Tutti al galoppo ma la sfida è dura assai

Le competizioni elettorali sono iniziate ma il percorso, stavolta, è zeppo di ostacoli a fronte di un elettorato disilluso e cosciente della grave situazione e di una politica sempre più distante dalle esigenze del cittadino. Prevista anche una cospicua astensione dai seggi dunque sarà più difficile incassare risultati soddisfacenti. E questo vale per tutti.

Roma – La corsa al voto è iniziata ufficialmente. Tutto il resto può attendere. Al blocco di partenza ci sono tutte le formazioni politiche le quali, costi quel che costi, intendono giungere al traguardo con il maggior numero di consensi. Una volta conclusi i giochi per la presentazione delle liste dei candidati sindaci, consiglieri e delle alleanze per le comunali del prossimo 3-4 ottobre, la caccia all’elettore sarà fino all’ultimo giorno e senza esclusione di colpi.

Tra gli oltre 1.300 comuni interessati al voto gli occhi sono puntati, in particolare, sui 20 capoluoghi di provincia, otto dei quali con l’amministrazione uscente sotto l’egida del centrodestra, sette del centrosinistra, tre dei Cinque Stelle ed infine due che vengono da esperienze civiche, come Napoli, guidata dall’ex sindaco “arancioneLuigi De Magistris adesso candidato alla presidenza della Regione Calabria.

La sfida più seguita, però, sarà quella che riguarda i Comuni come Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Oltre che per le liste ed i sindaci la competizione è tra tutti i leader dei partiti. Nessuno escluso.

Dopo estenuanti trattative l’alleanza Pd-M5S, già consolidata a livello nazionale, è divenuta realtà soltanto nel capoluogo partenopeo e nella città delle Due Torri. Mentre negli altri Comuni si è sgretolata come neve al sole, salvo a riconnettersi nell’eventuale ballottaggio. Sul fronte del centrodestra, tra FI, Lega e Fdi nessuno ha deciso di esporsi in prima linea con propri rappresentanti, decidendo di puntare solo su candidati civici di “area”. Una palese finzione che hanno sgamato tutti.

A Roma lo scenario è molto variegato ed interessante perché se nel centrodestra si è puntato tutto il malloppo elettorale su Enrico Michetti, sponsorizzato soprattutto da Giorgia Meloni, nel centrosinistra la partita è più complessa. Infatti proprio a causa della sindaca uscente Virginia Raggi del M5s non si è potuta formalizzare un’alleanza tra Conte e Letta, con un candidato unitario. Ma ormai è fatta e tocca galoppare.

Così il Pd ha puntato sull’ex ministro dell’Economia del governo Conte 2, Roberto Gualtieri, ma lo scenario nel centrosinistra si è arricchito ulteriormente di un altro candidato, il deputato europeo e leader di “Azione” Carlo Calenda, sostenuto anche da Italia Viva.

A Milano il M5S punta tutte le proprie “fiches” sulla manager Layla Pavone. Mentre il sindaco uscente, Giuseppe Sala, è sostenuto da una propria lista assai variegata, dal Pd, Iv ed altre liste civiche. Il centrodestra, invece, ha deciso di candidare un noto professionista del comparto sanitario, Luca Bernardo, primario di Pediatria al Fatebenefratelli.

A Napoli si è realizzata una triplice “confraternita” fra Pd, M5s ed Iv, con Gaetano Manfredi, ex ministro dell’Università nel Conte 2. Ma proprio qui, in Campania, nel centrosinistra, la partita si complica con la discesa in campo dell’ex sindaco Antonio Bassolino e di Alessandra Clemente, sostenuta dal primo cittadino uscente De Magistris. Il centrodestra, nella città del sole, ha invece candidato il Pm anticamorra Catello Maresca, che in molti danno per favorito.

Così anche a Bologna è stato trovato l’accordo per Matteo Lepore (Pd), il quale ha ottenuto l’ok anche dal M5S e Iv. Il centrodestra, sempre nel capoluogo emiliano, ha deciso di convergere su Fabio Battistini, un imprenditore gradito alla Lega.

Anche a Torino il centrodestra ha puntato su un altro imprenditore, Paolo Damilano, mentre sono falliti i tentativi di un accordo Pd-M5S, nonostante il passo indietro della sindaca uscente pentastellata, Chiara Appendino. La mancata intesa elettorale ha portato il Pd a proporre Stefano Lo Russo, dopo la vittoria alle primarie. Il M5S invece ha scelto Valentina Sganga, 35 anni, capogruppo in Consiglio comunale. Rien ne va plus, non ci rimane che la trepida attesa.

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