ROMA – IN ARRIVO BENEFICI ECONOMICI E FISCALI PER I PADRONI DI ANIMALI DOMESTICI

Oltre alle detrazioni fiscali delle spese veterinarie tracciate, ci saranno contributi per i canili dei Comuni e per le associazioni ambientaliste che tutelano la fauna selvatica. Via libera alla prescrizione di farmaci umani per curare i quattro zampe a prezzi più economici.

RomaPossedere un cane o un gatto è sempre stato considerato un lusso. Da qualche anno a questa parte tuttavia i governi che si sono succeduti hanno avuto maggiore attenzione nei riguardi dei possessori di animali. Con questo esecutivo, che si è sempre definito “green”, è aumentata ancora di più la sensibilizzazione animalista tant’è che la nuova legge di Bilancio del 2021 contiene aiuti fiscali ed economici per gli amici dei quattro zampe.

L’emendamento di Francesca Flati, in quota al M5S, aggiunge l’articolo 58-bis che innalza da 500 a 550 euro il tetto massimo delle spese veterinarie detraibili sostenute per gli animali domestici. La detrazione del 19% scatterà nel momento in cui si eccede la franchigia di 129,11 euro a condizione che i pagamenti siano effettuati con mezzi tracciabili.

Francesca Flati

Infatti già la scorsa legge di Bilancio aveva introdotto l’obbligatorietà della tracciabilità sui pagamenti già dal 2020, valida a partire dalla dichiarazione dei redditi 2021. Con provvedimento del 16 ottobre scorso è stata recepita dall’Agenzia delle Entrate la novità con la quale è stabilito che i dati delle spese sanitarie e veterinarie, forniti dal sistema Tessera Sanitaria Amministrazione Finanziaria, tolte alcune eccezioni, saranno esclusivamente quelle sostenute con mezzi di pagamento elettronici.

In un momento così delicato per Italia, dal punto di vista economico, un’importante novità della legge di Bilancio, forse la più importante, riguarda il medico veterinario: il professionista potrà prescrivere farmaci umani bio-equivalenti il cui costo sia inferiore a quelli del settore specifico. Il ministero della Salute ha dato parere favorevole all’emendamento 81.01 della deputata Patrizia Prestipino (PD) per abbattere i costi dei farmaci ad uso veterinario, per animali non destinati alla produzione di alimenti, pur con qualche paletto che impedisca che il farmaco umano scarseggi.

Patrizia Prestipino

Sino ad oggi i proprietari di animali domestici si sono visti costretti a sborsare somme di denaro a volte più che triplicate per farmaci il cui equivalente umano ha di gran lunga un prezzo inferiore e a volte maggiore efficacia. Costi che ricadevano non solo sui diretti proprietari di cani e gatti ma anche sull’intera comunità obbligata a sopportare oneri maggiori per il mantenimento di canili pubblici e oasi feline comunali.

Dal punto di vista squisitamente medico la novità legislativa rappresenta la possibilità di accesso ai veterinari di prodotti disponibili nella sola versione “umana”. Un ulteriore emendamento prevede che ai comuni in dissesto o in pre-dissesto vengano garantiti 10 milioni di euro per mettere a norma i rifugi per cani randagi, non in regola con i requisiti sanitari, edilizi, o amministrativi, o per costruirne di nuovi.

Tutela della fauna selvatica

Un milione di euro annui, a decorrere dal 2021, è la somma stanziata per l’istituzione di un Fondo nazionale per la cura e la tutela della Fauna Selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato sotto tutela, destinato a sostenere le associazioni animaliste e ambientaliste che abbiano nel proprio statuto tale finalità. Questo emendamento ha però suscitato l’indignazione dell’onorevole Maria Cristina Caretta, che si è invece sempre spesa a favore della caccia.

A lei hanno fatto da eco le associazioni venatorie e gli stessi animalisti che si augurano che i fondi stanziati non vadano a finire nelle tasche di qualche ente o associazione onlus con bilanci da multinazionale. A di là della polemica, la nuova legge di Bilancio contiene misure “bestiali” a tutela degli animali e un sostegno economico a favore delle famiglie che ne posseggono.

Maria Cristina Caretta

Gli amici degli animali d’affezione non possono ancore gioire appieno ma sicuramente si stanno facendo passi importanti per avvicinare l’Italia ai Paesi europei più civili e sensibili nei confronti del mondo di Fido e Pippi.

 

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