Le carezze dei nonni, come dimenticarle?

Commemorazioni a parte si dovrebbe fare molto di più per i depositari dei valori ideali familiari. Spesso sono i nonni a mantenere intere famiglie con la loro ancorché misera pensione. Anche in questo settore sociale le cose non vanno bene, anzi vanno malissimo. Maggior sostegno, aiuti e considerazione sociale per chi diventa indispensabile alla stessa sopravvivenza di figli e nipoti.

Ormai viviamo nel tempo delle celebrazioni. Non c’è giorno che Dio manda in terra in cui non si ricorda qualche avvenimento o determinate categorie sociali. A questa ormai consolidata consuetudine non poteva sottrarsi il 2 ottobre scorso durante il quale è stata celebrata in Italia la Festa dei Nonni, una ricorrenza civile introdotta nel 2005 allorché entrò in vigore una legge studiata appositamente e poi regolarmente ratificata.

Per la precisione la legge 159 del 31 luglio 2005 recita: “E’ istituita la Festa nazionale dei nonni quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale“.

Ovviamente non poteva mancare il consueto profluvio di retorica tipica di manifestazioni del genere, da far venire il latte alle ginocchia, come si dice in questi casi. Coldiretti ha rilevato che la Festa dei nonni coinvolge circa 12 milioni di persone e che i nonni, in qualche caso anche i trisavoli, aiutano il bilancio familiare in più di un nucleo su tre.

La tendenza si è acuita con la crisi economica scaturita dalla pandemia. E’ brutale sottolinearlo ma una o due pensioni, se in casa convivono una coppia di nonni, vuol dire reddito sicuro e coi tempi grami che stiamo vivendo e la disoccupazione galoppante, spesso sono le uniche fonti di entrata in una media famiglia italiana. Tanto perché va tutto bene e la ripresa è cosa fatta!

In dettaglio dalla ricerca è emerso che il 38% conferma la considerazione prima accennata, il 35% vede i nonni come un valido sostegno per seguire la crescita dei bambini, il 17% ne apprezza il ruolo di consiglieri, per il 4% è un valido sostegno domestico e solo il 6% li considera un peso.

Chi ha avuto la fortuna di frequentare i nonni ricorda certamente le loro carezze, gli abbracci, la parola giusta al momento giusto che i “capelli bianchi” sanno riversare nei confronti dei nipoti. Una famosa citazione afferma che “I nonni ti vedono crescere, sapendo che ti lasceranno prima degli altri. Forse è per questo che ti amano più di tutti“.

Quindi bisogna fare in modo di tesaurizzare ogni momento trascorso insieme a loro e di conservare le loro carezze nel ricordo, come si fa coi gioielli in uno scrigno prezioso. I nonni come tutte le persone anziane sono patrimonio dell’umanità, custodi di storia, memoria e tradizioni.

La data del 2 ottobre è stata scelta perché coincide col ricordo liturgico degli Angeli custodi secondo il Calendario Gregoriano. Per la tradizione cattolica, i patroni dei nonni sono i santi Gioacchino e Anna, genitori di Maria e nonni di Gesù, che vengono celebrati il 26 luglio.

Proprio per questa ricorrenza Papa Francesco ha designato la quarta domenica di luglio come la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. Per la cronaca c’è da dire che non in tutti i Paesi del mondo si festeggiano il 2 ottobre. In alcuni Paesi lo si fa a settembre, in altri ad ottobre.

La retorica del festeggiamento recita che i depositari dei “valori idealiandrebbero festeggiati tutti i giorni dell’anno, ma la data della celebrazione è utile a ricordare il loro ruolo basilare nella famiglia e la loro rilevanza sociale.

Papa Francesco

Tuttavia, proprio in occasione della loro giusta celebrazione, è doveroso ricordare le carenze delle istituzioni nelle politiche del welfare state. Perchè quando in una società sono molteplici le famiglie che, senza le pensioni dei propri nonni, vivrebbero letteralmente in mezzo alla strada, non può essere una consolazione, tutt’altro.

E’ la dimostrazione, invece, del fallimento dello Stato e della società nelle politiche di assistenza sociale. Per tacere dei tanti anziani che vivono da soli e nella più assoluta indigenza. Ecco, ricordiamoci anche di loro.                                                       

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