ROMA – NO PAX PER I NO VAX: SU FACEBOOK I CAMICI BIANCHI CONTRARI AL SIERO SONO 18MILA

Il numero dei dissidenti sui social aumenta di giorno in giorno. Complici la poca chiarezza su rischi e benefici degli antidoti e un piano vaccinale ancora claudicante- Nonostante tutto la puntura al braccio, unitamente alle terapie domestiche, rimane l'unica frontiera contro la pandemia.

Roma – Si torna a parlare prepotentemente di sanitari No-vax. Sembra un ossimoro eppure è realtà. C’è una pagina privata su Facebook che conta oltre 18mila iscritti fra medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi, dentisti ed altri camici bianchi contrari a vaccinarsi contro il Corona-virus.

Tutti “esperti” che dovrebbero unirsi per combattere il Covid-19 e che invece si sono schierati non contro il virus ma contro il vaccino. Il gruppo e i suoi iscritti pare abbiano intenzione di organizzare una manifestazione a Roma, in piazza Montecitorio, per il prossimo 21 aprile.

Il dato preoccupante è che il numero degli iscritti alla pagina cresce di giorno in giorno. Postano opinioni sulla possibilità di aggirare l’obbligo vaccinale per la loro categoria e indicano avvocati a cui ricorrere per opporsi al decreto legge che impone loro l’obbligo di immunizzarsi.

Dissertano di libertà decisionale e personale, di invasione della privacy, di attentato alla salute. Suggeriscono di rispondere minacciando denunce se arriva una lettera del proprio ordine professionale che impone il vaccino. Ma c’è chi addirittura richiama alla disobbedienza civile con l’assenza, così da svuotare interi reparti per carenza di personale.

Anche su altri social esistono pagine simili che forniscono consigli legali a chi non intenda farsi inoculare il siero. Eppure, soprattutto per i medici, la vaccinazione, più che un obbligo, dovrebbe essere un dovere deontologico per il dovere etico e morale di tutelare i pazienti, oltre che sé stessi.

Il Decreto Legge 44 del 1 aprile ha introdotto l’obbligo vaccinale non solo per il personale medico, ma anche per infermieri, operatori delle Rsa e lavoratori delle farmacie.

Già anticipando il decreto il premier Mario Draghi in conferenza stampa, insieme al Ministro della salute Roberto Speranza, aveva detto: “Non va assolutamente bene che stiano a contatto con i malati”. Anche il sottosegretario Pierpaolo Sileri da tempo sostiene che “se un medico non ha voglia di vaccinarsi contro il Covid dovrebbe cambiare mestiere”.

I vaccini, del resto, sono presidi fondamentali che hanno debellato malattie gravissime, non ultima l’Ebola, e salvato milioni di vite umane. I medici, quali componenti della comunità scientifica non possono non avvalersene quale strumento essenziale. Discorso a parte quello degli operatori sanitari.

Ma anche per loro, prima del decreto, il Tribunale di Belluno aveva confermato la decisione di sospendere gli Oss che lavoravano in una Rsa che non avevano voluto sottoporsi al vaccino. Quello vaccinale per loro non era un obbligo, o perlomeno non ancora, ma era comunque un requisito per svolgere la professione.

Mario Draghi

Dopo l’introduzione dell’obbligatorietà ha fatto discutere oggi il fatto che Draghi abbia bacchettato una categoria in particolare, quella degli psicologi, perché hanno accettato di sottoporsi alla vaccinazione:

Smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, gli psicologi di 35 anni, queste platee di operatori sanitari che si allargano” – ha detto il Presidente del consiglio. Ma non si tratta di nessuna furbata, nessun salto di fila, i professionisti hanno risposto positivamente ai tanti appelli lanciati dal Governo e al loro ordine professionale che facendo riferimento al decreto di aprile ha sollecitato i suoi iscritti affinché provvedessero a vaccinarsi.

Proprio il governo ha inserito nella prima categoria il personale sanitario di cui fanno parte medici, infermieri, Oss e operatori delle Rsa fra i quali rientrano anche gli psicologi.

No al vaccino, si al demansionamento

Per tutti i lavoratori della sanità le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo vaccinale sono demansionamento o sospensione dal servizio quando non sia possibile affidare altri ruoli.

La sospensione resta in vigore sino alla eventuale vaccinazione, o fino al termine della campagna vaccinale o al più tardi fino al 31 dicembre dell’anno in corso. Non ci sarà pace dunque per i No vax, non basterà più una pagina su Facebook.

 

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