I gas serra ci porteranno alla morte

La politica del “chissenefrega” rischia di assicurarci la dipartita se non ci saranno interventi forti e consistenti. Del resto quanto sta accadendo allo scricchiolante territorio del Bel Paese è sotto gli occhi di tutti. Devastazioni ambientali ed eventi meteo eccezionali camminano di pari passo e la Natura si riappropria di ciò che le abbiamo tolto con violenza e miopia. Il tempo stringe.

Vabbé, continuiamo così, facciamoci del male! – Era la famosa frase di Nanni Moretti nel film “Bianca” del 1984, in cui si faceva riferimento al fatto che qualcuno non avesse ancora assaggiato la Sacher Torte. La frase calza a pennello per un problema molto serio e drammatico: il record dei gas serra.

Petteri Taalas

Stiamo continuando a farci del male con coerenza, abnegazione e costanza. Complimenti vivissimi! A tal riguardo lapidario ed inquietante è stato l’annuncio dell’Organizzazione Meteorologica Mondialesiamo davvero fuori strada“, chiosando il bollettino annuale sui gas serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto) che intrappolano il calore.

L’OMM – dall’inglese World Meteorological Organization (WMO) – è un’agenzia delle Nazioni Unite che comprende 191 Stati membri e Territori e che si occupa di meteorologia. Della serie “siamo dei gran ganzi, non ci facciamo mancare niente” lo scorso anno è stato raggiunto un nuovo record nell’atmosfera con un tasso di incremento annuo superiore alla media del periodo che va dal 2011 al 2020.

smog Milano
I gas serra: una cappa sopra la città di Milano.

Una tendenza che non ha conosciuto rallentamenti, nemmeno durante il calo temporaneo frutto delle misure di contenimento del virus, messe in pratica durante la pandemia.

Il segretario generale della WMO Petteri Taalas ha dichiarato alla stampa: “…Abbiamo di nuovo battuto i record dei principali gas serra: questa tendenza negativa che abbiamo monitorato per decenni prosegue…”.

In effetti sono cifre da brividi. A conferma di quanto detto, nel 2020, la concentrazione di anidride carbonica, che scaturisce soprattutto dai combustibili fossili e dalla produzione di cemento era di 413,2 parti per milione, 149% sui livelli pre-industriali.

Secondo l’OMM, 3-5 milioni di anni fa, la Terra ha avuto una concentrazione così elevata di CO2, quando la temperatura era di 2-3° più elevata ed il livello del mare era di 10-20 metri più alto di oggi. C’è da sottolineare che allora non c’erano i quasi 8 miliardi di persone di oggi.

L’Amazzonia è diventata il 9° inquinatore mondiale.

Anche il metano ed il protossido di azoto hanno raggiunto concentrazioni massime nel 2020, più elevati rispettivamente del 262% e 123% di quelli dell’epoca pre-industriale.

Un vero e proprio stato d’allerta, dichiarato qualche giorno prima del COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, programmata a Glasgow (Scozia) dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, sotto la presidenza del Regno Unito.

L’OMM ha mostrato molta preoccupazione per l’aumento delle concentrazioni di gas serra, perché sono messi a rischio gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. Per la cronaca, quest’accordo, sottoscritto il 12 dicembre 2015, riguardava la riduzione dei famosi gas “intrappolati” a partire dall’anno 2020.

Ora col prossimo vertice le aspettative sono di un taglio netto col passato, di cambiare completamente rotta sugli obiettivi da fissare. Bisogna ripensare l’industria, il settore energetico e i trasporti ed il nostro modo di vivere.

Allerta massima a Catania – L’alluvione è una delle conseguenze devastanti del surriscaldamento del Pianeta.

Secondo Taalas “…I cambiamenti necessari sono accessibili dal punto di vista economico e fattibili tecnicamente. Non c’è più tempo da perdere…”. Quante volte lo abbiamo ripetuto? Il tempo stringe.

Noi come cittadini speriamo vivamente che i suggerimenti del segretario generale della OMM siano presi in considerazione e si affronti questo problema con decisione, rapidità e determinazione.

Ginevra, Svizzera – La sede OMM-WMO

La conoscenza dell’agone politico attuale, nazionale ed internazionale, non depone a favore né delle preoccupazioni di Taalas, né delle nostre speranze.

Ci potremmo salvare in corner, tanto per usare una terminologia calcistica, solo se il “Caso” avrà deciso ancora una volta la sopravvivenza di questo Pianeta. Sul resto, meglio stendere un velo pietoso!                     

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa