Giustizia ok ma sulla responsabilità diretta dei magistrati è bagarre

Il centro-destra per anni aveva riproposto il vecchio refrain sulla responsabilità diretta delle toghe senza giungere a fatti concreti. Stavolta l’importante argomento è presente fra i quesiti del referendum voluto dalla Lega ma in aula il tema ha visto divisi un po’ tutti. Certamente anche stavolta non se ne farà nulla.

Roma – La riforma della giustizia, targata Cartabia, è legge dello Stato. Ma non è stato un bel momento per il M5S che ha dovuto stringere i denti gettando nella pattumiera la legge Bonafede che avevano tanto decantato.

L’ex Premier, comunque, dovrà ritagliarsi il suo ruolo di leader all’interno dello schieramento di centrosinistra marcando il territorio sui temi identitari del movimento, che vanno dalla transizione ecologica alla difesa del reddito di cittadinanza, senza mettere in pericolo, però, l’azione riformatrice di Mario Draghi e del suo governo.

Infatti al di là delle sue personali ambizioni Conte sa bene che non può permettersi strappi seri perché una parte importante dei pentastellati, almeno quella “governativa”, rappresentata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, non lo seguirebbe in eventuali spericolate incursioni ed opposizioni estreme.

E’ un momento molto difficile per il nuovo corso del M5s, nel quale Giuseppe Conte dovrà esercitare tutta la sua influenza per impedire nuove fuoriuscite degli “ortodossi”. Peraltro la prima prova sarà tenere dentro il perimetro del movimento gli outsider come Alessandro Di Battista e tutti gli altri, fuggiaschi ed espulsi, i quali durante il voto sulla riforma Cartabia inneggiavano con cartelli recanti la scritta “vergogna, vergogna.

In ogni caso il risultato raggiunto con la votazione on line degli iscritti al M5s rappresenta un ottimo viatico per l’incoronazione a “capo” dei pentastellati che avverrà in questo week end. Infatti non si era mai registrata una percentuale dell’87%, per i sì al nuovo statuto. La straordinario beneplacito della base del partito fa prevedere un vero e proprio plebiscito in favore di Conte, che scontato non era affatto.

Ma ai problemi interni dei grillini si aggiungono quelli di un centrodestra barcollante tra la maggioranza e l’opposizione. Si consuma, così, anche un altro show alla Camera, con la bocciatura dell’ordine del giorno di FdI sulla responsabilità diretta dei magistrati. Infatti nonostante il governo avesse dato parere contrario la maggioranza si spacca.

Bagarre in Aula sulla responsabilità diretta dei Magistrati

Così Forza Italia, Lega e Coraggio Italia si astengono, mentre Italia viva ha lasciato libertà di voto si suoi. Pd, M5s e Leu hanno votato contro. La mozione, peraltro, ha causato momenti di alta tensione nell’aula della Camera.

La diatriba politica sulla responsabilità diretta dei magistrati è cosa vecchia. L’argomento è sempre stato appannaggio del centro-destra e nella fattispecie il tema rientra anche fra i quesiti del referendum promosso dal Carroccio. La norma proposta non minaccia affatto l‘indipendenza dei magistrati ma li metterebbe nelle condizioni di essere puniti, in caso di accertata responsabilità personale, come ogni altro professionista. Ovvero rimettendoci di tasca propria.

Roberto Giachetti

Comunque la scelta operata da alcuni partiti fa insorgere Pd e Leu in particolare, che richiamano gli alleati di governo alla responsabilità e lealtà. Ma i richiami alla lealtà provenienti da Dem e Leu fanno balzare in piedi il renziano Roberto Giachetti che rivolgendosi al Pd spara a pallettoni:

…Non vi ho visto rispettare questa lealtà quando in commissione, insieme a M5s, avete mandato sotto il governo sul decreto semplificazioni ed alla festa di Articolo 1, dove il giornalista Travaglio di fronte ad esponenti del partito che sostiene il governo, ha pesantemente attaccato il premier, senza alcuna presa di distanza dagli organizzatori…”.

A quel punto nonostante il capogruppo di Leu si fosse alzato dal suo posto dirigendosi verso i banchi di IV con intenti bellicosi, richiamato dal presidente Roberto Fico, la seduta è proseguita senza ulteriori incidenti. A breve il governo darà risposte sul Green-pass nei mezzi pubblici e a scuola. Argomenti controversi sui quali bisognerebbe fare maggiore chiarezza.

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