ROMA – SICUREZZA PER GLI ANIMALI IN VIAGGIO: TROPPI GLI STAFFETTISTI DI FRODO

Basta avere un furgone e attrezzarlo alla meno peggio per trasportare randagi. Il volume di affari è congruo e spesso gli animali arrivano morti a destinazione quando non si perdono strada facendo.

Roma – In Italia, specialmente nelle regioni meridionali, il randagismo ha dimensioni e caratteristiche spaventose e non mancano canili e gattili lager. Ci sono zone in cui abbandoni e maltrattamenti sono endemici e molte persone, mosse a compassione, si offrono come volontari per nutrire e curare i quattro zampe abbandonati o maltrattati.

I trasferimenti di cani per le adozioni dal Sud al Nord Italia avvengono il più delle volte tramite “staffette”, termine utilizzato per definire il trasporto su strada di animali d’affezione. Gli staffettisti, se organizzati in modo professionale, svolgono un lavoro responsabile, onesto e indispensabile per il salvataggio e la difesa dei quattro zampe e sono una risorsa importante per i volontari che se ne occupano.

Il mezzo con gravi danni alla carrozzeria

Purtroppo non tutti lavorano con la stessa serietà e onestà. Nonostante le normative diano indicazioni ben precise sul numero di animali e sul loro corretto stivaggio, troppe volte i furgoni, non omologati per risparmiare, partono stracarichi di animali e lo staffettista di turno non pensa affatto al loro benessere.

Per questo, sempre più spesso, leggiamo di cani o gatti smarriti o lasciati fuggire durante un trasferimento. I nostri migliori amici affrontano un lungo ed estenuante viaggio all’interno di un pulmino per una speranza di vita migliore e per sfuggire da situazioni pericolose, e non per rimetterci la vita o per venire abbandonati strada facendo.

Un gattino spaventato

L’ultimo grave episodio è accaduto qualche giorno fa. Il 14 dicembre scorso una staffetta è partita da Agrigento alle ore 18 circa con destinazione Melegnano, provincia di Milano. A quanto pare l’autista aveva già affrontato un lungo viaggio e aveva dormito solo poche ore prima di ripartire. Alle 3.30 il mezzo giunto nei pressi di Sala Consilina è stato coinvolto in un incidente, forse a causa di un colpo di sonno del pilota.

Il conducente è stato costretto a recarsi al pronto soccorso dove i medici di turno gli suturavano diverse ferite. Il veterinario Asl intervenuto, salito a bordo del furgone, verificava le buone condizioni di salute di tutti gli animali. Nonostante il sinistro stradale l’autista decideva di proseguire il viaggio senza accettare l’aiuto offerto dai volontari di Salerno per la sosta dei cuccioli presenti a bordo.

Da quel momento non si sono più avute notizie del trasferimento fino a quando l’autista veniva fermato dalla polizia stradale di Melegnano che scortava il mezzo fino al canile sanitario di Vignate. Giunti sul posto la veterinaria di turno accertava la presenza di un cane deceduto. Si scoprirà successivamente che l’anziana cagnolina di nome Luna sarebbe morta per soffocamento.

I furgoni sono spesso sovraccarichi

Oltre ai cani vengono fatti scendere anche i gatti: gli animali sono 10 ma l’autista è in possesso di 11 documenti dunque che fine ha fatto l’undicesimo gatto? L’animale disperso si chiama Figaro ed è un gattino di poco più di due mesi. Che cosa gli è accaduto?

Il piccolo è stato sicuramente smarrito in autostrada ma quando si sarebbe perduto? Alcune foto scattate da soggetti terzi mostrano, sempre in autostrada, un trasportino sfracellato e la copertina più distante sull’asfalto. Che mistero è questo? Il furgone ha avuto un altro incidente che avrebbe causato l’apertura dello sportellone posteriore provocando la fuga dell’animale? 

Se cosi fosse perché non allertare immediatamente la polizia e chiedere aiuto ai volontari di zona? Vale così poco la vita di un gattino da non tentare neppure di salvarlo? In attesa norme più rigide in materia e auspicando maggiori controlli, chi fa questo mestiere deve poterlo fare in sicurezza e con estremo amore verso gli animali.

Un ospite triste dentro un canile

Gli animali, specie se randagi, rappresentano un affare da decine e decine di milioni di euro e che conta, in tutta Italia, migliaia di operatori. In larga parte senza esperienza, privi di scrupoli e con l’unico intento di lavorare, spesso in nero, per fare cassa.

Speriamo che stavolta le autorità competenti accertino la verità e se dovessero emergere eventuali responsabilità per la staffetta di turno che non si esiti nel comminare la giusta punizione. Luna e Figaro ringraziano. 

 

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