamorgese, dove sei?..”.

Lamorgese sta sempre al suo posto, e chi la smuove? Come si può notare entrambi i rappresentanti della destra sembrano usare le stesse parole ed avere atteggiamenti simili, però mentre Meloni è all’opposizione e può muoversi liberamente, Salvini, come abbiamo detto, ha le mani legate. Con ben tre ministeri di sostanza il buon Matteo deve sbottare si ma entro certi limiti fissati dalla decenza.

Come si suol dire per fare rumore deve tentare sempre di “dare un colpo al cerchio ed un altro alla botte”, cioè non perdere lo spirito di opposizione ed innovazione che per tanti anni ha ispirato la Lega.

Anche se la vera strategia del partito che fu di Bossi è stata e continua ad essere quella di occupare poltrone ministeriali con chiunque, dai grillini al PD. Vada come vada e a qualsiasi costo. Ecco perché l’eventuale mozione di sfiducia al ministro dell’Interno da parte di FdI appare strumentale e finalizzata, prevalentemente, a mettere il classico bastone fra le ruote di Salvini, il quale certamente non potrà votare contro un ministro “strategico” del governo Draghi.

Probabilmente Fratelli d’Italia continuerà la sua battaglia interna al centrodestra nella speranza di guadagnare qualche voto in più nei sondaggi, onde consolidare la sua crescita. Non a caso Meloni non ha partecipato alla riunione fra Berlusconi e Salvini per la probabile costituzione di un’alleanza elettorale futura.

Tutto nasce non dagli ideali politici, come vorrebbe far credere la Meloni, ma dal tentativo di incassare qualche poltrona o mettere a segno piccole vendette personali per certi torti subiti. Insomma come si fa ai mercati generali fra i banchi concorrenti.

Ricordiamo il “ceffone” che Fratelli d’Italia ha ricevuto in piena faccia rimanendo fuori dal CdA della Rai? La partaccia è stata imputata alla Lega, responsabile della sua esclusione dai palinsesti della Tv di Stato. E il calcio nel sedere per il Copasir? Intanto la grande Giorgia tira avanti come un Caterpillar, senza vedere in faccia nessuno. Tutta una finta ma che ne sanno gli elettori?

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