Figlio quanto mi costi? La crisi impatta drasticamente sulle nascite

I dati elaborati hanno evidenziato che fare un figlio sta diventando un lusso riservato a pochi e sempre meno italiani sono in grado di permetterselo. Non sorprende che quest’anno si sia raggiunto il minimo storico di nascite. La tendenza ha avuto un andamento lineare, nonostante gli interventi del Governo per sostenere le famiglie bisognose.

Roma – Mantenere un figlio fino alla maggiore età è come accendere un mutuo. Le valutazioni demografiche per l’Italia volgono al peggio. Nel senso che da qualche decennio le nascite sono in netto calo, tant’è che gli esperti prevedono che dopo il 2050 la popolazione sarà composta, per il 50%, da figli di immigrati.

L’Istituto Nazionale di Statistica, con i suoi freddi numeri, ci ha ricordato che le nascite nel 2019 sono state 420.084, 20 mila in meno rispetto al 2018 e, addirittura, 156 mila in meno rispetto al 2008. Quest’anno si è scivolati sotto quota 400 mila.

Una criticità di una certa entità per tutto il sistema Paese: oggi il numero medio di figli per donna si attesta a 1,27. Nel 2010 era a 1,46. E’ chiaro che la crisi economica iniziata nel 2008 ha influito non poco, con la pandemia che ha esacerbato ancora di più la situazione.

Mantenere un figlio fino a 18 anni costa (in media) più di 175mila euro

Ma non ci siamo mai chiesti quanto costa oggi mantenere un figlio fino alla maggiore età. La risposta più scontata e banale è che dipende dal budget familiare. Qualsiasi massaia sarebbe stata in grado di rispondere ad un quesito una del genere.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in una sua recente ricerca, ha stabilito che la forbice varia da un minimo di 118.234 euro ad un massimo di 321.617 euro, con una spesa media di 175.642 euro. Praticamente come recarsi in banca ed accendere un mutuo.

In dettaglio è emerso che i costi sono cresciuti dell’1,2% rispetto al 2018, innanzitutto perché ci ha messo lo zampino la pandemia. C’è da sottolineare che la crescita dei costi è avvenuta nonostante la diminuzione delle spese relative ai trasporti e per le attività ludico-sportive. Sono cresciute, infatti, le spese per l’abitazione e le utenze, per l’alimentazione, per l’educazione e la cura, rispetto a tre anni fa.

Con l’infezione virale, inoltre, c’è stato un taglio significativo dei redditi annui delle famiglie italiane. Infatti, rispetto al periodo pre-Covid, si è manifestata una contrazione considerevole sia della spesa che del reddito annuale dei nuclei familiari, con esiti nefasti soprattutto per le famiglie monogenitoriali e monoreddito.

Spese di alimentazione, vestiario, educazione, cura. Un pozzo senza fondo.

In conclusione, secondo Federconsumatori, non ci sarebbero dubbi: “…I dati elaborati hanno evidenziato che fare un figlio sta diventando un lusso riservato a pochi e sempre meno italiani sono in grado di permetterselo. Non sorprende che quest’anno si sia raggiunto il minimo storico di nascite. La tendenza ha avuto un andamento lineare, nonostante gli interventi del Governo per dare una soluzione alle necessità delle famiglie, con bonus vari ed agevolazioni

Michele Carrus, presidente nazionale Federconsumatori

In concreto, però, si è trattato di misure tampone non sufficienti a provocare una vera e propria svolta. Sono urgenti e necessarie – conclude Federconsumatori politiche per la tutela delle famiglie, della natalità e del lavoro, per garantire condizioni migliori alle famiglie, oggi costrette a fare i salti mortali per far quadrare il bilancio e dare un nuovo impulso al Paese. Anche perché poche nascite di oggi, significa problemi per i pensionati di domani…”.

Questa è la situazione secondo l’associazione a tutela delle utenze. Il problema di fondo è sempre lo stesso da decenni, ormai. Pure le pietre sanno della disastrata condizione economica e sociale del nostro Paese e che il nostro welfare-state non è all’altezza, né delle esigenze delle famiglie e nemmeno dei lavoratori, soprattutto della donna lavoratrice.

La Grande Depressione: la crisi del 1929, il crollo di Wall Street e il New Deal

Ci vorrebbe un “New Deal” italiano, simile al programma di politica economica e sociale per contrastare gli effetti disastrosi dovuti alla crisi del 1929 negli USA, attuato dal presidente Roosevelt. Ora nella asfittica politica italiana, giganti del genere non se ne scorgono all’orizzonte. C’è solo una gran moltitudine di nani e saltimbanchi.

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