ROMA – OCCUPAZIONE A PICCO, I VACCINI BUONI SCARSEGGIANO E L’ITALIA CHIUDE IN ROSSO

Le restrizioni serviranno a poco. Anzi si riveleranno inutili se non arriveranno vaccini in grandi quantità per immunizzare al più presto tutta la popolazione. Vaccini possibilmente sicuri ed efficaci.

Roma – Mentre il mondo del lavoro e l’economia rimangono in panne, l’Istat rileva nel 2020 un calo dell’occupazione senza precedenti. Sono 456 mila i posti di lavoro andati in fumo. Contestualmente si registra un forte rialzo della disoccupazione ed un forte incremento degli inattivi, ovvero persone che non lavorano e che non cercano lavoro di 15-64 anni.

Il tasso di occupazione che nel 2018 e 2019 aveva raggiunto i massimi storici, è sceso al 58,1% tornando ai livelli del 2017. Nel frattempo il Consiglio dei Ministri ha varato il nuovo decreto Covid, contenente le regole anti-contagio ed una nuova stretta in vista delle festività pasquali com’era del resto nell’aria.

Le nuove misure restrittive entreranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo e saranno valide fino al 6 aprile. Il provvedimento a cui il CdM ha dato il via libera è stavolta un decreto legge e non un Dpcm. La volontà di varare un decreto è stata ribadita da Mario Draghi per la necessità di coinvolgere il Parlamento onde avere un maggiore confronto con tutte le forze politiche.

Contestualmente il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha espresso “giudizio positivo” sul decreto che permette ai presidenti di Regione di “prendere misure provinciali”. Intanto l’Rt è di nuovo in salita a 1,16 (da 1,06), con un’importante accelerazione dell’incidenza e dell’epidemia che è in forte espansione.

I dati sono stati rilevati dalla “cabina di regiaIss del Ministero della Salute sui numeri settimanali di monitoraggio. In pratica nella settimana 1-7 marzo, sottolinea il report, si è vista “un’importante accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente”.

Stefano Bonaccini

Si osserva inoltre un forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione. Si mantiene stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (28,8%). Aumenta, di contro, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa di sintomatologie preoccupanti.

Infine il 20,2% dei casi è stato rilevato attraverso l’attività di screening e nel 13,2% dei casi non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico. Sui vaccini è ancora un rebus mentre dilagano i problemi, anche gravi, provocati dalla somministrazione del siero AstraZeneca. In tutta Europa sono stati ritirati dalla distribuzione diversi lotti del vaccino anglo-svedese considerati pericolosi mentre aumentano le vittime per trombosi subito dopo la somministrazione.

Il procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino, ha iscritto sul registro degli indagati la casa farmaceutica AstraZeneca Italia ed altre quattro persone per la morte di Stefano Paternò, il militare di 43 anni deceduto subito dopo l’inoculazione di una dose di vaccino. La Procura aretusea procede per omicidio colposo e a breve conosceremo gli sviluppi dell’inchiesta.

Vaccini efficaci e sicuri. Se sono pericolosi vanno ritirati dal commercio. Non si può morire o stare malissimo per sieri poco sperimentati.

Intanto Letta ha detto sì, per come avevamo anticipato ieri, ponendo fine al proprio esilio e affermando che lunedì scorso non avrebbe mai immaginato di annunciare la sua candidatura alla guida del Partito Democratico, che ha contribuito a fondare e che oggi vive una crisi profonda:

“…Lo faccio – aggiunge Lettaper amore della politica e passione per i valori democratici...”. Così l’ex premier, in un video postato su Twitter, ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Pd, ringraziando anche Nicola Zingaretti a cui lo lega una profonda amicizia e grande sintonia. Lo stesso presidente della Regione Lazio invitava il futuro “timoniere” ad accettare l’incarico guardandosi le spalle da certi lusingatori, gli stessi che nuotano nella fanghiglia della delazione e dell’invidia.

Il monito per il nuovo segretario è uno solo: “#EnricoStaiInCampana”. Nello stesso tempo, però, Zingaretti ha affermato che con Letta ha sempre avuto una grande intesa e si dice fiducioso sulla riuscita della missione, quasi impossibile, di guidare il PD:

Enrico Letta

“…A mio giudizio il futuro dirigente è la persona che in questo momento rimetterà al centro la possibilità che il Pd si confermi il pilastro di una credibile alternativa alle destre – ha continuato Zingarettipertanto grande fiducia nell’ex Presidente del Consiglio, sperando che finisca presto questo bombardamento quotidiano ed immeritato che non ha niente a che fare con il pluralismo e che stava allontanando il Pd dalla vita quotidiana del Paese…”.

Letta è stato sempre considerato un “enfant prodige”. Infatti è stato il più giovane vicesegretario del partito, il più giovane ministro e uno dei più giovani presidenti del Consiglio. A 31 anni, nel gennaio del 1997, Franco Marini lo chiama come vicesegretario del Ppi.

Nel novembre 1998 diventa, a 32 anni, il più giovane ministro della storia della Repubblica (battendo Andreotti che lo era stato a 35 anni), quando viene nominato ministro per le Politiche Comunitarie con il governo D’Alema.

Nel 2000 passa al dicastero dell’Industria, dove rimarrà con D’Alema e Amato, presidenti del Consiglio, fino al 2001. Nell’aprile del 2013, a 46 anni, l’allora presidente Napolitano lo chiama a guidare il complicato governo di larghe intese. Letta è stato il secondo più giovane premier nella storia del Bel Paese repubblicano, dopo Giovanni Goria che lo divenne a 43 anni.

Enrico Letta ha trascorso dieci mesi a Palazzo Chigi, fino all’arrivo sulla scena di Matteo Renzi. Ma questa è tutta un’altra storia. Brutta e inquietante. 

 

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