Carovita da allarme rosso: volano i prezzi

Non c’è settore merceologico che non abbia subito rincari e senza un calmiere, fra qualche mese, si prevedono decine di migliaia di nuovi poveri, anche per generi alimentari e di prima necessità. E mentre il Paese sprofonda nei palazzi della politica si parla ancora di elezioni, alleanze, nuove coalizioni e di nuove toppe alle leggi vecchie senza mettere mano alle riforme. Quanto potremo resistere?

Roma – Ripresa dei consumi indietro tutta. Prima della riforma fiscale il Governo intende affrontare, con un miliardo in mano, il caro bollette di luce e gas per le famiglie più bisognose. Ma ciò che preoccupa forse di più sono il rialzo dei prezzi di tutti i settori merceologici, alimentare compreso, e la drastica diminuzione del consumo. Chi parlava di decollo è stato tragicamente smentito.

Le famiglie si limitano a spendere, e sempre di meno, per cibo e casa per paura di non farcela

L’attuale situazione, resa difficile dal protrarsi della pandemia, si muove in equilibrio precario. Basta infatti un rialzo dei prezzi dei beni alimentari per rendere difficile la possibilità quotidiana di un pranzo e una cena per un’ampia fascia della popolazione. A questi “nuovi poveri” si deve aggiungere il 17,4% circa di italiani che dovrà restare ancorato alle sole spese minime, tra casa e alimentazione, per la paura di non farcela. L’equilibrio di cui parlavamo prima rischia di essere ancora una volta travolto.

Grazie ai sussidi ed alla solidarietà di una fitta rete di aiuti nazionali forniti da enti come la Caritas larga parte delle famiglie meno abbienti aveva superato il momento di crisi dunque questa ennesima impennata dei prezzi sui prodotti energetici a ridosso dell’inverno proprio non ci voleva. Detti aumenti spingono l’inflazione che si ripercuote anche sui costi di produzione e sui bilanci delle imprese. Sono almeno 4,8 milioni gli italiani a rischio di povertà alimentare, se non saranno calmierati i prezzi nei prossimi mesi.

Cresce il numero degli italiani a rischio di povertà alimentare

In Italia, purtroppo, da anni e anni non si riscontra alcuna crescita mentre aumentano i divari fra ricchi e poveri. Si è bloccato anche quello che viene definito “ascensore sociale”, ovvero la maniera per ascendere a fasce sociali superiori consentendo al cittadino che ci riesce un benessere maggiore. Questa opportunità non esiste più dunque la forbice tra prosperità e indigenza è destinata ad allargarsi ancora.

In molti casi accade che una persona in condizioni di povertà sarà, magari, idonea per svolgere servizi sociali, quasi sempre da volontario, ma se quella stessa persona tenta di trovare lavoro, le prestazioni vengono ridotte proporzionalmente in base al reddito, lasciando paradossalmente l’individuo nella stessa posizione precedente. Insomma condizioni di vita difficilissime che la politica finge di non vedere.

La ripresa dei consumi tarda a decollare: stop allo shopping del fine settimana

Alla fine i cittadini più disagiati si ritrovano in una vera e propria trappola sociale, senza nessuna possibilità di salvezza. A questo punto bisognerebbe riflettere e chiedersi se anche i disordini che hanno caratterizzato le proteste in molte città italiane non siano riconducibili oltre che a matrici politiche anche a intolleranze d’ordine economico e sociale.

Certamente per molti ogni occasione è buona pur di pescare nel torbido, ma la rabbia di chi si sente escluso e la mancanza di una forza politica, parlamentare, che dia voce a chi non ce l’ha può essere la conseguenza di tanto malessere accumulato negli anni e che adesso inizia a esplodere.

In Italia la benzina è la più cara d’Europa

Per un cittadino su due l’aumento dei prezzi riguarda tutti i prodotti in generale, mentre per un cittadino su quattro l’incremento riguarda principalmente carburanti ed energia.

In sostanza a distanza di 2 anni dall’inizio dell’emergenza Covid si rilevano ancora cambiamenti negativi che il contesto generale ha generato nella quotidianità degli italiani, e dai quali si fatica ad uscire.

I nuovi poveri d’Italia

Non c’è politico che, ogni giorno, attraverso tv e social, non mostri la propria visione sui temi di attualità tramite messaggi personali. In queste occasioni i leader di tutti i partiti, ma anche chi leader non è, tentano di dare soluzioni miracolose con le quali accaparrarsi consensi elettorali. Il problema è che più parlano, questi signori, e meno vengono ascoltati. Più scrivono e meno vengono letti.

Forse non se ne sono accorti ma la metà della popolazione italiana non è andata alle urne. E si trattava di amministrative dunque competizioni elettorali tradizionalmente a misura d’uomo. Se l’astensionismo dovesse arrivare a livelli più alti i partiti potrebbero non esistere più. Possibile che non se ne rendano conto?

Il carovita sta superando il limite di guardia e le disponibilità dei privati e delle grandi fondazioni di solidarietà sociale si stanno esaurendo o, comunque, non sono infinite. E qui si parla ancora di elezioni, sondaggi, Green pass e reddito di Cittadinanza? Allora c’è da avere paura. E non solo per il Covid.

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