Aiuti umanitari: SOS da tutto il mondo

In tempi di pandemia globale le richieste di aiuti umanitari sono cresciute in maniera esponenziale. Con l’inquinamento dell’ambiente, il depauperamento del territorio e la modificazione del clima, non c’è nazione che possa dichiararsi al sicuro. Bisogna incentivare gli interventi e creare le condizioni per aiutare chi è in difficoltà in maniera concreta e subito.

Roma – Oggi 19 agosto l’ONU celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario. E’ stato scelto, per l’occasione, un messaggio davvero eloquente #LaRazzaUmana. Una sfida globale che punta all’azione per i disastri climatici, in solidarietà con le persone che ne hanno più bisogno.

L’emergenza climatica che stiamo subendo sulla nostra pelle ha provocato disastri e caos in tutto il mondo. Le difficoltà non sono solo per le popolazioni colpite dalle varie calamità, ma anche per le persone in prima linea che portano soccorso immediato.

Com’è consuetudine quando si verificano disastri naturali, le persone più vulnerabili sono le più colpite. Perdono case e mezzi di sussistenza. Per non parlare di coloro che ci hanno lasciato le penne. Ormai sono tante le doglianze che arrivano da più parti, le cui campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica si basano nel porre un freno ai cambiamenti climatici e sulla sicurezza del futuro del pianeta.

La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario si pone l’obiettivo di garantire le voci dei soggetti più deboli, vittime dei tanti disastri. Inoltre le loro esigenze devono essere prioritarie nell’agenda della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di novembre prossimo, la COP26.

Per questi motivi è stato esteso a tutti l’invito a partecipare a #TheHumanRace – La Razza Umana – ovvero la sfida globale per il clima e l’azione in solidarietà con le persone più bisognose. Chi è stato giovane negli anni ’80, rischia di ricordare qualcosa che non ha nulla a che fare con gli aiuti umanitari, ovvero The Human Race, il videogioco che fu distribuito nel 1985 da Mastertronic per il mitico computer Commodore 64.

La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario è stata istituita in memoria dell’attentato dinamitardo del 19 agosto 2003 al Canal Hotel di Baghdad, in Iraq, che uccise 22 persone, tra cui il capo umanitario Sérgio Vieira de Mello.

Nel 2009 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite designava questa data ufficialmente come Giornata Mondiale Umanitaria (World Humanitarian Day). Annualmente la ricorrenza è caratterizzata da un tema specifico e partecipano tutti i partner del sistema umanitario allo scopo di difendere la sopravvivenza, il benessere e la dignità delle persone colpite dalle varie crisi e la sicurezza degli operatori umanitari.

In questo particolare momento storico, tuttavia, l’aiuto umanitario si trova ad affrontare una serie di situazioni mai verificatesi, aggravate dalla pandemia globale.

Le esigenze di aiuti sono ai massimi storici, soprattutto a causa della recrudescenza dei cosiddetti “state-based-conflicts, ovvero conflitti che avvengono in uno Stato, con l’impiego di forze armate tra due parti di cui almeno una è governativa.

Tutto questo, combinato con l’impatto dei cambiamenti climatici, del degrado ambientale, della crescita demografica e del fallimento della governance, rende la situazione più esplosiva che mai.

In questo contesto il divario tra le esigenze umanitarie e le risorse disponibili a livello mondiale è in aumento e le norme ed i principi di base sono messi in discussione, rendendo l’erogazione degli aiuti più complicata.

Nell’ultimo anno diversi gruppi di operatori sociali di diversa estrazione sono stati impegnati nell’ organizzazione di aiuti umanitari in Croazia, colpita dal terremoto, fornendo alle comunità più disagiate viveri, vestiti, banchi di scuola, mobili, elettrodomestici e attrezzi da lavoro per la ricostruzione di orti e campi. Stessa cosa è accaduta per Haiti colpita da un disastroso sisma che ha provocato centinaia di vittime.

Dopo questi eventi gli operatori presenti a Monaco di Baviera si sono coordinati con i vigli del fuoco per offrire la loro opera di salvataggio alle persone in difficoltà dopo le rovinose alluvioni che hanno colpito la Germania occidentale.

Nelle ultime settimane, infine, un gruppo di volontari si è recato in Sardegna, colpita da incendi devastanti. Hanno offerto aiuti concreti alle popolazioni ed in seguito a richieste ricevute hanno seminato quattro tonnellate di orzo nei terreni di alcuni contadini, i cui campi erano stati arsi dal fuoco.

Si sono poi impegnati con la Croce Rossa per lo scarico di camion pieni di cibo per consegnarlo alle famiglie del luogo. Infine, per salvaguardare la salute pubblica della comunità, i volontari hanno igienizzato un mulino locale e la stazione di polizia rurale.

Tutte queste iniziative concrete e celebrative sono lodevoli e da perorare, perché è sacrosanto offrire aiuto a chi è in difficoltà. Tuttavia, molte di queste calamità potrebbero essere evitate con una politica a difesa del territorio e dell’ambiente: si eviterebbero morti, danni materiali, sociali ed economici. Ma ogni appello cade nel vuoto.

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