Ci hanno aiutato a sopportare la prigionia

Gli animali d’affezione hanno avuto un compito importante durante i mesi di strette restrizioni domiciliari. Grazie ai nostri amici pelosetti solitudine e privazione della libertà sono state meno dure. Ma anche loro hanno sofferto vedendo spesso i padroni infelici passeggiare dentro casa come automi. La compagnia di cani e gatti è stata preziosa specie per le persone ammalate e psicologicamente più deboli.

La pandemia ancora in corso ha causato una serie di mutamenti che condizioneranno il nostro futuro per molto tempo. Oltre alla grave crisi sanitaria e sociale che ha scatenato, l’aspetto più condizionante è stato il lockdown. Restare a casa, chiusi tra quattro mura senza contatti con l’esterno, se non quelli virtuali, per molti è stata una condizione che mai avrebbero immaginato. Più fortunati quelli che hanno avuto in casa animali da compagnia, cani o gatti che fossero.

A proposito di quest’ultimi, quando si parla di loro, in generale, vengono considerati animali solitari, quasi anarchici, egoistici, che amano stare da soli senza dare confidenza all’essere umano. Su quest’ultimo aspetto non si può non essere d’accordo con loro, visti i danni che arrechiamo a queste povere creature ogni volta che ci muoviamo.

Eppure la pandemia ha prodotto un cambiamento anche fra i nostri felini casalinghi. Dopo i primi momenti di insofferenza e disagio dovuti al fatto di avere tra gli zebedei il padrone che passava dal divano al letto e da quest’ultimo alla cyclette, si sono abituati a questa presenza ingombrante. Sarà stato per spirito di compassione o per altro, fatto sta che i gatti dopo la prima ondata del virus, si sono rivelati più affezionati agli esseri umani. Non è un’impressione, ma è un dato suffragato dalla scienza.

Lo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public HealthGiornale Internazionale di Ricerca Ambientale e Salute Pubblica. E’ una rivista scientificapeer review” (una recensione/valutazione critica da parte dei pari grado) pubblicata semestralmente online da MPDIMultidisciplinary Digital Publishing Institute, editore di riviste scientifiche.

I ricercatori di York e di Lincoln nel Regno Unito hanno constatato che il 67% di chi possedeva un gatto ha notato una modifica nel comportamento animale durante il periodo di lockdown. In dettaglio sono stati rilevati miglioramento nell’affettuosità, nell’energia e nella giocosità, oltre ad un maggiore rilassamento.

Secondo i ricercatori c’è un aspetto da tenere in considerazione. Cioè, quando si ritornerà ad una certa normalità, come quella prima della pandemia, anche i gatti dovranno riabituarsi. Cioè riadattarsi per affrontare una quotidianità in cui saranno più soli. E dovranno farlo con un graduale accompagnamento.

Niente di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire. Già qualche anno fa, infatti, da uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology, è emerso che i felini domestici hanno dimostrato un attaccamento a chi si prende cura di loro, molto simile a quello dei bambini. Dimostrando di essere in possesso di capacità socio-cognitive sottostimate.

La ricerca svolta dall’Università Statale dell’Oregon, USA, ha evidenziato che quando i gatti vivono in uno stato di dipendenza con l’essere umano, il loro attaccamento è flessibile e l’uomo viene visto come fonte di comodità e sicurezza in un nuovo ambiente. I gatti hanno dimostrato un legame molto simile ai bambini.

I gatti domestici, sia cuccioli che adulti, nel 65% dei casi hanno manifestato di avere un loro attaccamento sicuro al loro padrone, la stessa percentuale è stata riscontrata nell’uomo. Inoltre, gli esperimenti effettuati hanno evidenziato che l’attaccamento di un gatto ad un essere umano è stabile e duraturo, anche quando il felino invecchia.

Mentre i gatti insicuri possono invece correre o nascondersi, o sembrare apparentemente distanti. E’ un pregiudizio su di loro che dura da parecchio tempo, molto duro da scalfire. La manifestazione di questa flessibilità sociale può essere considerata alla base del loro successo con l’uomo. Della serie: anche i gatti hanno un’anima. E gli essere umani, come le stelle, stanno a guardare.

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