Emergenza alimentare per migliaia di famiglie

Durante le trascorse festività natalizie le solite associazioni di solidarietà, con in testa Coldiretti, hanno sostenuto migliaia di famiglie con pacchi dono e derrate alimentari. Ma quando scenderà in campo la politica? Quanto dovranno aspettare i nuovi poveri? Possibile che dai palazzi del potere non ci si renda conto della gravissima situazione in cui versano decine di migliaia di italiani? Non si muore di solo Covid.

Roma – Anche quest’anno il Natale è volato via con la solita dose di retorica buonista e familiare, ma con le dovute accortezze dovute alla pandemia e con la paura della variante Omicron. Eppure ci sono stati ben 4,8 milioni di poveri che per le feste sono stati costretti a chiedere aiuto per il cibo da mettere in tavola a mense o sperando nella distribuzione di pacchi alimentari.

E’ quanto ha affermato Coldiretti in una ricerca condotta con la collaborazione del Censis (istituto di ricerca socio-economica) in occasione della distribuzione di vivande per i nuovi poveri durante la settimana natalizia, un’iniziativa promossa anche da Filiera Italia (alleanza a difesa delle eccellenze italiane), Campagna Amica (organizzazione a difesa dell’agricoltura italiana) e Codacons (associazione a difesa dei consumatori e dell’ambiente).

La gran parte degli italiani, che si sono trovati in difficoltà economica per gli esiti deleteri della pandemia, è riuscita a rintuzzare la crisi grazie ai sussidi statali ed ai trasferimenti intra-familiari. Tuttavia più dell’8% della popolazione è a forte rischio di povertà alimentare nei prossimi mesi, in quanto le loro entrate sono talmente risicate da non riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena sempre e comunque.

Per il futuro prossimo le previsioni di Coldiretti sono ancora più fosche. Oltre al rischio povertà, c’è un 17,4% di italiani che per timore di non farcela, dovrà limitarsi alle sole spese di base, tra casa e alimentazione.

Un dato va segnalato: ovvero la risposta di tanti cittadini di fronte ad una realtà così drammatica. Ebbene il 43% ha partecipato durante il Natale a manifestazioni di solidarietà con beneficienza e donazioni a favore delle famiglie più bisognose.

Infatti nel periodo festivo gli agricoltori di Coldiretti si sono mobilitati sul tutto il territorio nazionale con l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino nei mercati di Campagna Amica“. Tutti i consumatori che hanno fatto la spesa nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica hanno potuto decidere di donare cibo e bevande alle famiglie in stato di bisogno.

Seguendo il modello dell’usanza partenopea del “caffè sospeso“, un’abitudine filantropica e solidale, posta in essere dagli avventori dei bar, mediante il dono della consumazione di una tazzina di caffè espresso a beneficio di uno sconosciuto.

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha reiterato l’impegno del sodalizio: “…Il nostro impegno quotidiano è il segno tangibile della solidarietà della filiera agroalimentare italiana verso le fasce più deboli della popolazione più in difficoltà economiche. Di fronte a una situazione sociale così difficile che non si viveva dal secondo dopoguerra, stiamo realizzando uno sforzo corale che dimostra la capacità degli italiani di unirsi e mobilitare risorse per uscire insieme dalla crisi, nella consapevolezza di essere una comunità nazionale con potenzialità e capacità a tutti i livelli per far ripartire il Paese…”.

Ettore Prandini

Lodevoli ed apprezzabili le iniziative come quelle della Coldiretti, non c’è che dire. Tuttavia l’ente non è un’organizzazione di categoria che deve avere la soluzione in tasca. La consapevolezza deve partire dalla classe politica, affinché abbia una visione reale su cui costruire un welfare degno di affrontare problematiche di questo livello. Altrimenti l’anno prossimo saremo ancora qui, a raccontare la prossima iniziativa di solidarietà per i più bisognosi da parte di qualche associazione. Una farsa.                                                

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