BOLOGNA – LE SARDINE IN VIA D’ESTINZIONE? NO, HANNO ABBOCCATO ALL’AMO.

A pensare male si fa peccato ma ci si azzecca, dice Andreotti. E l'esempio calza a pennello con le Sardine. Quando sono nate sembravano voler mettere l'Italia a ferro e fuoco, invece la regia era un'altra. Che ormai ha fatto le sue scelte e del movimento non gliene frega più nulla.

Bologna – Prima di creare ulteriori dubbi dobbiamo fare una precisazione: il Movimento delle Sardine non si basa su una reale ideologia di sinistra. Al contrario, come le lanterne elettriche che d’estate attirano le zanzare, le Sardine continuano a promulgare slogan apparentemente democratici e di facile comprensione, senza però mai sviluppare una reale analisi critica sui rapporti e sulle disuguaglianze sociali. Fatto ancor più emblematico, se commisuriamo i silenzi dei pesciolini davanti alle politiche di esubero che stanno attraversando il Bel Paese nella fase post lockdown in uno con una situazione economica nazionale da canna del gas. 

Detto questo non neghiamo certamente che sia endemico, soprattutto in una fase di forte recessione, il palesarsi di numerosi movimenti d’opinione e di contrasto ma altrettanto importante è sviluppare una lettura organica del sodalizio politico che permetta di andare oltre il volto pulito e innocente di Mattia Santori e soci.

Sardine a Roma. Dopo la folla oceanica il nulla?

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Fortunatamente, come ci è stato insegnato fin da bambini, le “bugie hanno le gambe corte” e prima o poi le verità vengono a galla. Ad esempio sarebbe interessante carpire il pensiero delle Sardine, in particolar modo alla luce dell’emergenza Covid, sulle politiche sanitarie di privatizzazione che da anni straziano l’Emilia Romagna e che il piddino Bonaccini ha subito rilanciato dopo la vittoria alle regionali: “…Se siamo coloro che pur tra mille problemi hanno in Italia l’asticella più alta dal punto di vista della velocità – aveva dichiarato il governatore – con cui le prestazioni sanitarie di prima fascia vengono erogate, è anche grazie al contributo che in questi anni è arrivato dal privato accreditato. Ci ha dato una mano, è stato molto importante e continuerà ad esserlo nei prossimi anni…”.

Dati Covid alla mano la terra più Rossa per eccellenza non ha fatto una grande figura. Al contrario, magari proprio quel “contributo privato accreditato” ha permesso che nelle Rsa emiliane si emulasse il copione lombardo. Cosa pensa Santori in merito, però, non è possibile saperlo. Anche perché a chi converrebbe? Le elezioni sono ormai alle spalle e vinte, che senso avrebbe aprire discussioni che potrebbero portare a ripensamenti o a critiche generali?

Stefano Bonaccini.

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Questo aneddoto, dall’altra parte, permette di analizzare più precisamente la parabola, ormai discendente, dei pesciolini. Quel che appare con maggior evidenza è la strumentalizzazione del movimento per fini propagandistici. La superficialità con cui le Sardine hanno trattato alcuni temi fondamentali, uno su tutti la questione decreto Sicurezza, sembra legittimare la salvaguardia della versatilità del movimento. Ovvero quella possibilità di traslare il pensiero delle Sardine a destra o a sinistra a seconda delle evenienze e delle necessità elettorali. Una sorta di magia che non ha mai portato nulla di buono. 

Analogo discorso vale per il capitolo Unione Europea. L’enfasi dei pesciolini, come nella maggior parte degli ambienti della sinistra moderata, è caduta sui 750 miliardi d’aiuti erogati da Bruxelles. Non una parola è stata espressa sul fatto che sia stato analogamente disciplinato un extra contributo straordinario da parte degli Stati aderenti pari allo 0,6% del PIL, in modo tale da portare il limite massimo del contributo annuo complessivo all’1,46% del PIL dell’Unione.

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Probabilmente questo tipo d’analisi non sarebbe piaciuta a Prodi, il grande traghettatore comunitario, e a Mario Draghi, che pur di accaparrarsi il ruolo di premier probabilmente avrebbe rinnegato il suo passato come presidente della BCE. L’acqua in cui nuotano queste piccole sarde appare estremamente torbida, inquinata dalle speculazioni e degli interessi di partito. Perché sebbene non sia mai stato ufficializzato, negare il solido rapporto che intercorre tra Pd e Sardine sarebbe da veri negazionisti.

Mattia Santori: il pesce puzza dalla testa. Ma non è la sua…

Non appare causale, infatti, che Santori abbia rilanciato il Movimento proprio in concomitanza agli endorsement provenienti da molti esponenti piddini verso Draghi. Ciò che però è sfuggito alle Sardine è il fatto che un vero movimento di sinistra non si basa sugli slogan ma sul dialogo reale con le fasce più deboli della società e con i lavoratori tutti. Probabilmente le Sardine hanno trascurato il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini che non ha partecipato ai loro comizi non erano militanti di Lega e Fratelli d’Italia ma semplici persone stanche e rancorose verso le politiche restrittive Europee. Sarebbe interessante sapere se all’interno degli stati generali, qualora ce ne fossero, sia stata effettuata una disamina socio-economica del piano d’aiuti o meno. Rimarremmo sorpresi se la risposta fosse positiva.

Romano Prodi, la vera testa pensante?

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Della sinistra, quella più radicale, le richiamate creature marine sembrerebbero aver preso solamente gli insegnamenti di Pol Pot. La fila degli esautorati, per loro fortuna in questo caso ancora vivi, continua ad allungarsi diventando sempre più metafora di una discussione interna praticamente inesistente. La trasversalità millantata dai pesciolini assomiglia più a un verticalismo autoritario. A riprova di questo assunto c’è il fatto che nelle ultime ore Santori ha perso l’ennesimo fedelissimo: Sergio Echamanov. Divenuto celebre sulle cronache nazionali per essere il ragazzo dislessico che intervenne durante il comizio delle Sardine per poi essere preso in giro da Salvini. Echamanov ha evidenziato come le Sardine non siano un movimento democratico. Tutt’altro:“…Molte decisioni calate dall’alto avevano già iniziato a farmi storcere il naso ma adesso non ascoltano più nessuno. Tante iniziative recenti delle Sardine non sono state concordate…”.

Sergio Echamanov

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La vena subdola dei Santoriani si manifesta ormai in maniera sempre più lampante. Tramontata la possibilità di vedere Draghi dirigere l’esecutivo, la possibilità che le Sardine si prendano una pausa di riflessione diventa estremamente concreta. Nel frattempo non possiamo che salutare Sarde&Soci  dandogli appuntamento alle prossime elezioni che il Pd vorrà aggiudicarsi. Sempre che esistano ancora. 

LA SINISTRA A BRACCETTO COL PRIVATO

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